lunedì 14 gennaio 2013

Il punto, Intervista su Calabria Ora

Dopo un periodo di fisiologico distacco dalla vita pubblica, abbiamo sentito l'ex sindaco Federico Curatola, per cercare di capire come il paese intende ripartire dopo la sosta forzata dello scioglimento del Consiglio Comunale. 
E' stato un anno nero per Bagaladi e per la sua tranquilla cittadinanza, quello appena trascorso. 

“Si, indubbiamente lo è stato. Nessuno si aspettava questa situazione, anche se forse qualcuno la sperava. Io ritengo però che non si debba mollare, perchè non si deve fornire l'occasione di impoverire ancora di più il tessuto sociale ed economico del paese, già quasi asfittico e costantemente bisognoso di stimoli. Il commissariamento non è la fine di tutto. E' un periodo che passerà, come ogni cosa passa. Certamente mai avremmo pensato di doverlo subìre, soprattutto in considerazione della attività che avevamo già avviato per la risoluzione dei problemi dell'ente; attività che oggi la terna commissariale, composta da persone competenti e responsabili sta approfondendo e portando avanti, con l'aiuto dei funzionari e dei dipendenti”. 

Lei e la sua amministrazione avete presentato ricorso avverso il Decreto di scioglimento. Qual è la situazione? 

“Fin da subito avevamo annunciato il ricorso. Credevamo e crediamo di non aver compiuto alcun atto illegittimo o contrario ai principi di legalità e trasparenza perciò speriamo in un esito positivo del dibattimento che si dovrebbe tenere nelle prossime settimane. Tengo a precisare che non emerge dalla relazione di accesso alcuna prova inconfutabile dell'inquinamento mafioso, ma sulla base di sospetti e di fatti che interessano tutto il territorio dell'Area Grecanica, è stato comunque disposto lo scioglimento. Ingiusto, a mio parere, e che sarà comunque una breve parentesi, ribadisco, che passerà, per la storia e l'immagine del mio paese”. 

Siamo in campagna elettorale per le politiche. Pensa che le cose miglioreranno per il nostro territorio? 

Ne dubito. Non vedo attenzione verso questo territorio. Non l'ho vista quando perdevamo pezzi importanti dell'Ospedale Tiberio Evoli, non l'ho vista quando perdevamo il Giudice di Pace, non l'ho vista nell'impegno sui progetti alternativi alla Centrale a Carbone, assolutamente da scongiurare, non l'ho vista quando i nostri Comuni venivano sciolti in sequenza, a volte anche con motivazioni discutibili. La politica è assente in quest'area. E penso che neanche nella prossima legislatura, che parte molto male, avremo rappresentanza parlamentare, come non l'abbiamo da molto tempo e quindi non avremo voce laddove conterebbe averla”. 

E' a questo che si deve il declino dell'Area Grecanica? 

Ovviamente in tempo di crisi, chi stava già male oggi sta peggio. Ma c'è stato, qualche anno addietro, un periodo di speranza, in cui un modo diverso di affrontare i problemi e di costruire percorsi di cambiamento era stato avviato

Lei che soluzioni propone? 

Occorrerebbe ripartire da quanto si è fatto, in termini di aggregazione. Ciò di cui non ci rendiamo conto è che i nostri destini sono uniti: bagaladesi, bovesi, melitesi, condofuresi, laurentini, siamo tutti un'unica grande famiglia che si avvia verso il baratro se non metteremo assieme le forze migliori per un nuovo progetto che coinvolga i giovani che hanno deciso di rimanere. Si abbiamo deciso di rimanere, ma non a prezzo del nostro futuro. Vogliamo le stesse opportunità di altri giovani della stessa provincia, e vogliamo rinnegare l'arretratezza ed il sottosviluppo affermando la cultura, la legalità ed il lavoro. Quelli che oggi dovrebbero essere paradigmi della comunità, ci appaiono invece come utopie, anche perchè da parte di chi è preposto, non vi è quello sforzo necessario a concretizzare e dare piena realizzazione ai diritti e ai doveri. 

Tornerà a fare politica attiva? 

Non credo di avere mai smesso di farla e mai smetterò. Credo troppo nell'impegno attivo e nella coerenza per mettermi da parte e stare a guardare. Lo scioglimento, non posso negarlo, ha fatto vacillare, per un po', la mia fiducia nelle istituzioni. Le ho avvertite lontane, fredde, poco avvezze a guidare, molto di più a reprimere. Ma il disimpegno delle persone oneste, apre il campo ad avventurieri e faccendieri. Ecco perchè non mi ritirerò a vita privata. Come ha detto Matteo Renzi, dopo la sconfitta alle primarie, ho dalla mia parte l'entusiasmo, il tempo e la libertà.

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