domenica 29 aprile 2012

Il Decreto di scioglimento con le motivazioni

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

Considerato che nel comune di Bagaladi (Reggio Calabria), gli organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 28 e 29 marzo 2010; 
Considerato che dall'esito di approfonditi accertamenti sono emersi collegamenti diretti ed indiretti tra componenti del consesso e la criminalita' organizzata locale; 
Ritenuto che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalita' organizzata arreca grave pregiudizio per gli interessi della collettivita' e determina lo svilimento e la perdita di credibilita' dell'istituzione locale; 
Ritenuto che, al fine di porre rimedio alla situazione di grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale di Bagaladi, si rende necessario far luogo allo scioglimento del consiglio comunale e disporre il conseguente commissariamento, per rimuovere tempestivamente gli effetti pregiudizievoli per l'interesse pubblico ed assicurare il risanamento dell'ente locale; 
Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; 
Vista la proposta del Ministro dell'Interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante; 
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 6 apri le 2012; 

Decreta: 

Art. 1 

Il consiglio comunale di Bagaladi (Reggio Calabria) e' sciolto per la durata di diciotto mesi.

Art. 2 

La gestione del comune di Bagaladi (Reggio Calabria), e' affidata alla commissione straordinaria composta 
da: 
- dr.ssa Isabella Alberti - prefetto; 
- dr. Leonardo Guerrieri - viceprefetto aggiunto; 
- dr. Vito Laino - funzionario economico finanziario.

Art. 3 

La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche. 

Dato a Roma, addi' 10 aprile 2012 

NAPOLITANO 


Monti, Presidente del Consiglio dei
Ministri 

Cancellieri, Ministro dell'interno 

Registrato alla Corte dei conti il 17 aprile 2012 Interno, registro n. 3, foglio n. 64

