martedì 30 aprile 2013

Ospedale di Melito, non rimane che "Emergency"

Integrazione funzionale e poi accorpamento. Era questo il "percorso di rilancio dell'Ospedale Tiberio Evoli" che il Governatore e Commissario ad Acta per la Sanità aveva "lanciato" nell'affollatissimo corridoio dell'ex reparto di Medicina, nel febbraio scorso, a pochi giorni dalla grande manifestazione popolare che ha portato a Melito cittadini di tutti i paesi dell'Area Grecanica, scesi in piazza per battersi per i propri diritti.
Ma più che di "percorso di rilancio", quell'incontro aveva il sapore dello "spot", con tanto di comparse e slides esplicative, che prefiguravano un futuro roseo per l'Ospedale e per la sanità in questo sciagurato lembo di terra tra i due Capi (D'Armi e Spartivento).
Fiducia. L'ennesima. Tutti, più o meno, gliel'abbiamo concessa. Forse per disperazione, forse per credulonerìa, per ingenuità. Perchè in fondo, a noi, popolo grecanica, si fa presto a prenderci per i fondelli. Basta qualche promessa.
Passavano i giorni ed a parte i comunicati stampa e gli encomi solenni fatti a chi "ci aveva messo la faccia", sfidando tutti, utenti ed operatori, sul piano dell'impegno e dell'attenzione verso questo problema, tardavano ad arrivare risultati concreti ed aderenti a quanto promesso in conferenza stampa.
Poi un lampo! Arriva il prof. Costarella. Integrazione funzionale? No, semplice convenzione tra Asp e Specialista, peraltro, sembra, molto onerosa.
Bene, tutti ne prendono atto. Non è quello che ci si aspettava, non è quello che aveva detto, ma è qualcosa. E qui parte un altro..."che ingenui questi grecanici...sarà la lingua?".
Un chirurgo "allenato" e bravo per accrescere il numero e la qualità degli interventi chirurgici va più che bene, ma altre erano le priorità di cui necessitava l'Ospedale.
Dopo aver perso il Punto Nascite, sulla base di una generica indicazione nazionale che però in altre parti d'Italia è stata "modellata" a seconda delle realtà territoriali, il crollo è stato repentino. Gran parte dell'attività ospedaliera era legata al reparto di Ostetricia e Ginecologia, ma venendo meno la possibilità di partorire a Melito (senza alcun rischio clinico!!!), il motore trainante dell'Ospedale si è fermato.
Ma cosa ancor più grave, se possibile, sta per chiudere il reparto di Pediatria. Il futuro negato, insomma. Non si può nascere, ed una volta nati, non ci si può curare.
Infatti mentre il dottor Costarella opera in Sala Operatoria, facendo interventi di ottima chirurgia, dall'altra parte, percorso il corridoio a "L", scorgiamo facce sconsolate, le mamme, i papà, gli operatori della Pediatria. Inermi, increduli.
A breve, oltre a non vedere più la luce al Tiberio Evoli, non un bambino metterà più piede all'interno dell'Ospedale melitese.
Ma come, non si parlava di "potenziamento"? E tutte quelle slides? E tutti quei Managers? E i 10 Milioni di Euro per la ristrutturazione?
La gente grecanica, pur nella sua ingenuità, pur nella sua credulonerìa, inizia a farsele queste domande. E chiede risposte. Le chiederà nuovamente scendendo in piazza. Lo so, lo sappiamo di non fare paura a nessuno. Non vogliamo fare paura e forse, nonostante la storia giudiziaria annoveri questo territorio tra i più "feroci", non siamo nemmeno in grado di mettere paura.
Vogliamo solo chiedere di essere trattati come uomini e donne di un Paese civile, come cittadini di uno Stato che ha una Costituzione che contempla "Diritti" e Doveri" tra i princìpi fondamentali e non come postilla o nota conclusiva.
A questo punto, caduto il velo delle promesse, pare che l'Ospedale sia destinato a morire proseguendo con una lenta e costante agonìa.
Avremmo preferito che il Governatore fosse venuto a dirci francamente a dirci quali erano gli scenari e le operazioni possibili. Che sia venuto a parlarci di potenziamento nel mentre l'Ospedale continua a perdere pezzi importanti, non è stato molto edificante (per usare un garbato eufemismo).
Non rimane altro che affidarci a chi porta sanità e cure laddove ce n'è bisogno, laddove i diritti sono negati per diverse contingenze: Emergency.
Proporrò al Comitato Mamme Per un Futuro di scrivere a Gino Strada, affinchè porti nell'Area Grecanica l'impegno della sua Organizzazione, come fa nei territori di guerra, dove i diritti umani sono calpestati e la povertà ed il disagio sociale sono forti.
Potrebbe risponderci. In fondo, non siamo in guerra, ma i nostri diritti sono sospesi, come se lo fossimo.

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