lunedì 13 settembre 2010

Scenario politico nazionale alquanto confuso. La mia riflessione

Che confusione si respira nel quadro politico italiano...
Siamo di fronte ad un governo che, nonostante sia nato come il più "solido" e "gradito" tra i governi repubblicani, si trova al centro di un'implosione davanti alla quale anche i "colonnelli" più agguerriti restano inermi ed impotenti. Implosione determinata da una parte dalla pressione operata dalla Lega Nord che vanta, a buon diritto, di stare guidando il Paese in solitudine (le iniziative di governo fino ad ora intraprese hanno tutte o quasi la firma leghista, ed infatti sono assolutamente antimeridonaliste e al limite dell'antisemitismo!), dall'altra da una fetta del partito del Premier, quello fondato urlando dal predellino dell'auto in Piazza San Babila (credo) per intenderci, che non ci sta più ad eseguire gli ordini come in una caserma perchè troppo abituata al dibattito parlamentare e a fare davvero "politica" (l'area ex AN).
Nel mezzo di questa baraonda c'è Lui, che tra una storiella squallida ed una gaffe mondiale, ha capito di aver perso il controllo e fa la voce grossa.
In un Paese normale uno penserebbe: "questo è il momento in cui l'opposizione si fa più aggressiva, specie sui temi caldi come la scuola, la sanità, il lavoro; adesso scendono in piazza e gli fanno un c... così; ora si organizzano e gliela fanno vedere!
Ma il fatto è che non siamo un Paese normale...
L'opposizione, anzi "le" opposizioni (e che ce ne sia più di una è già strano), hanno come unico interesse il mantenimento dello status quo al loro interno e al di fuori, per svariati motivi.
Il primo è che stando così le cose ognuno mantiene "verde" il proprio piccolo orticello; il secondo è che quando non si ha un'idea di Paese, non si ha un programma, non si riesce ad avere una "visione" e ad esprimerla in parole chiare agli elettori, e cosa non da poco, non si ha un "leader", conviene che lo status quo rimanga invariato per poter puntare il dito nei confronti di chi ha responsabilità di governo.
Credo che possiamo essere tutti d'accordo che su queste basi, il bipolarismo italiano è un pò come tutte le altre cose "all'italiana". Paesi "seri" che sono nati col bipolarismo e che da secoli si reggono con questo andamento alternato, ridono a crepapelle guardando al nostro bipolarismo di facciata (perchè di partiti ne esistono ancora tanti...).
Una volta accettato che il sistema bipolare è fallito e non è "cosa nostra" avere un sistema presidenziale, dovremo concludere che l'unica via d'uscita per l'Italia è il ritorno al vecchio sistema dei partiti, tanto bistrattato, tanto vessato, ma che in fondo, un pò tutti dovremmo rimpiangere guardando obiettivamente all'attuale scenario politico.
Per fare ciò si deve intanto cambiare la legge elettorale, restituendo pieno potere al popolo, eliminando "premi e premietti" che falsano il risultato elettorale, reinserendo le preferenze per ristabilire il rapporto diretto tra elettori ed eletti, e finirla con le coalizioni artefatte!
Ognuno va alle elezioni, prende la sua percentuale e poi ci si mette insieme su un programma di punti condivisi per governare il Paese.
Questo sistema hanno pensato i nostri padri fondatori, questa è vera democrazia, questa è l'essenza di una repubblica democratica parlamentare. Partiti diversi, ideali diversi, persone diverse, ma con una cosa in comune: il bene del Paese!
In tal senso, i fermenti centristi in atto indicano la strada maestra. C'è bisogno di maggiore coesione e condivisione di programmi sui temi chiave. C'è bisogno di una spinta progressista, di un nuovo patto di solidarietà nazionale simile a quello che consentì, alla fine della Guerra, a forze diametralmente opposte di mettersi insieme e rimettere il Paese sui binari e farlo partire speditamente.
Altri tempi? Credo siano gli stessi tempi, considerata la congiuntura negativa dal punto di vista economico e sociale. La speranza è che si trovino le stesse persone di buona volontà e con le stessi qualità etiche e politiche. La vedo difficile...

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