mercoledì 11 luglio 2012

Chi vuole la Centrale a Carbone?

foto tratta dal sito Nuovi Rumori
Perchè si vuole costruire una Centrale a Carbone a Saline? Per il futuro? 
E davvero pensate che il futuro di questa terra dipenda da un'opera che fonda il suo ciclo vitale sul breve periodo e sul profitto che ne deriva immediatamente per chi la costruisce? No, non potete crederci davvero...
Chi vuole che si costruisca la Centrale?
Non sarebbe male, per dare una risposta seria a questa domanda, osservare i personaggi "chiave" di tutta la vicenda e capire se in qualche modo, la loro storia, o gli interessi personali, convergono con quelli del soggetto proponente. (Intelligenti pauca)
Un centinaio di posti di lavoro promessi?
Il ricatto occupazionale può essere adeguatamente contrastato con investimenti più lungimiranti e che guardino davvero al futuro. Serve solo una classe dirigente e politica che svolga il proprio compito in maniera propositiva e concreta.
E va considerato inoltre il numero di posti di lavoro che si perderanno in quei settori che il Decreto stesso definisce "incompatibili" con la presenza di una centrale a carbone: turismo ed agricoltura.
Non inquinerà?
Le tecnologie oggi a disposizione per catturare la Co2 prodotta dalla combustione dei fossili sono costose e ancora poco affidabili e comunque non mi risulta affatto che esse verranno installate nella centrale di Saline e lo ha affermato anche l'amministratore delegato della SEI.
La combustione del carbone poi genera perdite di radioattività nelle zone limitrofe alla centrale e emana nell’atmosfera, oltre alle polveri sottili, metalli pesanti come il piombo, il cadmio, il mercurio in grado di entrare nel ciclo alimentare (pescato in mare, agricoltura e falde acquifere) per anni.
Allo stato odierno dell’arte non esistono filtri in grado di contrastare l’emissione nell’aria delle polveri sottili fini e ultrafini (le Pm 2,5 e 1), le più pericolose per la salute umana perché capaci di penetrare in profondità nell’albero polmonare.
Avremo benefici, energia gratis e altre royalties?
Balle, dovremo pagare sonore multe all’Unione Europea per non aver rispettato le soglie di emissioni, come già l'Italia sta pagando.
E nessuno spiega ai cittadini che l’energia in Italia costa di più rispetto all’estero anche perché “noi” dobbiamo pagare le multe.

In questa lotta per la sopravvivenza del territorio, che qualcuno definisce ideologica e "contraria allo sviluppo", noi giovani dobbiamo diventare i protagonisti scendendo in campo per difendere il nostro futuro, quello delle generazioni future.
Purtroppo i sessantenni che ci governano e "pensano" di fare opinione, hanno una visione limitata alimentata da anni ed anni in cui, piangendosi addosso, hanno lasciato che tutto rimanesse com'era a metà degli anni '70, stuzzicando così gli appetiti di vecchi e nuovi faccendieri ed investitori senza scrupoli.
Noi non possiamo abdicare al nostro ruolo, dobbiamo concentrare le nostre forze e le nostre intelligenze per vincere questa sfida, che dobbiamo accettare e combattere perchè non può passare la logica che pochi uomini senza scrupoli possano decidere le sorti di molti che ignari assistono ai teatrini in cui nessuno è protagonista, ma tutti sono comparse.
Sono comparse e niente più. Pronte magari a recitare un copione, aspettando di riscuotere l'ingaggio.

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