giovedì 16 agosto 2012

Dopo la pausa...ripartire è d'obbligo...se a chiedertelo è la gente.

Sui provvedimenti di scioglimento dei Consigli Comunali, si è detto già tutto. Che sono inadeguati, inefficaci, anti-democratici, eccessivamente discrezionali, "orientabili" dalla politica, ecc...

E c'è una lunga e corposa letteratura anche sulle attività poste in essere dopo la "cacciata dei mercanti dal Tempio" che dimostrano come si verifica esattamente il contrario di quanto ci si attenderebbe. La gente si allontana (o viene allontanata) dal "palazzo", anziché essere ascoltata, avvicinata, allenata alla partecipazione della vita pubblica.

Ampiamente documentabile è anche il progressivo disinteresse verso il territorio, che diventa una questione sempre più marginale ed in alcuni casi rasenta l'abbandono. Su questo, molto presto, presenterò su questo blog un dossier, corredato da fotografie e dati inconfutabili.

Ciò deriva ovviamente dalla "freddezza" che caratterizza le gestioni straordinarie che, non avendo legami "affettivi" con il territorio, non ne riconosce i bisogni, le carenze, e non interviene, se non in situazioni particolarmente gravi e che potrebbero essere ricondotte a responsabilità dirette del'organo di governo.

Il Municipio si trasforma rapidamente in un'inaccessibile torre d'avorio, una fortezza da temere e non più la casa "comune" di tutta la cittadinanza.

Ovviamente è il sistema ad essere sbagliato, e non il singolo esecutore di ordini. Non me ne vogliano dunque i 12 commissari che operano nei 4 Comuni dell'Area Grecanica sciolti (tra cui il mio).

Fa male camminare per le viuzze del centro storico e vederle invase dalle erbacce. Fa male visitare il cimitero e trovare sporcizia e fiori secchi in ogni angolo. Fa male vedere la porta del campo polivalente divelta.
Fa male vedere i cassonetti della differenziata scoppiare e il cartone giacere tutto attorno. Fa male vedere la facciata del Municipio "deturpata" dalla installazione di 7 unità esterne di condizionatori d'aria. Fa male vedere la villetta di fronte al Municipio con il prato abbandonato all'incuria. Fa male, molto male.

E fa male leggere negli occhi della gente tutto il dispiacere per quello che è successo e sentirsi dire "ti vogliamo qua, in mezzo a noi" e sentirsi inerme in questa fase.

Ma la consapevolezza che la gente "sa", che la gente ti apprezza e ti rimpiange, aiuta a stare un pò meglio e ad avere fiducia in te stesso e nel futuro.

Il problema è che il futuro è incerto e che dipende dalle scelte che si fanno (o non si fanno) nel presente. Ed allora potremmo avere giorni bui, ancora più bui, dinanzi a noi, se non facciamo delle scelte oggi, se le nostre battaglie le deleghiamo ad altri, oppure semplicemente ci rifiutiamo di combatterle.

Ed allora potremmo ritrovarci, tra 18-24 mesi, ad avere perso parte dei già flebili servizi che abbiamo.
Il dimensionamento scolastico che riduce all'osso l'istituzione cardine che garantisce il contrasto allo spopolamento, ad esempio.
Oppure il trasferimento a Melito (dato quasi per certo) della Caserma del Corpo Forestale dello Stato. O il vociferato trasferimento della Stazione CC in uno stabile da costruire a Chorio di San Lorenzo. O ancora l'ulteriore depotenziamento dell'Ufficio Postale. Senza parlare dei servizi sanitari che abbiamo fortemente difeso (servizio vaccinazioni e centro prelievi) e che ora rischiano di essere tagliati anche se a costo zero per l'ASP.
Rischiamo, senza un'adeguata "difesa", che Bagaladi perda questi servizi progressivamente. Questo equivale a "suggerire" alla gente, soprattutto ai giovani ed alle giovani coppie, di andarsene. Di chiudere la porta alle loro spalle e di lasciare il proprio paese!

Per questo motivo in un torrido dopo Ferragosto, dopo una lunga pausa che mi è servita ad elaborare il dolore ed il dispiacere per aver subìto quella che è da più parti ritenuta una ingiustizia, o come dice un mio carissimo amico "una vittoria dell'Antistato", ritengo sia giusto ripartire nell'impegno e nella presenza non solo formale, nella vita attiva del mio paese.

Per amore di tutto ciò in cui ho sempre creduto e che mio padre mi ha insegnato.

0 commenti: