martedì 17 aprile 2012

Quando la solidarietà diventa un monito!

A dieci giorni dal provvedimento di scioglimento del consiglio comunale, continuiamo tutti a chiederci il perchè.
A dircelo saranno le motivazioni allegate al decreto del Presidente della Repubblica, che arriverà non prima di 20 giorni.
Tante, tantissime sono state e sono le attestazioni di stima e di solidarietà che giungono da più parti. Le più apprezzate però sono quelle della gente, dei cittadini, non solo bagaladesi, che hanno apprezzato il nostro modo di amministrare, il nostro "stare in mezzo alle persone", la passione e l'attaccamento al paese che abbiamo sempre dimostrato.
Un pò meno sono stati gli attestati provenienti dalle cosiddette "istituzioni". Ma c'era da aspettarselo. 
Come ha scritto il consigliere Pierpaolo Zavettieri: "Ho visto molti, troppi uomini delle istituzioni di questi anni non pronunciarsi mai rispetto all'operato dei magistrati e dei prefetti, quasi a voler riconoscere loro una infallibilità di giudizio e/o di valutazione. La verità, però, molto spesso, è ben altra: nell'esprimersi pubblicamente si ha paura di incorrere in una sorta di delitto di lesa maestà. Nessuno o quasi, infatti, rilascia dichiarazioni o commenti, liberamente, rispetto alla decisione presa da un Prefetto o un Magistrato. Le preoccupazioni più frequenti dei pubblici amministratori e personalità varie sono di solito quelle di non apparire agli occhi della pubblica opinione come chi sta profanando qualcosa di sacro, avversando magari la posizione dei “professionisti/moralisti” dell’antimafia, di non esporsi, in questi anni di totale assenza della “buona politica”, da una sorta di timore reverenziale percepito nei confronti delle Pubbliche Autorità (Magistratura, Prefettura e Apparati burocratici) o peggio di finire attenzionati specie quando non si hanno le carte in regola".
Quella del consigliere provinciale è stata l'uscita più "calda" di questo periodo. Calda sia per il calore dell'affetto dimostrato nei miei confronti, sia per il monito testé riportato e scagliato contro il "silenzio assordante" della stragrande maggioranza dei rappresentanti delle istituzioni locali, in barba al sentimento di solidarietà ed in spregio alla necessità di tutelare il territorio dalle continue espoliazioni dei più elementari diritti democratici.
Diciamo che l'indole garantista del socialismo puro ha dettato le sue esternazioni che ho apprezzato molto sia dal punto di vista personale che come cittadino dell'area grecanica.
Ma una considerazione più ampia va fatta sull'impalcato di regole che portano allo scioglimento di un intero consiglio comunale.
Appare come un procedimento fortemente burocratizzato, freddo, sterile, che non tiene in nessun conto la storia di un paese. Di poca o nessuna importanza sono i riscontri probatori alle ipotesi avanzate.
Diverse sono le iniziative che intendono modificare la legge che si è rivelata totalmente inefficace nei Comuni in cui è stata applicata. Dopo lunghi periodi di cosiddetta “bonifica amministrativa”, sono rimasti, a riprova dell’inefficacia di tale misura, tali e quali, con le medesime problematiche.
Se, come nella maggior parte dei casi, gli accertamenti effettuati rivelano colpe di dipendenti e funzionari e non già di amministratori, sarebbe opportuno non far pagare alla comunità intera con il "marchio" dello scioglimento, ma direttamente a chi le ha, le responsabilità accertate.

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