giovedì 12 luglio 2012

Centrale: "Giù la maschera"!!!

E' il momento di dimostrare con i fatti e non a parole la loro posizione sulla Centrale a Carbone.
Come? Impugnando al TAR Lazio il Decreto di Monti, depositato presso gli Enti interessati in data 28 giugno 2012.
Questa sarà la dimostrazione delle reali intenzioni dei Sindaci, della Regione e della Provincia.
Preparino subito il ricorso, i cui termini sono dimezzati perchè la materia è analoga alla disciplina degli appalti, e lo presentino entro il 27 Luglio.
La preoccupazione è che lo slittamento del Consiglio Regionale dal 17 al 23 luglio, accorci i tempi per un'eventuale ricorso da parte della Regione che è l'unico soggetto titolato a bloccare definitivamente l'iter procedurale per la realizzazione della Centrale.
Ma Regione Calabria, Provincia e Comuni interessati possono, anzi, avrebbero già dovuto, qualora davvero fossero fermamente contrari, inoltrare il ricorso, impugnare il DPCM e dimostrare così nei fatti quello che dicono e non dicono, con le solite mezze parole.
La Regione, che tra l'altro è l'unica che può interrompere l'iter, sollevando la questione della mancata concertazione come altre Regioni hanno fatto e fanno e come la stessa Regione fa in altri settori, sta abdicando al suo ruolo ed alle sue funzioni. E questo è grave!
E' giunto dunque il capitolo più caldo dell'intera vicenda. E' giunto il momento in cui cadranno i veli e le maschere e sarà lapalissiana la posizione dei Sindaci, della Provincia, della Regione. Di quelli che hanno vinto le elezioni sbandierando il No, di quelli che non hanno preso posizione, di quelli che in maniera ondivaga hanno sempre 'nnacato il pecoro, di quelli che spesso sono stati visti a cena ed a braccetto con i consulenti della SEI.
Il DPCM è stato depositato alla Regione, alla Provincia e nei Comuni interessati, la fascia che va da Reggio Calabria a Condofuri, Comuni montani compresi.
Ma nella riunione tenuta a Saline Joniche venerdì scorso, i Sindaci dell'Area non hanno fatto nemmeno menzione della possibilità/opportunità di impugnare il Decreto al TAR. Bensì hanno partorito, dopo due ore di riunione, l'idea di due tavoli: uno istituzionale con la Regione e la Provincia (che peraltro hanno già espresso parere negativo con delibere unanimi e mozioni unitarie) ed uno con la SEI (????). CON LA SEI??? Per fare cosa? Per avere rassicurazioni? In merito a cosa? Alle ricadute? O alle compensazioni? Per dirla con Ugo Suraci, "è come se in un pollaio si invitassero le volpi per interrogarli sulle loro abitudini alimentari".
Siamo seri...Il territorio, i cittadini, le associazioni, chiedono a gran voce ai Sindaci di costituirsi ed impugnare il Decreto al Tar competente, quello del Lazio. Ed alla Regione, di giocare il proprio strategico ruolo, senza dilatare i tempi che sono ristrettissimi!
Se non lo fanno, è chiaro da quale parte stanno, non potranno più fingere, recitare, indugiare e prendere per i fondelli il territorio.

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