martedì 11 settembre 2012

11 Settembre, ricordo le vittime ma non dimentico i colpevoli

Era un pomeriggio caldo ed ero in soggiorno sotto il flusso del condizionatore. Sul tavolo i fogli A2, le squadrette, una matita, una limonata.
Stavo preparando l'esame di Tecniche di Rappresentazione (prof. Ginex). Era dura ripartire dopo un'estate di svago e divertimenti, di mare e uscite serali. Ma ero lì, a preparare il primo esame della sessione autunnale.
Ad un tratto il telefono di casa squillò. Era mio padre. Tornava in auto da Catanzaro: "Accendi la TV, alla radio parlano di un attacco alle Torri Gemelle, a New York. Guarda e richiamami".
Io accesi la TV e cercai il canale CNN all'epoca al n°66 del bouquet di Tele+ e non appena mi sintonizzai non credetti ai miei occhi.
Un elicottero filmava le due twin towers fumanti e la scritta in sovrimpressione "Breaking news. Two planes crash into towers of World Trade Center". Immagini apocalittiche, assurde, inquietanti.
Richiamai subito mio padre e con la voce rotta dall'incredulità, gli descrissi la scena. Lo sentii commentare in auto con gli altri passeggeri (non ricordo chi fossero), poi cadde la linea poichè si trovava nel tratto Bagnara-Scilla della A3.
Io rimasi bloccato davanti alla TV. Di lì a poco replicarono il filmato dell'impatto del secondo aereo, che fu l'unico ad essere ripreso in diretta, e la CNN iniziò a parlare di attacco terroristico.
Improvvisamente il collegamento si spostò a Washington D.C. dove era da poco accaduto qualcosa. Un aereo si era schiantato sull'ala ovest del Pentagono, il centro nevralgico della Difesa degli USA.
Altra scena apocalittica, anche se dalle prime immagini mi ha colpito il fatto che i danni fossero limitati e che non vi fossero rottami sul prato che appariva intonso.
Ma dov'è l'aereo, pensai. Cioè a New York l'ho visto, in diretta, ma qui, davvero non sembra che quel buco di non più di 5 metri possa averlo causato un aereo!
Poco prima delle 16, il collegamento torna a New York, giusto in tempo per riprendere in diretta il crollo della Torre Sud, la seconda ad essere colpita, appena un'ora prima. Non si sapeva ancora niente di Al Qaeda, di chi vi fosse a bordo degli aerei, di chi avesse potuto architettare un simile attacco, ma non mi convinse il fatto che quella struttura di acciaio e cemento armato, che conoscevo perchè da sempre appassionato di grattacieli e di New York soprattutto, fosse crollata in quel modo, a quella velocità e che la base ed i piani inferiori a quelli distrutti dall'aereo non avessero retto. Solo un'intuizione. Nel frattempo mio padre era rientrato e gli raccontai la scena del crollo, gli dissi anche della mia impressione che mise la pulce nell'orecchio anche a lui. Continuammo a guardare il replay che la CNN mandava continuamente, quando la CNN mostrò la facciata del Pentagono che veniva giù e riportò la notizia di un quarto aereo che era caduto in Pennsilvanya.
Poco dopo, ecco di nuovo su New York per un'altra diretta, il crollo della Torre Nord, quella colpita per prima. Vedere la seconda torre crollare esattamente come la prima, aumentò i miei sospetti che qualcosa di anomalo si stesse verificando. Non mi sembrava possibile che le due torri, colpite a diversi livelli, in tempi diversi, crollassero allo stesso modo, nello stesso lasso di tempo.
Il pomeriggio continuò alla TV, ovviamente, il lavoro sulle Tavole di Tecniche di Rappresentazione dovette aspettare tutti gli speciali, i collegamenti, i filmati. A tarda sera, quando ormai si sapeva quasi tutto su quello che era successo, ed iniziava a diffondersi la notizia della mano di Al Qaeda dietro l'attentato, ecco un altro crollo, quello dell'WTC 7. Un crollo apparentemente inspiegabile, attribuito agli incendi sviluppatisi in seguito ai crolli delle twin towers. Un crollo avvenuto circa 6 ore dopo, più o meno con le stesso modalità dei primi due: stile "caduta libera".
Ero confuso, cercavo di capire, ma ascoltare i networks americani era già difficile di per sé per via dello "slang" dei giornalisti che non sembrava parlassero inglese ma arberesh. La confusione era poi alimentata dalle innumerevoli dichiarazioni che si susseguivano su presunte rivendicazioni, poi smentite, poi attribuite, poi di nuovo smentite, dapprima ai talebani, poi agli iracheni. A notte fonda poi sono alcuni membri del Congresso ad affermare che già da alcune ore, Osama Bin Laden era stato indicato quale principale indiziato per aver ordito l'attentato alle Torri ed al Pentagono. E avevano già un dossier su questo "pastore barbuto" che avrebbe infilato la Difesa più impenetrabile del pianeta. Non so perchè, ma mi tornarono subito alla mente Booth, Oswald, Shiran Shiran, e gli altri specchietti per le allodole disseminati lungo la bicentenaria storia degli Stati Uniti. Si mostra un "folle" immediatamente dopo che un fattaccio avviene, si appronta una versione ufficiale nell'immediato per tenere impegnato il pubblico con il "chi" ed il "come", evitando che si faccia la vera domanda: "perchè?"
A distanza di anni, undici quest'oggi, nemmeno un quarto della popolazione statunitense crede alla versione ufficiale. Ma inizialmente forse per paura, forse per "fiducia" nei propri difensori, in tanti hanno creduto alle balle raccontate dall'Amministrazione Bush, incuranti delle omissioni, ciechi davanti alle gravi lacune investigative, sordi davanti alle tante domande rimaste senza risposta. L'America era stata attaccata. O l'America aveva attaccato l'America? L'America dei grandi gruppi finanziari, l'America dei produttori di armi, l'America dei petrolieri, aveva attaccato l'America degli operai, dei professionisti, delle famigliole tranquille.
Il seguito lo conosciamo: Afghanistan, in cui rovesciato il governo talebano insediato dagli USA negli anni '80 fu insediato un Presidente fantoccio che favorì la costruzione di un importante oleodotto che i talebani impedivano; Iraq: in cui fu rovesciato Saddam Hussein che armi di distruzione di massa non ne aveva, e fu insediato un nuovo governo più disponibile a discutere sul petrolio da esportare.
"Affari", grossi affari. Bombarda, invadi e ricostruisci. $$$$$$!!!!
E l'Amministrazione Bush annoverava petrolieri (UNOCAL), produttori di armi (United Defense, Carlyle Group), proprietari di società di ricostruzione e servizi affini (Halliburton). Chissà come mai...
Oggi si ricordano le vittime innocenti dell'11 settembre ed è giusto. Ma io preferisco non dimenticare i colpevoli...

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