domenica 27 gennaio 2013

Lettera agli uomini della ndrangheta (di Ilario Ammendolia)

Lettera Impubblicabile
 
Uomini della ndrangheta,
se fossi stato nelle condizioni, vi avrei chiesto pubblicamente il voto .Un voto di scambio con chi, come me, non avrebbe avuto niente da darvi se non l’impegno di battersi con tutte le proprie forze per una società senza ndrangheta e senza mafie , composta da uomini liberi ed uguali. Sarebbe stato morale chiedervi il voto? Sarebbe stato politicamente corretto chiedervi un appoggio elettorale ?. Nei modi come comunemente avviene lo considero decisamente immorale e scorretto ! 
Ci sono coloro che vi chiedo il voto e poi per viltà si nascondono. Promettono, concordano, poi hanno paura e si trasformano in ipocriti fustigatori dei vostri costumi.
Contemporaneamente esiste la folta schiera di coloro che dovrebbero baciare la terra per la vostra presenza. Voi siete la loro fortuna ed il loro lasciapassare. Chiedono posti il lista, scorte, privilegi, potere , fama in nome di una loro presunta, quanto bugiarda, lotta contro di voi. A volte per il cognome che portano e che sventolano coma bandiera dell’antimafia. Coloro che abusano della falsa “questione della lotta alla ndrangheta” per lasciare intatte le cause della corruzione, dell’ingiustizia e che determinano la vostra presenza in questa nostra Terra..
Vi definite con fierezza “Uomini di onore” , , ma, inconsapevolmente, siete “docili” strumenti di un “Potere” che molto somiglia alla ndrangheta ma è ben più consistente, feroce ed agguerrito. Un potere che, se solo lo volesse, vi spazzerebbe via in un sol giorno ! Non lo vuole, anzi… magnifica le vostre gesta, esalta le vostre vanità. Dedica a voi programmi televisivi, finanzia film, impegna parte dei telegiornali, pubblica libri, tutto per farvi sentire importanti . Poi,vi utilizza come si fa con i cani da guardia, agitandovi come spauracchio contro la gente normale.
Intanto voi uccidete e siete uccisi, trascinate i vostri giorni nelle galere, camminate con la paura di una pallottola che vi spappoli il cervello, fate crescere i vostri figli nel terrore, macchiate la vostra coscienza, spesso, perdete la vostra dignità di uomini.
Mangiate nei ristoranti di lusso ? Dormite in grandi alberghi ? Usate le grosse cilindrate? Insomma imitate, in tutto, la classe dominante … ma si tratta solo di un osso che vi lanciano dopo aver divorato la polpa ? Per quel poco che ricevete, pagate il prezzo della vostra vita e di quella dei vostri figli.
Hanno bisogno di voi come l’aria che si respira. Tanti anni fa con la scusa dei “briganti” la classe dirigente trovò il modo di incamerare tanto i beni ecclesiastici che i pubblici demani.. Ai briganti la forca e la mannaia, al “potere” la ricchezza.
In anni recenti macinarono come teneri chicchi di grano i terroristi, per accrescere il loro potere e la loro forza . 
Senza di voi non potrebbero costruire l’ immenso apparato repressivo che ci schiaccia, la grande menzogna che ci soffoca, non potrebbero sacralizzare un potere che non lo merita.
Mentre voi diventate mercanti di droga e di morte per soldi, c’è qualcuno che premendo un pulsante guadagna mille volte più di voi senza correre alcun pericolo. Senza generalizzare e solo per esempio, probabilmente, ci sono banchieri che commettono più “reati” di un capo cosca. C’è qualcuno che può dare 200 milioni al giorno all’ex moglie per “alimenti”. Loro scortati, voi braccati. Il “potere” per difendere i propri interessi non esita ad armare eserciti, a bombardare innocenti, a falsificare processi, ad usare i servizi segreti.
Non si tratta di una sola persona, ma di larga parte di una intera classe dirigente che è responsabile e garante di questo ordine dominante che in ogni angolo odora di mafia. Un potere che ci ha derubato finanche del diritto di sceglierci i nostri rappresentanti in Parlamento.
Adesso vi chiedono il voto , facendovi sentire nel giro di coloro che comandano. Forse, in piccola parte, lo siete, ma rappresentate solo una protesi marginale del potere vero.
Totò Riina in una lettera la figlio Giovanni continua a dividere gli uomini tra “esteri” e “normali” .Ovviamente lui si considera “estero”cioè straordinario. Visti i risultati avrei molti dubbi. 
Gli uomini esteri con il diritto di opprimere quelli normali..
Se fossi vera questa logica avrebbero avuto ragione Hitler, Stalin Mussolini, Pol Tot , Attila, Nerone. La feccia dell’umanità sarebbe stata nel giusto!
Io avrei chiesto il vostro voto per poter contribuire a capovolgere questo folle logica di Reina, per una società senza mafie e senza ndranghete. Voi, uomini liberi tra uomini liberi! 
Un tempo si rifletteva sulla grandezza della letteratura. I grandi personaggi erano coloro che si riscattavano dall’errore : Jean Valjean, o l’Innominato,erano uomini che dopo aver attraversato il fango, ne venivano fuori in tutta la loro umana grandezza.. In questi giorni , mentre osservo alcuni capi partito reclamare liste pulite mi viene in mente Al Capone e lo immagino intento a vietare l’ingresso nella sua gang a quanti sono stati multati per violazione al codice della strada.
Non continuate a fare loro favori. Non lo meritano. Non siate la “bestia grande e grossa che si da morte e guerra per un solo carlin di quanti egli al re dona”. 
Molti anni fa dei “fuorilegge” che venivano fuori dalle galere diedero a questa Italia la Costituzione., la libertà, la speranza. La galera, invece di abbrutirli, li rese uomini ancora più forti e più temprati, più giusti, più umani .Il rispetto della Costituzione è il terreno di lotta !. “Ribelli” per la Costituzione è un impegno che affascina. Ndranghetisti per denaro è uno spreco della propria vita. 

