lunedì 25 giugno 2012

Soloni, pavoni, servi dei padroni.

Non esiste un termine che renda pienamente l'idea per descrivere quello che alcuni personaggi rappresentano.
Potrebbero essere definiti "pavoni" perchè, senza che qualcuno "ufficialmente" glielo chieda, si atteggiano a grandi oratori e "solonicamente" lanciano strali e sentenze da pulpiti improbabili.
Potrebbero essere definiti "zerbini" o "servi" perchè, senza che qualcuno "ufficialmente" glielo chieda, si lanciano impavidamente in difesa del padrone. E questa difesa li porta ad attaccare chiunque abbia l'ardire di mettere in discussione questo loro padrone.
Accecati dall'egocentrismo e dalla brama di servire, vedono solo ciò che gli aggrada, ascoltano solo il richiamo del padrone, e diventano allo stesso tempo buffi, commiserevoli ed antipatici.
Io avrò anche addosso il "marchio" di Sindaco di un Comune sciolto per infiltrazioni mafiose (fumose, a dire il vero), vicenda molto strana per come tutto si è svolto, ma al contrario di questi personaggi, sono stato e sarò sempre dalla stessa parte, e non cambierò mai casacca per interessi o tornaconti personali.
E dirò di più, se i Sindaci, come viene detto da più parti, si dovranno ora sedere a "contrattare" con il proponente, io sono orgoglioso di non essere più Sindaco e sono ancora più orgoglioso di avere sbattuto le porte in faccia a chi aveva tentato un approccio e che sorridendo mi disse: "Si, la conosciamo, la seguiamo da molto tempo".
La fascia me l'hanno potuta togliere, ma quello che non mi porteranno mai via è la dignità e la libertà di dire che stanno prestando il fianco a chi viene qua per ucciderci e lucrare.

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