venerdì 1 febbraio 2013

Partecipiamo attivamente per garantirci il futuro

Tutti a difesa dell'Ospedale?
Beh, siamo un pò pochini, diciamocelo. E siamo pure molto deboli. Come "massa" non facciamo paura a nessuno...eppure siamo mafiosi, pericolosi ndranghetisti. Com'è che non riusciamo a far paura a chi ci sta chiudendo l'Ospedale, a chi sta annientando questo territorio, atto dopo atto, giorno dopo giorno?
Ma come, uno dei territorio ad altissima densità mafiosa, e ci facciamo mettere i piedi in testa da un manipolo di persone che dovrebbero "temerci"???

Scusate lo sfogo, ma francamente leggo gli accadimenti degli ultimi tempi come un accerchiamento di questo territorio strangolato dalle istituzioni tanto quanto dalla malavita.

Questa chiosa iniziale era d'obbligo per far comprendere come la nostra area sia inerme di fronte alle decisioni che passano sopra le nostre teste. Questa dell'atto aziendale é solo l'ultima in ordine di tempo, delle tante "mirate" decisioni "a perdere" prese altrove per quest'area sciagurata.
Grande assente: la politica. Non un deputato, non un senatore, non un consigliere regionale. Rappresentanza zero. Solo un consigliere provinciale che naturalmente poco può incidere, visto che molte delle decisioni non riguardano competenze provinciali.
I Sindaci? Quelli "superstiti" hanno ben poco peso, anche numerico, e rimangono il più delle volte inascoltati. Non parlo perché non faccio più parte della schiera degli uomini con fascia tricolore, ma perché le cose dobbiamo dircele. Tacendo facciamo più male al territorio ed alla gente che "resiste" ancora alla crescente tentazione di andarsene!

È chiaro che nella visione distorta della politica, quando c'è da prendere decisioni impopolari, come la chiusura di un reparto ed il de potenziamento di un Ospedale o di altri servizi territoriali, la scelta ricade su quelle aree in cui si ipotizza una risposta debole da parte dei cittadini e non si rischia nulla (politicamente), poiché non c'è nessuno che sia in grado di contestare la scelta nelle sedi opportune.

Beh, povero me, credevo che la politica fosse altro. Credevo che fosse aiutare chi è rimasto indietro, credevo avesse il compito di riequilibrare i territori, di contrastare il fenomeno dello spopolamento, di garantire i diritti a tutti i cittadini, ovunque loro decidano di abitare.
E che in tempi di crisi questo "aiuto" si facesse più forte, questo ruolo di garanzia diventasse più autorevole e tangibile, attraverso gli atti ed i "fatti".

Non può però diventare un alibi, quello della scarsa e scadente rappresentanza politica. É un problema, ma non un alibi. Per questo motivo ritengo si debba lavorare per instillare e far crescere una coscienza civile forte tra i cittadini, soprattutto giovani, residenti in quest'area, che porti tutti ad interessarsi della "politica". Una frase ricorrente é: "anche se non ti interessa la politica, la politica si interessa di te". Credo che questo riassuma il motivo per cui é importante credere ed impegnarsi a costruire una nuova classe dirigente.

La difesa dell'Ospedale, o di ciò che rimane del Tiberio Evoli, la battaglia per la mobilità e per un trasporto pubblico locale più adeguato, la sfida ambientale (raccolta differenziata in primis), la rinascita di una cultura del territorio, sono solo alcune delle priorità su cui un ipotetico "movimento civico" deve confrontarsi a breve.

Credo che ormai i tempi siano maturi per iniziare questo percorso. Tante positività esistenti ma scollegate, devono convergere nel supremo interesse del nostro comune futuro ed avviare un processo di profondo rinnovamento della nostra società.

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