Ilario Ammendolia

Editoriale “La Riviera” del 28.1.2013

venerdì 18 gennaio 2013

Ospedale di Melito, dalle promesse di rilancio alla chiusura di fatto

Erano i primi mesi del 2010 quando nell'affollatissimo auditorium sotto la Chiesa di San Giuseppe, il candidato governatore Scopelliti prometteva un impegno concreto per il rilancio dell'Ospedale di Melito. E Melito, e l'Area Grecanica gli tributarono un consenso insperato.
Alcuni mesi dopo invece iniziò il processo di "smantellamento" del nosocomio, altro che rilancio. Chiude il punto nascite, per una disposizione nazionale. E vabè...
Lottiamo, manifestiamo, mobilitiamo i territori, le mamme coraggio. Niente da fare. Il migliore reparto, invidiatoci dal resto della provincia ed oltre, perde le "gambe". Azzoppato, fa qualche passo ed oggi è praticamente deserto. Non un vagito, non un fiocco alle porte, solo tanto silenzio e lo sconforto degli operatori.
Ma il governatore ritorna a Melito. Questa volta il pulpito è quello della nuova sala convegni di Via del Fortino. Identiche sono invece le promesse. Il rilancio dell'Ospedale. Non fissiamoci con questo cavolo di punto nascite. Lui ha in mente cose grandiose per il Tiberio Evoli, cose che lo faranno tornare ai fasti di un tempo.
Passa un altro anno, durante il quale il valzer dei direttori generali (Squillacioti-Carullo-Squillacioti), ha rubato la scena agli atti aziendali, alle carte che contano ed attraverso le quali si decidono i destini dell'assistenza sanitaria sui territori dell'Azienda Sanitaria Provinciale.
Ridimensionamento. Solo questo abbiamo visto. Come era prevedibile (e come avevamo preventivato, all'epoca sindaci Iaria, Sapone, Curatola, Casile, Autolitano, Squillaci, Nucera, Guarna e Laganà), in seguito alla chiusura del punto nascite è arrivato al collasso il reparto di pediatria. Una naturale conseguenza.
Il governatore, ricordiamolo, commissario straordinario della sanità calabrese, non viene più a Melito. Invia il suo direttore generale Zoccali, che non è un politico, a parlare coi politici. E' questo la dice lunga sull'attenzione riservata alla cosa. A Zoccali, i sindaci, Costantino in testa, come presidente dell'Associazione dei Sindaci dell'Area Grecanica, operante al 50% per via dei commissariamenti a macchia di leopardo, riescono a strappare la promessa di rivedere l'atto aziendale, ponendo una maggiore attenzione alla salvaguardia del nosocomio. Ma Zoccali, come detto, non è un politico, e Carullo di lì a poco sarebbe stato nuovamente defenestrato.
Tutto come prima. Torna la Squillacioti, torna in bilico il futuro non solo del Tiberio Evoli, ma della assistenza sanitaria e dei diritti costituzionalmente riconosciuti di tutti i cittadini dell'Area.
Previste imminenti chiusure di importanti presìdi, quali gli ambulatori di dermatologia, di otorinolaringoiatria, di oculistica e di pediatria.
Giustamente i sindaci (rimasti) si stanno opponendo all'atto. Il presidente Costantino, a nome di tutti, incontrerà la Squillacioti per rappresentarle tutti i timori e tutto il disappunto per questa reiterata violenza nei confronti dell'Ospedale di Melito. Vedremo cosa ne ricaverà.
Ritengo indispensabile una maggiore e più diretta comunicazione dello stato di fatto e dei continui aggiornamenti che arriveranno. Ed un maggiore coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni nella lotta. Che non sia solo una querelle burocratica, ma che torni ad essere "affare" di tutti, perchè sono in ballo i diritti di tutti e la salute di tutti. Vietato pensare che su questo si possano giocare le fortune "politiche" di chicchessia. E' una battaglia di civiltà, che si deve combattere a fianco al popolo e per il popolo. I riconoscimenti a risultati eventualmente ottenuti.
L'unione fa la forza, in questa come in altre "battaglie".

