giovedì 14 marzo 2013

La rappresentanza istituzionale? Una sconosciuta

Giorni fa ho letto un editoriale di Aldo Varano su zoomsud.it sulle recenti elezioni politiche.
La sua disamina riguardava i neoeletti, il loro ruolo, le probabilità che avrebbero avuto con un sistema elettorale differente e sul "peso" che la Calabria avrà in Parlamento in questo nuovo corso della politica nazionale.
Bindi, Scilipoti e Cesa a parte, tutti provenienti da altre Regioni e paracadutati in Calabria (uno per schieramento, in questo i "grillini" si sono differenziati, va detto), dei 27 restanti molti sono figure nuove il che farebbe ben sperare. Ma dato il particolare momento difficilmente potranno esprimersi e cercare di "tirare l'acqua al proprio mulino".
Sulla loro "precarietà" non mi esprimo anche se condivido quanto espresso dal direttore di zoomsud e cioè che i precari che dovrebbero preoccupare tutti noi sono le decine di migliaia di giovani calabresi che non riescono a trovare lavoro e sono costretti ad emigrare nella migliore delle ipotesi.
E' sull'ipotesi che si verifichi il dimezzamento dei parlamentari che voglio soffermarmi.
Se il nuovo parlamento riuscirà (ne dubito) a dimezzarsi e ridursi stipendi e privilegi, nell'ambito di un più vasto e consistente pacchetto di riforme istituzionali al "ribasso", è chiaro che si dimezzerebbe anche la rappresentanza parlamentare calabrese.
Ma questo non è un male. Se pensiamo che lo Stato dell'Illinois che conta 12 milioni e mezzo di abitanti (sei volte la Calabria) elegge lo stesso numero di parlamentari, non è poi così assurdo pensare ad una rappresentanza dimezzata nel numero.
Piuttosto sarebbe auspicabile una legge elettorale che reintroducesse i collegi uninominali in cui i candidati venissero scelti attraverso primarie "serie" (cioè all'americana) in modo da garantire a tutti i territori una rappresentanza certa e diretta.
Non so se in questo quadro sarà possibile realizzare una simile riforma, non si vede alcuna reale e ferma volontà di cambiare le regole del gioco, ma solo trovate e genialate pubblicitarie di cui la gente è ormai stanca.
Il problema della rappresentanza istituzionale, a queste latitudini, è ormai cronico, dal momento che veniamo sistematicamente spogliati della nostra rappresentanza, per motivi che il più delle volte sono peraltro plausibili. Ciò però comporta un impoverimento generale del territorio, poichè il vuoto istituzionale affossa la partecipazione democratica e fa perdere "opportunità" importanti al territorio.
Un esempio lampante sono i fondi comunitari, che senza un'adeguata progettualità, sfilano davanti ai nostri occhi e vengono deviati verso nazioni neocomunitarie che si stanno attrezzando ed in parte ci hanno già superato, investendo in start-up, infrastrutture, cultura e turismo.
Volete un esempio più spicciolo? Un territorio che non ha rappresentanti istituzionali, difficilmente riuscirà a farsi asfaltare le strade dall'Ente Provincia...
Per non parlare poi dei "diritti" di cui viene orbata una comunità, compreso quello di potersi definire "comunità".

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