mercoledì 2 luglio 2014

Scenari futuri: Paterno' nella nuova Città Metropolitana di Catania

La nuova architettura istituzionale siciliana apre la riflessione sull’assetto delle future Città Metropolitane e le varie forme di cooperazione intercomunale, più o meno strutturate sul territorio (liberi consorzi dei Comuni). Le nove Province regionali, abolite dall’assemblea Siciliana l’11 Marzo 2014, vengono sostituite da altrettanti liberi consorzi dei Comuni ed al contempo vengono create tre aree metropolitane: Palermo, Catania e Messina. Si registra, inoltre, la possibilità per i liberi consorzi dei Comuni di crearne di nuovi entro sei mesi, purché i predetti Comuni raggruppino almeno una popolazione di 180 mila abitanti e quelli coincidenti con gli enti soppressi non abbiano una popolazione inferiore a 150 abitanti.
Tale situazione riguarda, ovviamente, anche il Comune di Paternò che a breve dovrà aderire ad un libero consorzio dei Comuni o alla Città metropolitana di Catania ed è per questo motivo che si rende necessaria una presa di posizione consapevole da parte dell’amministrazione comunale.                    Occorrerebbe superare, anzitutto, la semplice sovrapposizione territoriale con la Provincia, tenendo conto piuttosto delle nuove esigenze della cittadinanza, calibrate su un'idea nuova di sostenibilità ambientale, di qualità della vita, di crescita economica, di rapporto diretto con l'amministrazione pubblica, di vivibilità del territorio urbano, di accessibilità alla cultura, agli spazi verdi e ai servizi, di inclusione sociale, di infrastrutture efficienti e moderne, di uscita dell'emergenza abitativa.
Paternò gioca, quindi, una partita difficilissima ma nello stesso tempo affascinante. 
La città metropolitana significa, infatti, non solo finanziamenti ordinari, ma soprattutto finanziamenti straordinari, rapporti e finanziamenti diretti con l’Europa.
Ciò vuol dire che in molte occasioni la città metropolitana supera il dialogo e la burocrazia regionale ponendosi a pari dignità con esse. La città metropolitana concepita su più livelli istituzionali ha la possibilità e le competenze per andare a decidere in piena autonomia.
Non si può sottovalutare neppure la possibilità che i servizi diventino centralizzati con conseguente ottimizzazione e razionalizzazione, oltre che con notevoli risparmi e grande efficienza. E’ noto, infatti, che la città metropolitana determina in qualsiasi situazione un aumento della mobilità delle persone, quindi essa assume come obiettivo fondamentale e prioritario la riorganizzazione del sistema relazionale. Si rende, pertanto, necessario costituire un sistema metropolitano di trasporto che metta in relazione il centro principale (Catania) con le aree che orbitano attorno alla città. Un altro grande vantaggio della città metropolitana per i centri minori sta nel fatto che in ogni contesto metropolitano i centri dell’hinterland vengono ripopolati, accogliendo gli abitanti che dal centro principale si spostano verso l’esterno, cercando qualità della vita migliore e un costo della vita inferiore. Ecco perché è bene che Paternò consideri un “progetto di città” che non sia soltanto una promessa vana di irrealizzabili “assetti futuri”, ma che si articoli sulla definizione e l’impegno verso poche, ma adeguatamente selezionate, operazioni di trasformazione urbana, che costituiscano l’ossatura di un nuovo paesaggio urbano, di una geografia volontaria rinnovatafavorendo così la nascita di un sistema urbano policentrico
E’ chiaro, poi,  che tale processo può realizzarsi solo con un ottimo sistema di mobilità che permetta, quindi, un ottimo pendolarismo.
In definitiva, Paternò deve candidarsi come nuova polarità nell’area metropolitana diventando punto di riferimento per Belpasso, Nicolosi, Biancavilla, Adrano, Santa Maria di Licodia, Ragalna, Ramacca e Castel di Ludica (questi ultimi due oggi facenti parte dell’area del Calatino). Il ruolo di una nuova polarità, ovviamente, passa dalla quantità ma soprattutto dalla qualità dei servizi offerti. Un esempio virtuoso - forse l’unico - è rappresentato dalla piscina comunale che fino a qualche anno fa sembrava costituire un traguardo assurdo, ma che oggi è una realtà sana in grado di attirare a sè sportivi e osservatori; come il presepe vivente grande momento di socialità e di attrattività, la battaglia per mantenere aperto l’ospedale “S.Salvatore” altro importante tassello per la crescita di questa città.
La città metropolitana, dunque, può portare solo benefici; non ruba risorse ad altro ma è in grado di catalizzarne di nuove. Un invito e un segnale importante per Paternò sarebbe proprio quello di inserire nei propri organi di governo una specifica delega all’area metropolitana come segnale di grande consapevolezza, oltre che di un approccio innovativo alla politica nell’interesse supremo dei cittadini.
E’ emblematico pensare che la Cina lavori ad una megalopoli da 110 milioni di abitanti (Jing-Jin-Ji) impressionando il mondo con una tangenziale da 940 chilometri, mentre a noi sembrano un’infinità i soli 20 che ci distanziano da Catania. 
Usciamo, dunque, dal provincialismo e per la prima volta cerchiamo di essere promotori di una nuova visione di sviluppo e di crescita.

Dr. Alfio Marco Patanè (Urbanista)

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