martedì 26 giugno 2012

Un instant book sulla vicenda dello scioglimento. Rabbia e delusione trasferiti su carta

Ci ha pensato Vincenzo Varone, ex Sindaco di Mileto, ed è riuscito a fare quello che non sono riuscito a fare io. Non perchè non ci abbia pensato o non mi sia messo a scrivere, l'ho fatto. Tanti sono i pezzi che avete letto su questo blog, sui giornali, sul web. Ma la delusione, l’incredulità e la freddezza che il provvedimento di scioglimento ha generato in me, non mi hanno consentito di  mettere in fila i fatti e scaricare sui fogli bianchi tutta la rabbia e la delusione nei confronti di un’ingiustizia perpetrata ai danni di un’intera comunità. 
Furor di Stato, lo ha intitolato, e da qua si capisce già il senso del testo e tutti i sentimenti dell’autore, che faccio miei e condivido pienamente. 
Anche il sottotitolo è “forte”: “Cronaca di un teorema, di un sogno, di un segno, di una sentenza politica, di un black-out della democrazia”. 
“E’ la storia di una condanna senza una prova, grazie alle maglie fin troppo larghe e fin troppo discrezionali di una legge eccezionale che quasi nessuno osa contestare per il timore di finire sul rogo”. 
Si legge così nell’introduzione del “collega” Varone, parole dure che condivido e che dovrebbero far riflettere tutti quanti su questa che ormai è diventata una “lotteria”, in cui il premio va sempre e solo allo Stato che dimostra così l’intenzione di colpire al cuore la criminalità organizzata e chi gli stende il tappeto rosso per entrare nelle pubbliche amministrazioni. 
Purtroppo però il risultato è esattamente il contrario, a volte, quando si prendono decisioni del tutto prive di fondamento che interrompono invece un percorso che pur tra mille difficoltà, è volto alla risoluzione dei problemi ed alla rottura netta con ambienti criminali e con modi di gestione della cosa pubblica clientelari e personalistici. 
In quarta di copertina del libro di Varone, Mimmo Mazzeo scrive: “una storia che corre sul filo del proibito, del tabù, perché sulle accuse di ’ndrangheta, anche se presunte, non sono ammesse repliche neanche per chi ha speso la vita combattendola, esorcizzandola, rifiutandola, come si rifiuta un cancro, in quanto ogni senso di critica all’operato suona come un ingresso nell’antro buio del sospetto e spesso torna al mittente obiettore, sospinto dal venticello della calunnia. Aspetti perversi che racchiudono tutta la sub cultura di un sud sottomesso a tutti, istituzioni comprese, incapace di difendersi e pauroso di replicare, sfiduciato e indignato, tragicamente silente”. 
Il libro contiene anche una analisi accurata della legge sullo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose, “coperta secondo l’ex sindaco di Mileto, e secondo me, da oscuri segreti e da strani meccanismi, dove nulla o quasi nulla si può sapere o fare fino al momento della sua conclusione”. 
Per il giornalista Nicola Rombolà, che ha curato la prefazione dell’instant book, si tratta di “un diario intimo in cui si coglie la ribellione del protagonista che si esprime nel dissenso pubblico facendo leva sull’autonomia di giudizio, sulla forza del proprio pensiero e sui pensieri etici che lo ispirano”. 
I miei complimenti a Vincenzo Varone, con il quale adesso condividerò la battaglia del ricorso al TAR, per tentare di ristabilire la verità sui nostri impegni personali in favore del progresso e della pulizia morale e ridare ai nostri rispettivi paesi la dignità che meritano.
Il libro, edito da ADHOC, sarà presentato in Piazza a Mileto venerdì 29 Giugno alle ore 18.30.

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