giovedì 15 ottobre 2015

ICity Rate 2015: le città del Sud arretrano ancora

Pubblicato il rapporto ICity Rate 2015, l'indagine annuale sulle smart cities realizzata da Forum PA con la collaborazione di Openpolis.
La classifica delle smart cities di quest'anno prende in considerazione 7 dimensioni, economy, living, environment, people, mobility, governance e legality, new entry, quest'ultima, tra i parametri di confronto e giudizio. E' quasi superfluo dire che l'inserimento di questo parametro non fa che ampliare la forbice tra le città del nord e quelle del Sud.
La prima città meridionale è Cagliari, che si piazza solo al 60° posto. Reggio Calabria è 102esima. Un disastro. Questo a dimostrazione di quanta strada si deve percorrere e di quanto si debba recuperare nei confronti di altri territori, soprattutto delle altre Città Metropolitane.
Una seria riflessione va compiuta sulle priorità e sulla qualità e quantità dell'impegno che si devono profondere già da subito nel colmare il gap e far risalire questa impietosa classifica.
La fotografia è scattata sulla base di 150 indicatori statistici e l'immagine è quella di un Paese diviso a metà, con qualche eccezione in qualche parametro connesso all'identità territoriale che, ovviamente, valuta positivamente alcune realtà del Mezzogiorno.
Complessivamente però il quadro è pessimo.

ECONOMY: Il primato economico milanese In un paese provato da sette anni di crisi, Milano conferma il proprio primato nella graduatoria economy ponendosi come punto di riferimento per le strategia di ripresa. Bologna conquista una seconda posizione, a conferma di una struttura produttiva equilibrata oltre che dinamica. Roma si colloca al terzo posto. Delle tre capolista le variazione più importanti sono state registrate, in ordine da Milano, Roma e Bologna. Interessante che la variazione maggiore in questa dimensione è registrata da una città del SUD: Lecce. 1) Milano 2) Bologna 3) Roma

LIVING: La vitalità di Milano Il capoluogo lombardo sta correndo non solo nella dimensione economica. Anche in termini di qualità della vita lo scarto rispetto allo scorso anno è di +36,36 punti. Anche su questa dimensione Bologna registra un forte rallentamento con un decisamente più modesto +4,13. Terza Parma ma più che per meriti propri per un forte arretramento delle città che lo scorso anno la precedevano in classifica. 1)Milano 2)Bologna 3)Parma

ENVIRONMENT: La sostenibilità ambientale dei piccoli centri urbani Come negli anni precedenti si conferma il primato delle città più piccole nella dimensione ambiente anche se con un buon rimescolamento di posizioni al topo della classifica. A Trento che mantiene il primato italiano segue Mantova che conquista ben 5 posizioni e Belluno che rimane sul podio perdendo, però, la medaglia d’argento. 1)Trento 2)Mantova 3)Belluno

MOBILITY: La mobilità collettiva di Venezia La peculiarità di Venezia le permette di mantenere il primato nella dimensione mobilità soprattutto grazie alle caratteristiche strutturali che favoriscono il ricorso alla mobilità collettiva. Brescia fa un bel balzo in avanti guadagnando 5 posizioni e facendo scalare di un posto Bologna e Milano che scende, quest’anno, dal podio. 1)Venezia 2)Brescia 3)Bologna

PEOPLE: Milano svetta anche qui La dimensione relativa al capitale sociale rivede primatista Milano, che quest’anno riesce a raggiungere il podio più alto grazie alle ottime performance su indicatori quali il livello di istruzione della popolazione, la partecipazione a spettacoli, la connettività delle famiglie, la diffusione dell’home banking, etc. Al secondo posto la new entry composta dal comune di Bolzano (che salta in avanti tre posizioni) seguita da Firenze che conferma il terzo posto. La città alto-adesina è premiata per una forte partecipazione sociale (prima in Italia) e per l’informatizzazione delle famiglie. 1)Milano 2)Bolzano 3)Firenze

GOVERNANCE: Firenze patria del buon governo Sostanzialmente stabile il podio per quanto riguarda il tema della governance con l’unica novità determinato dallo scambio in classifica tra Bologna e Torino (a sfavore di quest’ultima). La città toscana primeggia soprattutto sul tema degli open data (prima in Italia), della penetrazione di twitter (seconda assoluta). Bologna primeggia in capacità gestionale (prima in Italia). Torino, infine, nella penetrazione di twitter (prima in Italia) e 1)Firenze 2) Bologna 3)Torino

LEGALITY: tre outsider sul podio La nuova dimensione Legalità registra tre outsider. Aosta è prima assoluta per bassa incidenza di ecoreati, per efficienza dei tribunali (sesta) e microcrimalita (sedicesima). Reggio nell’Emilia registra i migliori valori nel ciclo del cemento (settima) e nel rating delle aziende (nona). Lecco, invece, avanza in classifica grazie all’efficienza dei tribunali (nona) e nella bassa incidenzaa del lavoro nero. 1) Aosta 2)Reggio nell’Emilia 3)Lecco

NOTA METODOLOGICA Anche quest’anno ai tradizionali indicatori “standard” sono state affiancate una serie di variabili “smart”, più direttamente collegate alle dinamiche di innovazione tecnologica e sociale. L’impianto complessivo è così costituito da 150 variabili statistiche elementari, 84 Indici di fattore, 7 dimensioni, 14 Indici dimensionali e 1 Indice di sintesi Il rapporto è stato elaborato insieme ad Openpolis l’osservatorio civico della politica che analizza quotidianamente i meccanismi complessi e le fenomenologie emergenti del Paese che si affiancano alle altre realtà che orami storicamente rappresentano il comitato scientifico: ISTAT, Unioncamere, ANCI, Federutility. Inoltre, la piattaforma con la quale vengono restituiti i dati (www.icitylab.it) si è arricchita di un nuova funzione: ogni Comune capoluogo ha un proprio cruscotto di navigazione che consente di visualizzare rapidamente, per ciascun indicatore, la posizione della città all’interno della classifica e di fare il confronto con gli anni precedenti. Come già nell’edizione dello scorso anno, ognuna delle sette dimensioni è stata suddivisa in una componente standard, dove tendenzialmente sono collocati gli indicatori di valenza più generale, e in una componente più specificamente “smart”, nella quale si è cercato di inserire le variabili rappresentative della capacità di adattamento ai cambiamenti tecnologici e sociali. Ogni componente è, a sua volta, articolata in sei fattori cui si è fatto corrispondere un unico indicatore. Il risultato finale è un indicatore generale di sintesi in base al quale è definita la classifica annuale delle città intelligenti italiane (articolabile nelle componenti standard e smart) e sei indicatori dimensionali relativi ai singoli ambiti di indagine.

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