giovedì 24 maggio 2012

Imprese calabresi ulteriormente abbandonate dallo Stato.

Forse aveva ragione Grillo quando ha detto, scatenando l'ira e l'indignazione della maggioranza degli italiani, che "lo Stato strangola più della mafia".
Ovviamente non sono d'accordo, ma il provvedimento di ieri, teso a compensare i crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione, acuisce le acredini e i dissapori tra Nord e Sud.
Queste compensazioni sono previste infatti per tutte le imprese, ad esclusione di quelle calabresi e di qualche altra Regione del Mezzogiorno. Incredibile, ma vero.
Ma non prendiamocela subito con questo Governo. Già, perchè questo decreto è frutto di una dissennata Finanziaria, l'ultima partorita dall'asse PDL-LEGA, che contiene una specifica norma che impedisce alle regioni che hanno dovuto approvare il piano di rientro sanitario (Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia) di beneficiare delle compensazioni attivabili.
Oltre al danno di vantare crediti dalla Pubblica Amministrazione, le imprese meridionali subiranno la beffa di vedere le imprese del centro-nord accedere alle compensazioni decretate dal Governo, il che aumenterà il divario economico tra le "due italie".
Solo il Parlamento può bloccare questo decreto e speriamo che trovi un "atomo" di dignità e lo faccia, per evitare questa ennesima ingiustizia.
Ma c'è di più. I piani di rientro hanno fatto automaticamente aumentare la tassazione sulle imprese che risiedono ed operano in quelle Regioni. Cornuti e mazziati!
Sono sempre più convinto che si debba operare un cambiamento in questo sistema. Ma comincio a pensare anche che sia una partita persa...

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