Allegato 

Al Presidente della Repubblica 

Il comune di Bagaladi (Reggio Calabria), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 28 e 29 marzo 2010, presenta forme di ingerenza da parte della criminalita' organizzata che compromettono la libera determinazione e l'imparzialita' dell'amministrazione, il buon andamento ed il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio per lo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica. 
A seguito di indagini delle forze dell'ordine, il capo dell'amministrazione, nel gennaio 2011, e' stato destinatario di una informazione di garanzia, emessa dalla locale Procura della Repubblica, per aver intrattenuto rapporti con un giovane esponente di una cosca malavitosa reggina. 
Secondo le risultanze di prove tecniche, il capo della citata cosca, al quale e' stato tra l'altro addebitato di ostacolare il libero esercizio del diritto di voto in occasione di competizioni elettorali, durante la campagna per le elezioni che si sono poi svolte nel marzo del 2010, mostrava interesse alle candidature relative al comune di Bagaladi. 
Infatti, per due volte, riceveva nella propria abitazione un congiunto del candidato sindaco e anche altre persone, che si recavano da lui per ottenerne il relativo sostegno, fungendo quindi da collettore di interessi politici ed elettorali del territorio. 
Le elezioni della primavera 2010 sono risultate caratterizzate, in quel comune, dall'assenza di una vera competizione politica, in quanto era stata presentata una sola lista, guidata dal predetto candidato, che e' stato eletto sindaco per il superamento del quorum elettorale. 
Tenuto conto dei menzionati elementi, il prefetto di Reggio Calabria, con proprio decreto n. 1606/2011 in data 3 giugno 2011, in seguito prorogato con decreto n. 2581/2011 del 1° settembre 2011, ha disposto l'accesso presso il suddetto comune, ai sensi dell'art. 1, comma 4, del decreto legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito dalla legge 12 ottobre 1982, n. 726, al fine di verificare l'eventuale sussistenza di infiltrazioni e condizionamenti mafiosi nell'attivita' amministrativa. 
Al termine delle indagini effettuate, la commissione incaricata dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, le cui risultanze sono state esaminate nella riunione di coordinamento delle forze di polizia svoltasi alla presenza del Procuratore della Repubblica, nel corso della quale e' stato espresso l'avviso concorde circa la sussistenza dei presupposti per l'applicazione della misura di rigore prevista dall'articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 
Il prefetto di Reggio Calabria, con l'allegata nota in data 12 gennaio 2012, che costituisce parte integrante della presente relazione, ha pertanto formulato la relativa proposta per aver riscontrato concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori dell'ente con la criminalita' organizzata locale e su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando i presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale. 
Le vicende che hanno dato avvio alla procedura ispettiva si collocano in un contesto ambientale reso particolarmente difficile dalla radicata presenza di `ndrine agguerrite ed egemoni che operano in forte relazione tra loro, attive nel traffico di stupefacenti e con capacita' pervasiva nella gestione delle amministrazioni comunali. 
Non a caso, nell'area grecanica, sono oggetto di provvedimenti dissolutori, per la riscontrata presenza di forme di ingerenza della criminalita' organizzata, due amministrazioni contermini al comune di Bagaladi, con cui l'ente condivideva le possibilita' di sviluppo economico e talune scelte amministrative, sostanziate in accordi di programma e protocolli d'intesa. 
Secondo quanto emerge anche da specifiche vicende processuali, alcuni amministratori comunali e membri dell'apparato burocratico sono collegati, per parentele, contiguita' o per frequentazioni, con esponenti della locale consorteria mafiosa, retta da stretti congiunti del vertice della cosca, attualmente detenuto. 
Tra gli amministratori, due assessori ed un consigliere hanno rapporti familiari, anche stretti, con persone ritenute contigue ad esponenti criminali e lo stesso primo cittadino e' legato da rapporti di parentela con un ex dipendente comunale, presentatore della lista che lo ha sostenuto nelle elezioni, a sua volta ritenuto contiguo alla citata consorteria mafiosa. 
E' significativo anche il fatto che un altro congiunto del sindaco, sottoscrittore della lista che lo ha sostenuto e che aveva mantenuto i rapporti con il maggiore esponente della locale cosca in occasione della campagna elettorale del 2010, dopo la conclusione dei lavori della commissione di indagine sia stato aggiunto da un ordine di custodia cautelare in carcere, durante un'operazione denominata Reale 4-Ippocrate. 
Da quanto risulta dalle indagini, alla difficile realta' che caratterizza la vita dell'ente, si e' accompagnata una carente attivita' deliberativa da parte della giunta e del consiglio comunale, i cui componenti non hanno efficacemente adempiuto ai compiti che sono istituzionalmente chiamati a svolgere in qualita' di rappresentanti della collettivita', con il fine di correggere le inefficienze e le disfunzioni dell'apparato comunale. 
In particolare, un'adeguata attivita' regolamentare avrebbe potuto impedire che gli interessi della criminalita' organizzata prevalessero rispetto alle esigenze dell'ente. 
L'assenza di atti dei vertici politici tesi a ripristinare la legalita' concretizza, di fatto, quella situazione di tolleranza, che e' indicativa del condizionamento. 
Emblematica in tal senso e' stata la gestione dell'economato, effettuata in violazione di leggi e regolamenti, specie sotto il profilo della riferibilita' della spesa, cui e' stata data idonea regolamentazione solo dopo l'insediamento della commissione d'indagine. 
L'amministrazione attuale risente anche delle scelte, cui si e' conformata, che erano state effettuate dalla precedente compagine, con particolare riferimento all'organizzazione burocratica in cui sono state registrate significative criticita', che hanno contribuito ad accrescere il disordine amministrativo, lasciando spazio all'infiltrazione mafiosa. 
Il sindaco pro-tempore, nel maggio del 2007, con propria disposizione, aveva fatto convergere all'area finanziaria le funzioni relative al monitoraggio e alla ricognizione dei terreni comunali, alla manutenzione del patrimonio, alle utenze di acqua potabile nonche' agli adempimenti relativi alle entrate patrimoniali comunali, anche se tutto il settore faceva originariamente capo all'area tecnica, secondo le disposizioni regolamentari vigenti. 
