venerdì 18 gennaio 2013

Ospedale di Melito, dalle promesse di rilancio alla chiusura di fatto

Erano i primi mesi del 2010 quando nell'affollatissimo auditorium sotto la Chiesa di San Giuseppe, il candidato governatore Scopelliti prometteva un impegno concreto per il rilancio dell'Ospedale di Melito. E Melito, e l'Area Grecanica gli tributarono un consenso insperato.
Alcuni mesi dopo invece iniziò il processo di "smantellamento" del nosocomio, altro che rilancio. Chiude il punto nascite, per una disposizione nazionale. E vabè...
Lottiamo, manifestiamo, mobilitiamo i territori, le mamme coraggio. Niente da fare. Il migliore reparto, invidiatoci dal resto della provincia ed oltre, perde le "gambe". Azzoppato, fa qualche passo ed oggi è praticamente deserto. Non un vagito, non un fiocco alle porte, solo tanto silenzio e lo sconforto degli operatori.
Ma il governatore ritorna a Melito. Questa volta il pulpito è quello della nuova sala convegni di Via del Fortino. Identiche sono invece le promesse. Il rilancio dell'Ospedale. Non fissiamoci con questo cavolo di punto nascite. Lui ha in mente cose grandiose per il Tiberio Evoli, cose che lo faranno tornare ai fasti di un tempo.
Passa un altro anno, durante il quale il valzer dei direttori generali (Squillacioti-Carullo-Squillacioti), ha rubato la scena agli atti aziendali, alle carte che contano ed attraverso le quali si decidono i destini dell'assistenza sanitaria sui territori dell'Azienda Sanitaria Provinciale.
Ridimensionamento. Solo questo abbiamo visto. Come era prevedibile (e come avevamo preventivato, all'epoca sindaci Iaria, Sapone, Curatola, Casile, Autolitano, Squillaci, Nucera, Guarna e Laganà), in seguito alla chiusura del punto nascite è arrivato al collasso il reparto di pediatria. Una naturale conseguenza.
Il governatore, ricordiamolo, commissario straordinario della sanità calabrese, non viene più a Melito. Invia il suo direttore generale Zoccali, che non è un politico, a parlare coi politici. E' questo la dice lunga sull'attenzione riservata alla cosa. A Zoccali, i sindaci, Costantino in testa, come presidente dell'Associazione dei Sindaci dell'Area Grecanica, operante al 50% per via dei commissariamenti a macchia di leopardo, riescono a strappare la promessa di rivedere l'atto aziendale, ponendo una maggiore attenzione alla salvaguardia del nosocomio. Ma Zoccali, come detto, non è un politico, e Carullo di lì a poco sarebbe stato nuovamente defenestrato.
Tutto come prima. Torna la Squillacioti, torna in bilico il futuro non solo del Tiberio Evoli, ma della assistenza sanitaria e dei diritti costituzionalmente riconosciuti di tutti i cittadini dell'Area.
Previste imminenti chiusure di importanti presìdi, quali gli ambulatori di dermatologia, di otorinolaringoiatria, di oculistica e di pediatria.
Giustamente i sindaci (rimasti) si stanno opponendo all'atto. Il presidente Costantino, a nome di tutti, incontrerà la Squillacioti per rappresentarle tutti i timori e tutto il disappunto per questa reiterata violenza nei confronti dell'Ospedale di Melito. Vedremo cosa ne ricaverà.
Ritengo indispensabile una maggiore e più diretta comunicazione dello stato di fatto e dei continui aggiornamenti che arriveranno. Ed un maggiore coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni nella lotta. Che non sia solo una querelle burocratica, ma che torni ad essere "affare" di tutti, perchè sono in ballo i diritti di tutti e la salute di tutti. Vietato pensare che su questo si possano giocare le fortune "politiche" di chicchessia. E' una battaglia di civiltà, che si deve combattere a fianco al popolo e per il popolo. I riconoscimenti a risultati eventualmente ottenuti.
L'unione fa la forza, in questa come in altre "battaglie".

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