mercoledì 3 luglio 2013

Comunità intelligenti per Città intelligenti. E’ possibile, è indispensabile

La città è un bene comune. Bisogna partire da questo assunto per affrontare il delicatissimo tema della “partecipazione” e della “condivisione” come strumenti basilari per dare alla città un nuovo slancio, nuovi impulsi, nuove opportunità.
Non importa la dimensione, l’importanza o il “rango” di una città quando si formulano idee e progetti che possono migliorare la vita dei suoi abitanti. Anzi, in città o cittadine di modeste dimensioni, è probabilmente più facile costruire una partecipazione efficace e farle diventare dei “laboratori” attivi per la sperimentazione di programmi innovativi di politiche urbane da esportare poi su scala vasta.

L’opportunità per ripensare alla città contemporanea è fornita dall'utilizzo ormai capillarmente diffuso della tecnologia.
In ogni casa c’è un pc, un collegamento ad internet, uno smartphone. Se da un lato tutto ciò può essere visto come uno spreco, va considerato invece l’enorme potenziale che questi strumenti portano con sé e si deve cercare di utilizzare al massimo questo potenziale per migliorare la qualità della vita di chi li possiede e della comunità alla quale appartiene.

Nell'affrontare il tema della “smart City”, si deve pensare che la piattaforma digitale aiuta la città fisica a compiere un salto di qualità, la aiuta ad evolversi, a diventare più attraente, più efficiente. E sarà tanto più evoluta, attraente ed efficiente, quanto più la piattaforma si integra con l’ambiente fisico.
Infatti l’aggiunta delle tecnologie smart, della possibilità di connessione virtuale, allargano gli spazi della vita sociale nei luoghi pubblici, che acquistano, anche nell'immaginario collettivo dei residenti, nuove funzioni, nuovi “valori”, nuova centralità.

Vorreste che il Comune comunicasse con voi attraverso un tweet? 
Vorreste poter pagare le tasse da casa vostra senza fare estenuanti file agli sportelli?
Vorreste essere informati istantaneamente di ciò che accade (guasti alla rete idrica, elettrica, eventi culturali, orari del trasporto pubblico o della raccolta dei rifiuti, ecc…)?
Vorreste poter segnalare un problema direttamente con un messaggino o con una foto invece che farlo perdendo una mattinata per recarvi al competente ufficio?

Se avete risposto no oppure pensate che sia utile ma non indispensabile, proverò a convincervi che è utile ed oggi anche indispensabile.

Tutte le città, grandi e piccole, hanno la necessità di tagliare i costi di gestione per poter continuare ad offrire servizi ai cittadini mantenendo degli standard qualitativi accettabili.

Nonostante ciò sono pochi i Comuni Virtuosi che hanno già scelto politicamente la direzione da seguire e messo in atto politiche mirate al contenimento dei costi di gestione.

Le voci di spesa che è possibile abbassare sono quelli legati al consumo di energia, ai rifiuti, al ciclo dell’acqua, al consumo di carta per stampanti e toner per fotocopiatrici ed alla manutenzione di tutto ciò che ho elencato.
Facendo di necessità virtù, le città, grandi e piccole devono cogliere l’opportunità di evolvere e sviluppare le loro infrastrutture per offrire ai cittadini un modo diverso di vivere la città, per essere città intelligenti, città a misura d’uomo - “Smart Cities” - in cui i cittadini sono posti nelle condizioni di contribuire attivamente al mantenimento e al miglioramento dell’ambiente in cui vivono. 

Facciamo qualche esempio. L’installazione di regolatori di flusso e la sostituzione delle lampade nella rete di pubblica illuminazione consente un risparmio di circa il 50% sulla bolletta elettrica che il Comune deve pagare (e che paghiamo noi, ovviamente). Si ma questo ha un costo, direte voi. Certamente ha un costo, ma oltre ad esservi delle specifiche misure del POR che finanziano progetti di innovazione tecnologica esiste l'istituto del project financing, dell’affidamento cioè del servizio a società che investono ovviamente per trarne dei benefici, ma che consentono al Comune di risparmiare e liberarsi dall'incombenza di dover manutenere la rete.

Lo stesso dicasi per il ciclo dell’acqua e per il sistema di raccolta dei rifiuti, su cui però, va detto, che solo una fortissima e capillare campagna di sensibilizzazione per la raccolta differenziata può aiutare ad abbassare i costi (economici e sociali) di questa importante voce di spesa.
L’utilizzo poi delle nuove tecnologie per la comunicazione coi cittadini, sancita anche da normative promulgate negli ultimi anni (agenda digitale, decreto Brunetta, ecc.), consente un risparmio sensibile in termini di stampa e di costi di spedizione.
Altro esempio è la realizzazione di un sistema che consente al cittadino di interagire con l’Amministrazione, segnalando guasti e problemi in maniera istantanea, di modo che il Comune sia messo a conoscenza del problema e possa intervenire subito risparmiando, ad esempio in caso di guasto alla rete idrica, metri cubi di acqua che vengono a disperdersi per via del guasto.

Ovviamente alla base di una “città intelligente” deve esserci una “comunità intelligente”, sensibile e capace di utilizzare le risorse a sua disposizione per contribuire a rendere migliore la vita nella città.
Una città intelligente risparmia energia e ricicla risorse, promuove modi di vita ecosostenibili e una mobilità intelligente, utilizza le tecnologie digitali per ottimizzare i flussi di persone, informazioni e cose, favorisce la diffusione della cultura, è aperta a quanti vi si recano per lavoro, per svago o per turismo. 

Quello di città intelligente è un concetto dalla forte valenza sociale: per questo lo sviluppo di questo modello richiede il consenso informato dei cittadini e presuppone la valorizzazione del capitale sociale e culturale delle città. 
Tre pilastri sostengono l’idea di una città che riconosce il valore delle tecnologie e che le utilizza per migliorare i servizi che offre: 

1. Il coinvolgimento delle forze sociali ed economiche del tessuto urbano, in grado di immettere energie, risorse e impegno nelle azioni di miglioramento della città. 

2. Le risorse pubbliche quali istruzione, sanità e turismo presenti all'interno della città. 

3. La connessione tra persone, tecnologie e risorse che unite danno un contributo allo sviluppo economico sociale del paese e slancio alle città.

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