lunedì 8 aprile 2013

Abbiamo di fronte un deserto che qualcuno vorrebbe chiamare "ordine"

Pubblico questo editoriale del sempre lucido Ilario Ammendolia (ex sindaco di Caulonia), tratto da La Riviera.
Il suo coraggio nel dire le cose, nell'esprimere senza timore il proprio pensiero è fonte di ispirazione per me e motivo di grande stima ed apprezzamento.
Le cose che dice, su un argomento molto attuale per noi cittadini dell'area grecanica, occorre divulgarle, occorre che siano lette e fatte nostre. 

"Ogni consiglio comunale sciolto non è un mattone di legalità che si mette in opera ma un colpo di piccone all’esile tessuto democratico esistente. Certamente, non vi sarà nessuna reazione civile e politica a quanto sta avvenendo! Su un popolo prono tutto è consentito! Così accettiamo gli effetti di una legge nefasta senza batter ciglio. A “futura memoria” e con la massima umiltà sento il dovere di ribadire “sia pur tutti , io no!” La mia voce è poca cosa, ma nessuno mi convincerà mai che i nostri paesi debbano scegliere sindaci sceriffi. Sono ancora meno convinto che quella intrapresa sia la strada giusta per battere la mafia.
Teniamo conto che lo scioglimento rappresenta il riverbero sul piano politico di una condanna senza processo. In questo momento non c’è un solo amministratore di Siderno condannato per mafia.
Non credo di svelare l’arcano dicendo che a Siderno la ‘ndrangheta è stata ed è storicamente forte. Forse, negli anni d’oro di Siderno, è stata presente in consiglio comunale - e non solo - più che in anni recenti e con figure di altissimo livello, ma per unanime riconoscimento quelle amministrazione sono state esempio di buongoverno. (Almeno così erano percepite nella Locride ed in Calabria!). Non escludo che tale comportamento fosse finalizzato a guadagnare consenso sociale ma sarebbe un processo sommario che ci porterebbe a conclusioni non supportate da alcuna prova anche perché le amministrazioni degli anni ‘50, ‘60, ‘70, ‘80 non sono mai state attinte da processi per attiguità alla mafia, né per aver messo le mani sulla città! Oggi ci troviamo con una “sentenza” che produce effetti concreti senza alcun processo. La divisione dei poteri ha un senso solo se questa è reale. Tocca alle forze dell’ordine e alla magistratura scoprire e sanzionare i reati con processi sereni, equilibrati, pubblici. Tocca alla politica trarre le conclusioni. L’attuale confusione dei ruoli non fa bene alla magistratura, non fa bene all’esecutivo, non fa bene alla politica. La legge attuale sugli scioglimenti, può anche toccare un paese della Lombardia o del Piemonte ma è stata concepita per il Sud, e contro il Sud mettendo sotto schiaffo chiunque decida di esporsi nei nostri paesi senza altro fine che il bene del paese stesso.,bloccando le persone perbene e col concreto rischio di spingere in prima fila le mezze cartucce.
Allora occorre che qualcuno canti fuori da coro anche perché in noi ormai prevale la paura.
Sia chiaro vi sono mille ragioni per aver paura della mafia, ma non è con la paura che la vinceremo. Inoltre c’è (e come se c’è) chi specula sulla nostra insicurezza, sul panico che ci coglie dopo ogni fatto di sangue, dopo ogni rapina o intimidazione, e incanala questi sentimenti per accrescere il proprio consenso ed il proprio potere. Il silenzio è la regola. La paura dei mafiosi ci rende mafiosi, ci contamina con l’omertà. La paura dei non mafiosi è ancora più angosciosa e preoccupante.
Ribadisco: lo scioglimento di un consiglio comunale non è una dimostrazione di forza dello Stato democratico. Nei paesi dove non c’è un sindaco democraticamente eletto non vince la legalità, ma viene issata la bandiera bianca: la democrazia si è arresa. Ci siamo fatti mettere al petto la stella gialla e la portiamo a testa bassa, senza batter ciglio. Non è un atteggiamento degno dell’antica fierezza e dell’ orgoglio dei calabresi. 
Esiste in tutta la Calabria una forte richiesta di autentica, non formale ma sostanziale legalità. La risposta che viene data è da manuale in perfetta continuità con lo spirito della legge Pica e con la logica perversa del questore Marzano.
Se solo ti azzardi a dirlo, pur in maniera dubitativa e sommessa, ti saltano addosso Non è lecito avanzare dubbi altrimenti oscilli tra collusione e “zona grigia”. Sia chiaro, vorrei con tutta l’anima mia dare una risposta più severa ma più giusta e soprattutto più umana e razionale al dramma della nostra terra. Una risposta che non alimenti la ndrangheta ma la sconfigga.
Se non andiamo oltre la paura la ndrangheta non sarà debellata.
Vi saranno altre vittime per mano mafiosa e questa rappresenterà la cosa più drammatica! Contemporaneamente altri consigli comunali saranno sciolti, altri innocenti arrestati senza processo, altri sigilli si metteranno alle poche aziende rimaste… ma la ndrangheta sarà più forte di prima. Non mi stancherò mai di ripeterlo: questa strada non porta alla vittoria sulla ndrangheta! è nel degrado, nella disumana indifferenza, nell’omertà, nei paesi sepolti dai rifiuti, nella disoccupazione di massa, nell’oltraggio costante alla Costituzione che la ndrangheta cresce e si diffonde. Percorrendo questo tunnel non troveremo la “Calabria felix”, non troveremo la Locride riscattata, come non l’abbiamo mai trovata dopo le mille repressioni che abbiamo subìto e sofferto nella storia.
Troveremo un deserto che qualcuno vorrebbe chiamare “ordine”. (Ilario Ammendolia)

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