lunedì 20 agosto 2012

Accade anche questo, purtroppo

Accade che un giorno di Agosto qualcuno decida, senza interpellare le autorità locali (chiunque esse siano), nè gli interessati, sequestri un acquedotto che serve per il sostentamento dell'attività agricola, per il "pane" delle famiglie.

Accade che si tengano riunioni alle quali non vengono invitati, o non partecipano, i diretti interessati.

Accade che i cittadini, questo sopruso, non lo mandino giù e che manifestino il loro dissenso a questo provvedimento arbitrario ed immotivato.

Accade che si chiede un incontro ai Commissari per spiegare le ragioni di un centinaio di soci del Consorzio e per chiarire tecnicamente che il provvedimento di sequestro danneggia Bagaladi e non avvantaggia il resto, almeno nell'immediato.

Accade che la gente lì presente, i consorziati, chiedano a me di far parte della delegazione che sarà ricevuta dalla Commissione Straordinaria.

Accade che alla 11.00 la Commissione riceva questa delegazione.

Accade che mi viene chiesto di allontanarmi in quanto non parte in causa.

Premesso che anche la mia famiglia è consorziata e che quindi sarei potuto rimanere all'incontro, non per protagonismo, ma per cercare di trovare insieme una soluzione congeniale a soddisfare le esigenze di tutti: dei bagaladesi che ci stanno rimettendo le coltivazioni che spesso sono l'unico sostentamento familiare, e dei reggini, che affollando le spiagge di Bocale hanno bisogno di "sciacquarsi" per levare via il sale di dosso.

Accade che però non rivendico la mia appartenenza al Consorzio, del quale tra l'altro mio nonno è stato anche Presidente in tempi lontani, e lascio la stanza.

La lascio perchè capisco che "con me" non vogliono parlare. Nonostante la gente me lo abbia chiesto.
La lascio perchè "con me" il dialogo non lo vogliono. Ma io non mi sento un capopopolo, non mi sento Robespierre, ma ho l'unica colpa di essere "legato" alle cose del mio paese. Ad essere attento al bene comune, all'interesse della mia collettività che antepongo spesso anche al riguardo verso la mia persona. Sbaglierò? Sono fatto così.
Ed oggi ho subìto una mortificazione che non penso di meritare. La mia intenzione di collaborare ad una soluzione solidale e la mia tenacia nel "moderare" i soci del Consorzio che erano sul piede di guerra e minacciavano di occupare la Sala del Consiglio, non sono state apprezzate. Oppure non vogliono considerarle perchè pregiudizialmente chiusi ad ogni contatto o ad ogni tentativo di dialogo con "me".

Oggi ho fatto un passo indietro, non ho "forzato" la mia presenza a quella riunione, poichè ho capito che non era gradita. Va bene, posso accettarlo. Non lo capisco, ma posso accettarlo. Solo affinchè non si strumentalizzi e si giunga ad una soluzione idonea a garantire i miei concittadini!

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