mercoledì 19 dicembre 2012

Ignorante, in senso socratico, è un complimento

Riprendo con grande piacere questo pezzo del prof. Marino, pubblicato sul Dispaccio il 19.12.2012.


di Domenico Marino*

Abbiamo letto in tedesco - sarà sicuramente stupito di questo dott. Bocchiola, lei che forse pensava che i calabresi non sapessero neanche leggere in Italiano - la sua intervista rilasciata al giornale Die SüdostschweIz del 30 ottobre 2012 nell'articolo a firma del giornalista Stefan Bisculm. L'aggettivo più frequente con cui lei ha descritto noi calabresi è stato "ignoranti" (ungebildet). Lei non sa che involontariamente ci ha fatto un grande complimento. Se lei conoscesse il pensiero socratico che ha intriso questa stupenda terra, la Magna Grecia ricca di storia che lei vuole deturpare con una centrale a Carbone, capirebbe cosa sto per dirle. E' Socrate che afferma che il vero sapiente è colui che sa di non sapere. E se ignoranza significa non credere alle favole che qualcuno ci racconta, come quella, ad esempio del Carbone bello e pulito, se ignoranza significa non barattare il nostro futuro e quello dei nostri figli con pochi posti di lavoro, se ignoranza è credere nella sostenibilità, noi siano fieri e contenti di esserlo (ovviamente in senso socratico).

Dovrebbe rimproverare i suoi consulenti, le avevano fatto credere che sareste sbarcati in una terra dove avreste potuto comprare a buon prezzo (pochi posti di lavoro) la dignità e il futuro di un popolo, dove il rumore di qualche franco svizzero sonante vi avrebbe dato l'ineffabile potere del pifferaio magico e vi avrebbe fatto seguire docilmente da frotte di fedeli oranti. Invece vi siete trovati in un ambiente ostile, fatto di persone con la schiena dritta, che non barattano la salute con il lavoro, che non accettano di essere colonizzati, che rimandano al mittende le vostre promesse di un roseo futuro di nero carbone. Siano onesti, non potevate trovare un'accozzaglia peggiore di ignoranti.

Ma si sa, il popolo quando non accetta di farsi sfruttare è ignorante, quando si ribella a chi vuole negargli il futuro e la speranza è ignorante, quando non si sottomette alla logica del danaro e del profitto è ignorante. Quando non obbedisce docilemente agli ordini dei padroni allora è ancora più ignorante.

I calabresi sono da lei considerati ignoranti perchè hanno rifiutato l'offerta salvifica che la multinazionale svizzera,novella ultima incarnazione di Shiva, ha offerto loro. Perchè hanno rifiutato un futuro nero di carbone, di tumori, di malformazioni neonatali, di morte.
Vi siete ancora maggiormente accorti di essere finiti fra un branco di ignoranti, quando anche i politici di tutti gli schieramenti, che in altri territori sono di solito molto sensibili alle vostre blandizie, qui vi hanno dato un sonoro calcio "nel posto dove il sole non batte mai" e hanno persino impugnato la "Bulla in Gotico Latino" della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Una simile protervia non l'avevate mai sperimentata prima e questo affronto, avrete ragionato, non può che essere figlio dell'ignoranza (unbildung) atavica del calabrese.
Si sa poi ancora che l'ignoranza e la testardaggine vanno a braccetto e allora noi vi vogliamo sfidare pubblicamente. Sicuramente voi tenete le vostre riunioni solo in cerchie ristrette e qualificate, illustrate i vostri progetti solo ad un pubblico di selezionati eletti perchè solamente pochi possono cogliere le vertigini dei vostri ragionamenti. Allora noi ignoranti vi lanciamo da questo giornale il nostro guanto, vi sfidiamo pubblicamente.

Dibattete pubblicamente con noi le vostre proposte, confrontatevi con noi davanti agli occhi di tutti. Non vorrete far credere che vi manca il coraggio, che indietreggiate di fronte a degli ignoranti. Del resto dall'alto della vostra sapienza non avrete problemi a imporre le vostre ragioni ad un povero gruppo di calabresi ignoranti.

Siamo qui ad attendere, il guanto di sfida è stato lanciato. Potete raccoglierlo o scappare come conigli. Sta a voi scegliere!
Credo che non si possa trovare migliore conclusione che prendere a prestito le parole del grande William Shakespeare: "Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio."

*Professore di Politica Economica - Università Mediterranea di Reggio Calabria

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