Novità importanti sul versante "carbone"

Due notizie che quasi si sono accavallate, dopo un periodo di silenzio strategico. La prima è quella della cessione di una buona fetta dell'impegno economico che Repower aveva nel progetto della Centrale a Carbone. L'ha annunciato, Repower, ma senza dire a chi ha ceduto il 37,5% della sua partecipazione al consorzio SEI. Cosa non di poco conto, visto che la "trasparenza" è stata sempre il cavallo di battaglia della società elvetica.
La seconda notizia ha spiazzato tutti, gettando non poche ombre sull'iter autorizzativo e sul Decreto VIA del giugno 2012 che risulterebbe non ancora "validato" dalla Corte dei Conti. Fatto, questo, che sancirebbe l'improcedibilità e quindi il blocco dell'iter autorizzativo.
Lo sappiamo grazie ai ricorsi presentati avverso il Decreto, ricorsi che qualcuno definiva ridicoli, risibili, impresentabili ed addirittura illegittimi.
Più precisamente lo sappiamo grazie a Bioassoberg, il consorzio di produttori di bergamotto biologico, una delle associazioni che ha proposto ricorso.
"Il provvedimento di VIA - si legge nel comunicato diramato da Bioassoberg -  è del tutto inesistente, sotto un profilo giuridico, in quanto mancante delle necessarie autorizzazioni (parere) del MIBAC. Da qui anche il vizio di incompetenza e susseguente abuso di potere del Presidente del Consiglio dei Ministri ad emanare l’atto oggi impugnato”.
L'inoperatività del Decreto VIA, che peraltro non è mai stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (e forse ora si capisce il perchè), di fatto blocca l'iter autorizzativo.
Di certo non è il momento di cantare vittoria, anzi è proprio adesso, visto che pare arriverà un nuovo socio, che bisogna seguire passo passo la intricata vicenda, per non perdere il filo, interpretare i passaggi ed evitare che le novità come queste passino inosservate.
E non dimentichiamoci delle prossime elezioni, per le quali dedicherò un post a parte, che possono dire molto sul futuro del progetto e della nostra lotta. Non che mi aspetti molto dagli uomini e donne in campo, che come ho già avuto modo di affermare, non rivolgeranno alcuna attenzione a questo lembo di terra ed alla sua povera gente, ma un governo nazionale che vuole cambiare la politica energetica, potrebbe mettere la pietra tombale su questo ed altri progetti nefasti.
Attendiamo con ansia di sapere chi è questo fantomatico nuovo socio, e di capire alla luce delle novità emerse sulla VIA, controversa ed ora pare anche infruttuosa, come procederà e su quale campo si giocherà questa partita infinita.

lunedì 14 gennaio 2013

Il punto, Intervista su Calabria Ora

Dopo un periodo di fisiologico distacco dalla vita pubblica, abbiamo sentito l'ex sindaco Federico Curatola, per cercare di capire come il paese intende ripartire dopo la sosta forzata dello scioglimento del Consiglio Comunale. 
E' stato un anno nero per Bagaladi e per la sua tranquilla cittadinanza, quello appena trascorso. 

