martedì 16 ottobre 2012

Riflessioni ed interrogativi dopo lo scioglimento più roboante della storia

Sono tutti concordi sul fatto che una parentesi commissariale non risolve i problemi, ma potrebbe acuirli. Nei giorni scorsi ho letto un interessante intervento di Ilario Ammendolia, ex Sindaco di Caulonia, persona di uno straordinario spessore culturale ed umano. 
Ammendolia ha una visione ben diversa da chi probabilmente ha esultato alla notizia dello scioglimento del Consiglio Comunale di Reggio, perchè convinto che nonostante tutto, sia un provvedimento non "risolutore" dei problemi della città.
Nella sua riflessione, pubblicata su Calabria Ora di venerdì 12 Ottobre, egli si chiede: "Negli anni sono stati sciolti numerosi Consigli Comunali. E' stata intaccata la presenza 'ndranghetista a Platì, San Luca, Rosarno, Careri dalla politica dei commissariamenti?. Assolutamente no! Basti pensare che in alcuni Comuni si ripropone lo scioglimento. La Calabria potrebbe entrare in una spirale perversa.[...] Il Sud potrebbe progressivamente avviarsi verso una situazione di "non libertà" e di "non democrazia". 
E poi afferma ancora: "La 'ndrangheta c'è. La sua presenza nelle istituzioni è indubbia. E' riduttivo pensare che si limiti ad infiltrarsi nelle istituzioni elettive. Entra ovunque! Si annida nelle banche, non si ferma dinanzi alle divise, penetra nelle toghe, dilaga nei partiti, si sposa con l'impresa.[...] Molti hanno invocato l'intervento dall'alto, una specie di "braccio secolare" a cui la politica delega la propria impotenza. In Calabria dall'alto non è arrivato mai nulla di buono e chi ha la vista lunga può capire che non esistono eccezioni".
Parole che non lasciano indifferente chi ha la volontà di "leggere" in maniera oggettiva gli avvenimenti recenti che stanno sconvolgendo la nostra terra.
Certo, le 232 pagine della relazione redatta dalla Commissione d'Accesso dipingono un quadro quasi apocalittico di una città in cui i contorni sono sfocati e non vi è nemmeno l'intenzione di una netta linea di demarcazione tra la legalità e l'illegalità. Ma come mi sono posto degli interrogativi a suo tempo, sulle 4 paginette della relazione sulla mia amministrazione sciolta, pubblicate su questo blog, me li pongo anche oggi, dinanzi ad una ben più corposa e ridondante relazione: quante di quelle cose sono "imputabili" all'amministrazione in carica (fino al 9 ottobre)? Quanti di quei "punti oscuri" verranno messi in luce nei diciotto mesi di commissariamento? Quante di quelle persone gravate da precedenti verranno rimosse dagli incarichi? Quante di quelle ditte non prenderanno più commesse dal Comune? Ed a quante, soprattutto, verrà ritirata la certificazione antimafia rilasciata dalla Prefettura ed in forza della quale sono stati commissionati i lavori?
E' normale chiederselo. Ma se a questi interrogativi, che tutti dovrebbero porsi a mio avviso, non verrà data alcuna risposta, il "risanamento dell'Istituzione" che è lo scopo principale dei commissariamenti, verrà meno, riconsegnando così tra 18-24 mesi un quadro dai contorni ancora sfocati e senza quella agognata linea di demarcazione.
Concludo con un altro estratto. Stavolta si tratta di un intervento di Massimo Aquaro pubblicato su zoomsud.it il 5 ottobre, prima che venisse sciolto il Comune di Reggio: "Venti anni di scioglimenti in Italia consegnano un bilancio sconfortante, in nessun comune di quelli sciolti la mafia è svanita, anzi. È questa la vera incognita, se le cosche intercetteranno le paure e i bisogni dei clienti della malapolitica comunale ne vedremo delle belle alle prossime elezioni, dove le cosche trasformeranno in voti il consenso raccolto e porteranno all'incasso i benefici elargiti".
Vedremo se ci sarà da ridere...o da piangere.

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