lunedì 7 aprile 2014

E la chiamano pista ciclabile. Creatività reggina.

Che Reggio fosse una città creativa lo si sapeva già. Le reti a molle per letti singoli utilizzate come cancello d'entrata ai piccoli appezzamenti di terra sono forse il più classico esempio dell'arte di arrangiarsi made in Reggio.
Ma quando non è più il privato, bensì l'Istituzione ad "arrangiarsi" la cosa assume un carattere appunto...istituzionale!
E' il caso della pista ciclabile innovativa realizzata in città. Impazzano le foto sui social network (anche io ne ho postata una) di quella che, senza dubbio è una pista ciclabile unica nel suo genere. Si perchè è realizzata...sul marciapiedi. Fin qui niente di strano, sono molte le città dove si può trovare una pista ciclabile su marciapiedi, delimitata dalle proprie strisce o da diversa pavimentazione.
un tratto della "pista ciclabile" realizzata a Reggio Calabria
Ma la peculiarità di questa pista ciclabile è che coincide perfettamente con il marciapiedi, facendone così un percorso "ciclo-pedonale" che tende a mettere in conflitto pedoni e ciclisti, per il fatto di dover transitare nello stesso spazio, imbrattato di rosso mattone per l'occasione.
Un percorso promiscuo che è possibile realizzare, certo, ma in mezzo ai parchi, in aree ampie e verdi come gli argini dei torrenti e dei fiumi, non certo su un marciapiedi di 1,2 metri di larghezza sul quale spesso si aprono (come nell'immagine a sinistra) porte anti-panico che potenzialmente possono essere sbattute in faccia al povero ciclista che non fa in tempo a scansarla o che per scansarla si fionda sulla nonnina che transita a piedi con le buste del mercato!
Sul punto il Codice della Strada è chiarissimo all'art. 3 punto 39: Una pista ciclabile è una "parte longitudinale della strada, opportunamente delimitata, riservata alla circolazione dei velocipedi"
Tralasciando gli aspetti estetici dunque, esistono regole e norme che indicano chiaramente come e dove si possono realizzare percorsi ciclabili. Vieppiù che tali percorsi hanno una loro segnaletica ben definita, in particolare nelle intersezioni stradali e negli incroci, ed è necessario che siano una vera e propria "rete" e non dei "segmenti" isolati, inaccessibili e scollegati tra loro.
Poichè la pista è stata realizzata dal Comune, qualcuno l'avrà immaginata, voluta ed avrà deliberato in merito (indirizzo), qualcun altro avrà fatto impegno di spesa e determina (uffici), qualcun altro l'avrà progettata (uffici o professionisti all'uopo incaricati) ed infine qualcun altro l'avrà realizzata (operai dell'ente o ditte esterne appaltatrici). Molte figure dunque entrano in gioco e tutte con specifiche competenze. E' mai possibile che nessuno si sia reso conto che realizzarla così sarebbe stato oltre che inutile anche difforme?
In basso posto un esempio virtuoso di rete ciclabile cittadina, quella dell'altra Reggio (nell'Emilia), indicata in maniera leggibile ed impeccabile sul sito del Comune. Una fitta maglia che serve l'intero abitato, tocca e collega i nodi principali (stazione, ospedali, parchi, stadio, zone commerciali, centro storico, ecc...) che invoglia all'utilizzo della bici in alternativa all'auto. Ecco perchè molto spesso, come nel caso di Napoli (foto a lato), viene ristretta la carreggiata per fare spazio alle piste ciclabili, mentre i marciapiedi rimangono quelli che sono, ad un livello differente. Perchè le piste ciclabili sono pensate e realizzate nelle città affinchè la bici deve sostituire l'auto...non i pedoni!
la rete ciclabile della città di Reggio Emilia

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