venerdì 28 ottobre 2011

29 ottobre è la giornata di mobilitazione nazionale

Presidio anche a Saline Joniche

Appuntamento alle 9.30 ai cancelli dell’ex SIPI

In programma azioni di protesta pacifica e creativa

Nell’Area Grecanica anche una delegazione svizzera

Tutti in piazza contro il carbone e per un’altra Italia, fatta di energie rinnovabili, territori sicuri e lavoro pulito. Il Movimento No Coke si prepara alla mobilitazione generale in programma sabato 29 ottobre, con una serie di appuntamenti in tutta la penisola. Ad Adria, nel Delta

del Po, a due passi dalla centrale Enel di Porto Tolle, sfilerà il corteo nazionale. In contemporanea, e in diretta streaming con la manifestazione veneta, si terranno presidi nelle zone dove sorgono le centrali e in quelle interessate dai progetti di ricoversione o costruzione di nuovi siti. Il movimento calabrese No al Carbone ha scelto Saline Joniche per dar vita a un simbolico presidio, pacifico e colorato, che dia continuità alla lotta dopo la storica manifestazione che si è svolta nei mesi scorsi a Coira, in Svizzera.

Il Coordinamento No Carbone Saline Joniche ha sciolto le ultime riserve organizzative nel corso di un’affollata assemblea, che si è svolta ieri sera a Lazzaro. Il presidio No Coke cingerà d’assedio l’area industriale, per dimostrare fisicamente il legame con la terra dell’Area Grecanica, già violentata e abbandonata con la sciagurata costruzione della Liquichimica, il controverso porto, l’abbandono insensato dell’area ex OGR. L’appuntamento è per sabato 29 ottobre alle 9.30, davanti ai cancelli dell’ex SIPI e alla discesa del porto di Saline. Un presidio simbolico, al quale hanno già aderito oltre 40 realtà. E il Coordinamento estende l’invito a partecipare a tutte le organizzazioni politiche e sindacali, all’associazionismo e al mondo del volontariato, alle realtà culturali e alle istituzioni, con in testa i sindaci della zona, ma soprattutto alla gente che rischia di vedersi sottratto un futuro possibile.

Sono previste presenze di rilievo nazionale, tra le altre quella di Stefano Ciafani, responsabile scientifico e membro della segreteria nazionale di Legambiente. E dalla Svizzera è previsto l’arrivo di Markus Keller alla testa di una delegazione di attivisti del Cantone dei Grigioni. Oltralpe è sempre più forte l’opposizione alla multinazionale Repower, colosso delle rinnovabili che ha deciso di investire in Calabria e in Germania su fonti fossili, anche e soprattutto grazie ai sostanziosi contributi pubblici. Ambiguità che hanno scosso il senso civico degli svizzeri, che hanno deciso di protestare insieme a tedeschi e italiani, anche attraverso una petizione popolare: un successo clamoroso con quasi 5mila firme.

“A Rossano, Enel vorrebbe convertire a carbone la centrale termoelettrica di contrada Sant’Irene, a Saline la SEI spa, una società privata, vuole costruirne una della potenza di 1320 MWe per un investimento di oltre un miliardo di euro. Una follia e un paradosso – dichiara Noemi Evoli del Coordinamento – soprattutto per una regione come la Calabria che esporta il 50% dell’energia prodotta e ha deciso con i suoi organi legislativi di puntare sulle rinnovabili. Sebbene l’uso del carbone sia assolutamente vietato dal piano energetico regionale, la SEI vuole imporre il suo scellerato progetto, irrispettosa del parere contrario di Regione, Provincia, Comuni e della maggioranza dei cittadini.

Secondo il movimento, c’è un filo conduttore che lega tutti i tentativi di ritorno al carbone: ricatto occupazionale e false promesse. “Anche a Saline la strategia della SEI, di cui la svizzera Repower è azionista di maggioranza, si è palesata negli ultimi mesi attraverso discutibili movimenti di denaro e bugie – ha aggiunto Paolo Catanoso, del Coordinamento – volte a screditare chi ogni giorno combatte per la difesa della salute e del territorio, nel vano tentativo di influenzare l’opinione pubblica e accaparrare consensi”. Il riferimento è alle fantomatiche innovazioni tecnologiche sbandierate dalla SEI per la riduzione delle emissioni nocive, di fatto prive di alcun riscontro scientifico e quindi non in grado di rassicurare sui danni alla salute e all’ambiente. “Sono solo slogan, propagandati attraverso manifesti e video dagli effetti speciali” dice ancora Catanoso.

“A partire da Saline sta nascendo un nuovo movimento, una nuova consapevolezza, è l’inizio di un cammino che ci porterà lontano. Dopo la storica e definitiva vittoria sul fronte del nucleare – dice Nuccio Barillà, del direttivo nazionale di Legambiente, impegnato nel Coordinamento di Saline – quella del carbone è diventata la nuova frontiera, la priorità su cui far convergere le energie degli ambientalisti. Sia chiaro, l’alternativa non è tra il carbone e il nulla. La Calabria deve decidere quale strada intraprendere: continuare sulla via fallimentare di un modello di sviluppo scellerato oppure scegliere senza tentennamenti la via delle energie rinnovabili, della salvaguardia dei luoghi. Un’altra Saline è possibile, la Calabria ha un futuro se sapremo puntare sulle nostre risorse, mettendo da parte progetti insensati come quello della centrale”.

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