“Si, indubbiamente lo è stato. Nessuno si aspettava questa situazione, anche se forse qualcuno la sperava. Io ritengo però che non si debba mollare, perchè non si deve fornire l'occasione di impoverire ancora di più il tessuto sociale ed economico del paese, già quasi asfittico e costantemente bisognoso di stimoli. Il commissariamento non è la fine di tutto. E' un periodo che passerà, come ogni cosa passa. Certamente mai avremmo pensato di doverlo subìre, soprattutto in considerazione della attività che avevamo già avviato per la risoluzione dei problemi dell'ente; attività che oggi la terna commissariale, composta da persone competenti e responsabili sta approfondendo e portando avanti, con l'aiuto dei funzionari e dei dipendenti”. 

Lei e la sua amministrazione avete presentato ricorso avverso il Decreto di scioglimento. Qual è la situazione? 

“Fin da subito avevamo annunciato il ricorso. Credevamo e crediamo di non aver compiuto alcun atto illegittimo o contrario ai principi di legalità e trasparenza perciò speriamo in un esito positivo del dibattimento che si dovrebbe tenere nelle prossime settimane. Tengo a precisare che non emerge dalla relazione di accesso alcuna prova inconfutabile dell'inquinamento mafioso, ma sulla base di sospetti e di fatti che interessano tutto il territorio dell'Area Grecanica, è stato comunque disposto lo scioglimento. Ingiusto, a mio parere, e che sarà comunque una breve parentesi, ribadisco, che passerà, per la storia e l'immagine del mio paese”. 

Siamo in campagna elettorale per le politiche. Pensa che le cose miglioreranno per il nostro territorio? 

Ne dubito. Non vedo attenzione verso questo territorio. Non l'ho vista quando perdevamo pezzi importanti dell'Ospedale Tiberio Evoli, non l'ho vista quando perdevamo il Giudice di Pace, non l'ho vista nell'impegno sui progetti alternativi alla Centrale a Carbone, assolutamente da scongiurare, non l'ho vista quando i nostri Comuni venivano sciolti in sequenza, a volte anche con motivazioni discutibili. La politica è assente in quest'area. E penso che neanche nella prossima legislatura, che parte molto male, avremo rappresentanza parlamentare, come non l'abbiamo da molto tempo e quindi non avremo voce laddove conterebbe averla”. 

E' a questo che si deve il declino dell'Area Grecanica? 

Ovviamente in tempo di crisi, chi stava già male oggi sta peggio. Ma c'è stato, qualche anno addietro, un periodo di speranza, in cui un modo diverso di affrontare i problemi e di costruire percorsi di cambiamento era stato avviato

Lei che soluzioni propone? 

Occorrerebbe ripartire da quanto si è fatto, in termini di aggregazione. Ciò di cui non ci rendiamo conto è che i nostri destini sono uniti: bagaladesi, bovesi, melitesi, condofuresi, laurentini, siamo tutti un'unica grande famiglia che si avvia verso il baratro se non metteremo assieme le forze migliori per un nuovo progetto che coinvolga i giovani che hanno deciso di rimanere. Si abbiamo deciso di rimanere, ma non a prezzo del nostro futuro. Vogliamo le stesse opportunità di altri giovani della stessa provincia, e vogliamo rinnegare l'arretratezza ed il sottosviluppo affermando la cultura, la legalità ed il lavoro. Quelli che oggi dovrebbero essere paradigmi della comunità, ci appaiono invece come utopie, anche perchè da parte di chi è preposto, non vi è quello sforzo necessario a concretizzare e dare piena realizzazione ai diritti e ai doveri. 

Tornerà a fare politica attiva? 

Non credo di avere mai smesso di farla e mai smetterò. Credo troppo nell'impegno attivo e nella coerenza per mettermi da parte e stare a guardare. Lo scioglimento, non posso negarlo, ha fatto vacillare, per un po', la mia fiducia nelle istituzioni. Le ho avvertite lontane, fredde, poco avvezze a guidare, molto di più a reprimere. Ma il disimpegno delle persone oneste, apre il campo ad avventurieri e faccendieri. Ecco perchè non mi ritirerò a vita privata. Come ha detto Matteo Renzi, dopo la sconfitta alle primarie, ho dalla mia parte l'entusiasmo, il tempo e la libertà.