L'amministrazione del patrimonio immobiliare ha quindi continuato a far capo al responsabile della predetta area finanziaria, congiunto del sindaco, la cui presenza dopo il collocamento a riposo del 31 dicembre 2010 e' stata garantita fino al 30 giugno 2011, in virtu' di un contratto di collaborazione a tempo determinato. 
Emblematico e' stato il comportamento dell'attuale amministrazione che non ha inciso sul citato assetto organizzativo fino all'11 luglio 2011, quando, solo ad accesso ispettivo gia' disposto, ha riportato nell'ambito dell'area tecnica le funzioni riguardanti il settore tecnico-manutentivo e la gestione del patrimonio. 
La commissione di indagine, nell'esame dell'attivita' gestionale, ha riscontrato palesi illegittimita' in ordine alle procedure di pagamento relative all'attivita' di manutenzione del patrimonio immobiliare, che sono risultate prive di atti d'impegno e di liquidazione, nonche' carenti delle verifiche richieste dalla legge. 
Assume particolare valenza, inoltre, la circostanza che alcuni dei pagamenti illegittimi sono stati effettuati in favore di personaggi ritenuti affiliati alla cosca dominante bagaladese. 
In materia di reclutamento del personale, sono state rinvenute anomalie nell'utilizzazione di un dipendente di un comune vicino a Bagaladi. 
Il sostanziale immobilismo nel contrastare l'abusivismo edilizio si e' concretizzato nell'insufficiente azione di accertamento delle illegalita' e nella carenza di procedure finalizzate all'esecuzione delle ordinanze emesse, mentre e' indicativo di anomale cointeressenze il fatto che non risultino ottemperate un'ordinanza di demolizione riguardante un'opera di proprieta' di un parente di un consigliere comunale, ritenuto contiguo alla cosca dominante nella zona, ed un'altra riguardante un bene di un ex dipendente comunale, con pregiudizi per associazione di tipo mafioso. 
Rappresenta una palese anomalia anche la circostanza che, a Bagaladi, negli anni 2010-2011, non sono state elevate contravvenzioni al codice della strada. 
Ulteriori aspetti che denotano, in modo univoco, come l'amministrazione comunale sia di fatto venuta meno ai propri doveri d'impulso, controllo e vigilanza sono anche rinvenibili dal resoconto dell'attivita' ispettiva svolta nel settore tributario - contabile. 
Per quanto riguarda la riscossione della TARSU e' stata riscontrata una difformita' tra gli importi riportati in bilancio e quelli risultanti dalle determine dirigenziali, nonche' sostanziali imprecisioni circa i dati relativi alle effettive riscossioni da parte dell'ente. 
Quanto ai canoni per il servizio idrico, dalla documentazione esaminata emerge una sostanziale inattivita' dell'ente che non ha mai emesso ingiunzioni finalizzate ad attivare la procedura esecutiva nei confronti dei soggetti morosi, limitandosi al distacco di alcune forniture e all'invio di solleciti di pagamento. 
E' significativo, a tal proposito, che tra i contribuenti morosi figurano anche soggetti vicini ad ambienti criminali, dipendenti comunali, amministratori e loro parenti. 
Analoga situazione si riscontra nella mancata riscossione dei proventi derivanti dal consistente patrimonio immobiliare del comune di Bagaladi, costituito da un rilevante numero di cespiti, tra cui figurano alloggi, impianti sportivi e terreni. 
A fronte di tale ricchezza, tuttavia, l'ente non e' riuscito a ricavare introiti adeguati, causando un depauperamento delle risorse, gia' esigue. 
Infatti, a seguito della verifica circa la destinazione di alcune unita' immobiliari ad uso abitativo, e' emerso che, in qualche caso, gli alloggi sono stati assegnati, in passato, a parenti di amministratori o a soggetti controindicati e che l'attuale amministrazione non ha ritenuto di intervenire nei rapporti in essere. Peraltro, il piu' delle volte gli assegnatari risultano morosi nel pagamento dei canoni di locazione. 
Una situazione simile di morosita' si rinviene per l'affitto di un terreno comunale da parte di un soggetto divenuto, successivamente, acquirente del bene. La compravendita e' avvenuta eludendo la normativa di settore ed in data anteriore a quella in cui si e' perfezionata la procedura di acquisizione dell'immobile da parte del comune. 
E' stata, inoltre, venduta una superficie maggiore rispetto a quella ammissibile, ai sensi del regolamento sulle alienazioni dei beni immobili, in assenza del richiesto parere circa la congruita' del prezzo. 
Le criticita' evidenziate risultano ancor piu' gravi se si considera che il consiglio comunale, con delibera del maggio 2011, nell'approvare il rendiconto 2010, ha riscontrato problemi di liquidita', causati dal sistematico ricorso alle anticipazioni di cassa e dalla presenza di consistenti residui attivi e passivi, oltreche' di un disavanzo, nella gestione delle competenze. 
Cio' ha determinato una situazione di squilibrio finanziario, che impedisce all'ente di affrontare con regolarita' gli impegni assunti. 
Dal quattro complessivo sopra delineato emerge come il conti di Bagaladi, a fronte di situazioni pregiudizievoli, sintomatiche di inefficienze gestionali, non ha adottato adeguati provvedimenti correttivi delle gravi disfunzioni esistenti, circostanza che evidenzia, significativamente, la mancanza di volonta' del comune di operare secondo criteri di buona amministrazione. 
A cio' si aggiungono le marcate criticita' ambientali che connotano il territorio comunale, le quali avrebbero, invece, richiesto un elevato livello di vigilanza ed impulso, la cui assenza ha favorito l'infiltrazione criminale. 
Significativa, in tal senso, risulta la vicenda dei contributi elargiti a due societa' sportive che gestiscono un campo sportivo ed un centro sportivo polivalente, di cui l'amministrazione comunale e' titolare. Le due societa', destinatarie di contributi da parte del comune, erogati direttamente dall'apparato burocratico, in assenza di delibero consiliari o di giunta, si caratterizzano per la rilevante presenza, tra i membri e i vertici societari, di soggetti vicini alla criminalita' organizzata. 
Il contesto politico ambientale che emerge dai fatti in precedenza richiamati delinea una situazione di permeabilita' a condizionamenti esterni dell'ente, con pregiudizio della funzionalita' amministrativa e degli interessi della collettivita', per la presenza di elementi che impanano sulla complessiva conduzione del comune che, per le ridotte dimensioni demografiche, non puo' essere connotato da rilevanti attivita' economico finanziarie. 
Ritengo, pertanto, che ricorrano le condizioni per l'adozione del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Bagaladi (Reggio Calabria) ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 
In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza criminale, si rende necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi. 

Roma, 4 aprile 2012 

Il Ministro dell'interno: Cancellieri

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