lunedì 8 aprile 2013

Rifiuti, il modello Roccella, semplice, efficace, civile

Quella dei rifiuti ormai non è più un'emergenza, ma una vera e propria catastrofe.  Me ne sono occupato già in altri posts, ma ci ritorno per evidenziare che il problema non è riconducibile a chissà quale fattore esterno, ma esclusivamente ai comportamenti ed alla politica (nel senso della gestione locale).
Anche all'interno della stessa Provincia, infatti, esistono diversi "modelli" di gestione della problematica. Anzi, c'è chi la problematica la subisce (contribuendo al suo continuo amplificarsi) e chi la gestisce (traendone notevoli vantaggi per tutti).
Vista di Roccella Jonica
Mi riferisco a Roccella Jonica, che sta diventando un modello virtuoso nella gestione dei rifiuti. Con lo slogan “differenziAMOroccella” a luglio del 2011 è iniziata la fase di raccolta differenziata porta a porta. Una fra le più grandi sfide che l’amministrazione Certomà si è prefissata di raggiungere, dove i cittadini «sono i protagonisti per la salvaguardia dell’ambiente».
La progettualità dell'amministrazione ha portato settecento mila euro di finanziamento, che, stanziati dalla Regione Calabria hanno consentito di avviare e mettere a regime il nuovo sistema di raccolta.
Niente più cassonetti e piazzole di raccolta per le vie di Roccella, ma raccolta "porta a porta" e differenziata. Molta differenziata...e fatta come si deve, destinata al riciclo. Del resto riciclare è un vantaggio anche economico e non solo ambientale. Infatti il Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi dà un contributo in base alla purezza del rifiuto, per queste ragioni separare correttamente i materiali dall'umido è fondamentale.
L'avvio di questa "rivoluzione" è avvenuta in due momenti: nella prima l’amministrazione comunale ha provveduto alla distribuzione gratuita, a tutti i titolari di utenze Tarsu, dell’apposito kit di sei mastelli e sacchetti, necessari per la separazione dei rifiuti, e di una guida alla raccolta differenziata con allegato il calendario settimanale che stabilisce i giorni per il ritiro delle diverse tipologie di rifiuto. Nella seconda fase sono stati rimossi i cassonetti stradali per i rifiuti indifferenziati ubicati sul territorio comunale. I nuovi mastelli vengono esposti o conferiti nei carrellati condominiali e stradali, la sera prima del giorno di raccolta.
Sono di colore marrone per i rifiuti organici, come gli avanzi di cibo; blu la plastica, il polistirolo e i metalli; verde per il vetro; bianco la carta e il cartone; e grigio tutti gli altri rifiuti.
Dopo solo otto mesi dall'avvio, la percentuale di raccolta differenziata è stata superiore al 70%. Sono 519 le tonnellate di organico raccolte, 145 tonnellate tra plastica e alluminio, 138 tonnellate di carta, 170 di vetro e 10 tonnellate di indumenti. In discarica sono finite solo 370 tonnellate di rifiuto non riciclabile.
Negli stessi mesi del 2010 tutte le 1352 tonnellate raccolte sono finite in discarica. 
I vantaggi della scelta fatta dal’amministrazione comunale di Roccella sono evidenti: oltre all'abbattimento della produzione di rifiuto da immettere in discarica, il sistema porta a porta adottato ha migliorato l’aspetto complessivo della cittadina. 
Ma dove finiscono i rifiuti raccolti? L’umido e l’indifferenziato vengono conferiti nell'impianto di Siderno, la carta, il vetro e il multi materiale, vengono invece portati all'impianto della “Ra.di” di Palmi; gli indumento vengono ritirati dalla cooperativa “Felici da Matti” (la stessa cooperativa con la quale stipulai una convenzione gratuita anche per Bagaladi) e i Raee vengono prelevati dalla società “Ecopal srl”.
Accanto al modello Roccella che ho raccontato, riprendendo i dati da un articolo apparso su La Riviera, esiste un altro modello, molto più diffuso nel nostro territorio e che ogni giorno campeggia sui quotidiani e sul web. Quello che vede strade invase da montagne di rifiuti che trasformano le nostre cittadine e paesi in discariche a cielo aperto, in luoghi in cui fa sempre meno piacere vivere.
Eppure sarebbe così semplice emulare un sistema simile. Basterebbe una "guida" forte ed un pochino di civiltà. Oltre ovviamente alla "volontà" di considerare ciò che è fuori dalla nostra porta di casa alla stregua di ciò che è dentro.

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