venerdì 5 aprile 2013

"Staccano la spina" alla pediatria?

Un altro passo verso la morte del Tiberio Evoli pare stia per essere compiuto. Il reparto di pediatria già depotenziato, a breve potrebbe essere chiuso definitivamente. Per dirla con un termine medico, equivarrebbe a "staccare la spina".
Un servizio tra i più importanti, non un "accessorio" trascurabile. E tutto accade nel silenzio generale. Proprio così, ma d'altronde chi dovrebbe protestare? I cittadini, certo, come hanno già fatto più e più volte.
Ma le "istituzioni" sono zittite, annullate, azzerate. Semplicemente non ci sono!
E' facile per chi "decide" unilateralmente infierire in queste condizioni. Un antico adagio recita: "undi trova moddhu, zzappa fundu". E qui, nell'Area Grecanica è tuttu "moddhu"!
Vorrei chiedere a chi dovremmo rivolgerci e con quali mezzi per una patologia pediatrica noi abitanti di Bagaladi, Melito, San Lorenzo, Roccaforte del Greco, Bova, Condofuri, Montebello Jonico, Palizzi, Bova Marina, Roghudi? A Reggio? A Locri (70 km su per giù di distanza)??? O già che ci siamo, fuori Regione? Ecco, ho indovinato, fuori Regione. Per avere un trattamento sanitario che sia degno di essere definito tale, o semplicemente per vedere tutelati i nostri diritti fondamentali noi cittadini dell'Area Grecanica dobbiamo recarci fuori Regione!
Siamo appestati, non ci vogliono, siamo un peso, un inutile e dannoso fardello e con una reputazione che più schifosa non si può! Siamo noi i veri impresentabili, figli non di un Dio minore, ma figli di Satana, reietti e nauseabondi!
Siamo indegni è vero. Per certi versi hanno ragione. Molto spesso ignavi ed inermi nel reclamare i nostri diritti poichè siamo restii a fare il nostro dovere. E paghiamo per questa nostra natura.
Io però non mi sento affatto così! Non corrispondo assolutamente a questa definizione e rifiuto che questa possa diventare l'alibi per "livellare" tutto e tutti e trattarci tutti allo stesso modo!
Sto divagando un pò rispetto all'argomento iniziale ma è tutto collegato e consequenziale. Il vulnus democratico di cui quest'area soffre, per motivi che dipendono in parte dalla sua debolezza ed in parte dal suo essere "indifesa" dove serve, la rende facile e docile preda, capro espiatorio di tutte le colpe ed i guasti perpetrati a danno delle pubbliche istituzioni.
I Comuni pagano perchè hanno avuto probabilmente anni e anni di cattive gestioni. Le scuole idem. La sanità, non ne parliamo. Di contro i servizi vanno decurtati perchè a volte lo impongono disposizioni normative ed a volte perchè bisogna dimostrare che gli "sprechi" vengono individuati ed aggrediti.
È così per il tribunale, per il giudice di pace, per gli uffici postali nei centri interni e per tanti altri servizi al cittadino.
Come uscire da questa situazione? Come riprendere in mano i destini di questa sciagurata porzione di territorio? Certamente, come sostiene Gioacchino Criaco su zoomsud.it, "sporcandosi le mani", tornando cioé ad interessarsi di ciò che accade intorno a noi, partecipando, recuperando senso di appartenenza e valori che spero siano soltanto sopiti.
Tornando alla vicenda della pediatria é auspicabile un intervento rapido e forte da parte degli interlocutori più titolati, i sindaci, comitati cittadini, i parroci. Chiedere un dietro-front su questa ulteriore deleteria decisione che cozza con le promesse di accorpamento e potenziamento fatte non più di un mese fa dal Governatore perché non possiamo consentire che non vi sia un punto di accesso di qualche natura per pazienti pediatrici.

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