giovedì 7 febbraio 2013

Ospedale, serve lo spirito giusto. Basta con le divisioni ed i veleni di parte.

Siamo alla vigilia della manifestazione popolare in difesa dell'Ospedale Tiberio Evoli. Spero sinceramente che la nostra gente avverta l'esigenza di scendere in piazza. E spero che lo faccia consapevolmente, nonostante la confusione generata ed il caos organizzativo.
Alcune considerazioni però mi preme farle proprio in questa vigilia fredda e senza entusiasmo. Poca attenzione, poco "trasporto" si avverte in queste ore che invece dovrebbero essere caratterizzate da un frenetico cicaleccio in ogni bar, in ogni edicola, per ogni strada di Melito e dei paesi limitrofi.
In aggiunta a questo, non giovano di certo le esternazioni di parte, quelle populiste e demagogiche che mirano a far deviare il senso della manifestazione o ad indebolirne lo spirito.
Quelle per inciso fatte nei confronti del personale medico e paramedico operante, reo, secondo alcuni, di "lassismi", "negligenze" ed addirittura "incompetenze". Accuse a dir poco infamanti ed inaccettabili e che la società deve respingere con vigore, affermando e sottolineando che all'interno del nosocomio melitese, in condizioni di forte disagio e privati delle condizioni minime per compiere il proprio dovere, operano uomini e donne dall'indiscutibile valore professionale ed umano, che non meritano assolutamente di essere additati quali colpevoli dello stato in cui versa l'Ospedale.
Soprattutto se chi attacca lo fa strumentalmente ed evita di far cenno ad una "governance" che nel tempo ha diretto il nosocomio, scelta non per meriti e competenze, ma per appartenenze (politiche o diverse...).
Certo non possiamo nascondere che qualche responsabilità sia da addebitare a chi non fa il proprio dovere. Ma noi dobbiamo salvare il bambino, non gettarlo insieme all'acqua sporca. Gli abusi, le manchevolezze, certamente vanno stigmatizzate e denunciate. Io la penso così e credo che la maggioranza delle persone dotate di buon senso la pensi allo stesso modo.
Un'altra considerazione che mi sento di fare è quella circa il "rischio" che la manifestazione venga strumentalizzata politicamente, visto che siamo a 15 giorni dal voto per le politiche.
Sarei portato ad auspicare che la politica venisse a Melito finalmente a dare "risposte" e "certezze", non più promesse e parole. Ma mi auguro che abbia (la classe politica nella sua interezza) il buon senso di lasciare manifestare i cittadini come è loro sacrosanto diritto, senza "rovinare" l'evento con passerelle pre-elettorali e con impegni sparati in piazza per razzolare voti tra i disperati.
Le mamme del comitato organizzatore hanno detto chiaramente "la politica faccia un gesto di umiltà". Spero che tutti ascoltino questo appello accorato, che viene da chi non intende "pagare" per le diatribe tra fazioni o colori diversi o per l'inadeguatezza dei decisori.
L'ultima cosa, più che una considerazione è una speranza. Si, perchè nutro ancora qualche speranza e credo nel futuro di questa terra e della mia gente.
Spero vivamente che alla manifestazione di domani non si partecipi per un interesse di parte (tipo quello degli studenti che perdono un giorno di scuola, o degli operatori che difendono il loro posto di lavoro), ma che si partecipi con spirito di comunità e con la consapevolezza di stare difendendo non un Ospedale, ma un diritto. Di marciare non contro qualcuno, ma per qualcosa. Di pretendere rispetto e di difendere la dignità di un'intera Area, che non avrà rappresentanti degni, ma che è degna di ben altri destini.

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