mercoledì 3 aprile 2013

I rifiuti in Calabria sono un problema ancora più grande dopo 13 anni di Commissariamento

In Calabria tredici anni di commissariamento per l'emergenza rifiuti sono trascorsi infruttuosamente.
Oggi, dopo tutto questo tempo, ci ritroviamo un'emergenza pari, se non superiore, a quella di partenza.
Tra un inizio ed una fine pressoché simili è compreso un lunghissimo periodo di speranze tradite, di illusioni presto svanite e di stagnante e permanente invasione di immondizia agli angoli delle nostre strade.
Abbiamo nascosto la polvere sotto il tappeto, questo abbiamo fatto, durante una lunghissima stagione commissariale che ha prodotto gli effetti opposti a quanto sperato o previsto.
Costi esorbitanti (si aggirano attorno al miliardo di euro) e pesanti conflitti istituzionali tra Regione, struttura commissariale e Comuni, con questi ultimi che hanno subìto senza nemmeno poter controbattere le scelte imposte.
Gare d'appalto realizzate in modo molto discutibile, così come accertato dalla relazione della commissione parlamentare, creazione di "gestori", società miste i cui unici risultati sono stati la politica clientelare sui posti di lavoro e la commistione con le cosche, come dimostrano le recenti indagini di pg. Tutte operazioni fallimentari che non hanno risolto, ma caso mai aggravato il già labile sistema dello smaltimento dei rifiuti.
Ciclo integrato? Nemmeno l'ombra. Il solo impegno è stato "implementare" le discariche esistenti, aprirne di nuove, compiere (anzi, non compiere) scelte che hanno ristretto il campo visivo all'unica "soluzione" del termovalorizzatore, mentre restano inesplorate le ipotesi che stanno facendo la ricchezza di altre regioni: il riciclaggio dei rifiuti previa differenziata ed il compostaggio delle frazioni umide, secondo i dettami del Decreto 152/2006 e delle direttive europee.
Naturalmente stare dentro i binari della legge, muoversi in maniera trasparente avrebbe tenuto i faccendieri  e le cosche alla larga e tolto potere clientelare alla malapolitica e questo forse, in una Regione come la nostra, non è fattibile. Lo dimostrano i cinque governatori ed i sei commissari delegati che si sono succeduti nel fare "nulla".
Ed intanto le famiglie non sanno cosa significhi "differenziare" e le nostre strade chiedono giustizia e pulizia.


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