giovedì 20 settembre 2012

I manifesti che...alimentano la Guerra Civile (tra poveri)

Si assiste in questi giorni alla "Guerra Civile" a suon di manifesti e slogan nella città di Reggio Calabria. Si gira intorno al problema, tutti lo inquadrano, nessuno (forse ha intenzione di farlo) lo centra.
Pomo della discordia è la vicenda del probabile scioglimento del Consiglio Comunale.
Avendo vissuto la stessa situazione (assurda) per 10 lunghissimi mesi in cui praticamente ho ricoperto la carica di Sindaco ma non mi sono mai sentito plenipotenziario, ritengo di avere l'esperienza utile per dire la mia sulla vicenda.
E' vero le dimensioni del mio Comune non sono paragonabili ed il bilancio equivale probabilmente alla sola voce di spesa "risme di carta A4" del Comune di Reggio, ma identica è la procedura avviata dalla Prefettura ai sensi dell'art.143 del Testo Unico degli Enti Locali: "verifica delle eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nell'apparato burocratico-amministrativo dell'Ente".
Non credo che questa contrapposizione giovi alla città, ma vado ben oltre, ritengo totalmente inutile e superfluo l'aver "partorito" il manifesto a cui si è aggiunto poi l'altro manifesto.
Il primo, dove scorgo la firma di tanti amici, colleghi e conoscenti, lo ritengo un salto in avanti, stando attenti a mettere bene le mani "avanti"...il secondo è la risposta che molti si aspettavano, ma non ha grandissimo valore proprio in quanto semplice "risposta" al primo che in quanto a "valore" lascia molto a desiderare.
Credo che i due manifesti non rappresentino comunque "la città", rappresentano invece il modus operandi della società reggina, divisa su tutto e discordante pure sul colore e sull'odore dello sterco.
Da Catanzaro o Cosenza non riusciamo mai ad apprendere...e parlo di Catanzaro, non di Pisa o di Trento!!!
Chi non è con me, per definizione, è contro di me. E la famosa storia della "capra" si ripete.
Alcune domande vorrei porre a coloro che hanno firmato il manifesto "Reggio rivendica il suo ruolo"; dai vostri rubinetti l'acqua sgorga continuamente? E che sapore ha? Davanti a casa vostra i cassonetti vengono svuotati regolarmente? Le buche lungo le strade ed i marciapiedi sconnessi vengono ripristinati con celerità? Quanti di voi utilizzano il trasporto pubblico?
Ma soprattutto, perdonatemi, quanti di voi pensano che queste siano domande "utili" a determinare la qualità della vita in una città?
E' giusto che si ribadisca che Reggio respinge l'appellativo di città mafiosa. Ma sarebbe altrettanto auspicabile che lo stesso scatto di orgoglio, i firmatari lo dimostrassero quotidianamente, quando cioè i loro diritti fondamentali di "cittadini" vengono mortificati nell'indifferenza più totale. Tutto è diventato "normale".
Direte voi, ma tu che diritto hai di parlare? Io parlo a buon diritto perchè per i miei compaesani non è "normale" che l'acqua manchi o sia salata, non è "normale" che la spazzatura non venga raccolta.
Non è "normale" che i buoni libro non vengano distribuiti o che la mensa scolastica parta a gennaio.
I bagaladesi sono stati abituati troppo bene? Non credo. Sono stati abituati a battersi per i propri diritti. Hanno avuto la fortuna di avere, dal dopoguerra ad oggi, amministratori onesti che si sono messi al servizio della collettività. Premiati sempre puntualmente con rielezioni per più mandati.
Certo con me la catena si è interrotta (sigh!)...ma non quella dell'onestà o dell'impegno.
Il secondo manifesto, anche questo firmato da tanti amici e conoscenti, avrei sinceramente evitato di farlo. Se non altro per evitare di alimentare polemiche e di venire "omologati" a coloro che hanno firmato il primo.
Nel nostro caso, a Bagaladi, nessuno, o quasi, ha tifato per lo scioglimento, ma non per questo è stato additato come "nemico del paese". Manifesti? No, solo una lettera aperta, la mia, con la quale rivolgendomi ai miei compaesani, ho cercato di tranquillizzarli in seguito allo shock mediatico subìto e sulle conseguenze dello scioglimento.
Reggio ovviamente è la città più grande della Calabria, è la città di cui è stato Sindaco l'attuale Governatore, è stata elevata al rango di Città Metropolitana (per ora solo sulla carta), e riterrei utile alla sua crescita sociale ed economica che i suoi cittadini dimostrassero "metropolitani". Più che la guerra dei manifesti gioverebbe "l'impegno reale degli onesti" (frase di Salvatore Magarò, Commissione Regionale Contro la 'ndrangheta, che riporto per il significato e non per l'autorevolezza dellaa fonte).

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