giovedì 2 ottobre 2014

Smart City, oltre la tecnologia deve esserci molto altro

Non solo tecnologia, la smart city green e social per i cittadini

Realizzare una città intelligente non vuol dire soltanto aggiungere strati e strati di infrastrutture tecnologiche, sensori, led e wifi. Ma vuol dire principalmente costruire un modello di smart living che parta dai cittadini, chiamati a partecipare come soggetti attivi, insieme ad amministrazioni locali e imprese, a plasmare il luogo in cui vivere rendendolo più intelligente.
Da una parte la smart city costruita intorno al cittadino, dall'altra quest’ultimo che pratica una cittadinanza intelligente, caratterizzata da partecipazione, impegno, adesione al territorio, volontà di condividere conoscenza e creatività. 
La costruzione della smart city deve poggiare su tre solidi pilastri: visione, infrastrutture e campagna di comunicazione. Le cose hanno bisogno di essere condivise e spiegate altrimenti i progetti ed i percorsi di cambiamento rischiano di essere percepiti come arroganti e distaccati dalle aspirazioni della comunità.
Ma se il progetto nasce dal basso, da persone che iniziano ad interrogarsi pubblicamente sull'identità dello spazio urbano, che raccolgono feedback appropriati dalla comunità sulle aspirazioni della città e i suoi limiti, provando a massimizzare lo spazio per la partecipazione civica, è quello l'inizio di un reale percorso di radicale cambiamento su cui si innesta una smart city.
Ma si può parlare di "smart city" in realtà di piccole e medie dimensioni? Ho provato qualche mese fa a parlare di "smart village" in un post, definendolo un termine più appropriato, ma la sostanza non cambia. Nelle grandi aree urbane, o nei piccoli centri, è sempre il city users, il cittadino/utente il primo e più importante sensore ed indicatore del grado di "intelligenza" di una città.
Con l'iniziativa #unacittàdacambiare stiamo cercando di intraprendere un percorso simile, stimolando la partecipazione attiva, l'analisi concreta e non superficiale della città, nonché la condivisione e la proposta di un nuovo modello di vita urbano, diverso dall'attuale modello vigente. Un nuovo modello votato al rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri, al rispetto di ciò che ci circonda, all'acquisizione della consapevolezza che ciò che è pubblico è di tutti e non di nessuno.
I cittadini che diventano dunque "sensori" e protagonisti del rilancio della qualità urbana.
Oltre alla dimensione tecnologica infatti, per incrementare la quale dovrà essere un'amministrazione illuminata a farsene carico, vanno considerate e potenziate di pari passo con l'innovazione tecnologica, anche altre due dimensioni.
La dimensione del capitale umano e sociale e quella della governance. Una città è smart quando sono smart i suoi abitanti in termini di competenze, di capacità relazionale di inclusione e tolleranza e quando la sua struttura amministrativa adotta modelli di governo improntati a dare centralità ai beni relazionali e attenzione ai beni comuni, creando opportunità per favorire la partecipazione civica nella creazione di valore pubblico.
Non è utopia, è visione. E si può realizzare attraverso l'impegno, la dedizione. Lo hanno fatto comunità di modeste dimensioni. Operazioni perfettamente riuscite.
Non solo tecnologia, la smart city green e social per i cittadini


Non solo tecnologia, la smart city green e social per i cittadini

Costruire un modello di smart living che parta dai cittadini, chiamati a partecipare come soggetti attivi, insieme ad amministrazioni locali e imprese, alla costruzione di città intelligenti dove vivere.

0 commenti: