domenica 4 luglio 2010

La manovra di Tremonti uccide i Comuni

Questa manovra finanziaria, necessaria per alcuni aspetti per contenere la spesa pubblica, non va però a tagliare i rami secchi, gli sprechi, bensì toglie ossigeno, quel poco rimasto, ai Comuni.

Ricordo che ad oggi, tranne poche eccezioni, i Comuni non hanno la facoltà di ricorrere ad una propria leva fiscale e quindi per sopravvivere ad un Comune piccolo come il mio o come tanti altri non resterebbero che i tagli.
Ma dove tagliare? Servizi Sociali? Manutenzione e servizi? Scuola e cultura?

Inoltre la mannaia cala anche sui dipendenti poiché nel 2011 non potranno percepire emolumenti più alti di quelli percepiti nel 2010.

Si parla molto di federalismo, di autonomie locali, ma la verità è che ci troviamo di fronte alla politica accentratrice più pesante che abbiamo vissuto in questi ultimi anni. Non sarebbe stato il caso prevedere provvedimenti differenziati a seconda di oggettive differenti realtà?

Mi auguro che il dispositivo venga corretto, che non si operino tagli indiscriminati, soprattutto sui centri montani la cui sopravvivenza viene messa a repentaglio con i tagli alla scuola, alla Provincia che non potrà garantire una buona viabilità, alla Regione che non potrà garantire servizi sanitari adeguati ed ai Comuni stessi che rischiano di non poter garantire i servizi essenziali.

E’ giusto razionalizzare la spesa, ma non possiamo accettare che si faccia “uccidendo” i Comuni e le autonomie locali.
Questa riflessione credo sia perfettamente estendibile a tutti i Comuni dell’Area Grecanica ed oltre, visto che l’Anci ha manifestato a Roma proprio la scorsa settimana contro questa manovra strozza-enti locali.

La strada corretta da seguire è quella del recupero di quella massa di evasione ed elusione fiscale che è il vero grande problema italiano e che danneggia i ceti più deboli della società. Ai Comuni invece va restituito un minimo di leva fiscale locale da concordare sul territorio.

In assenza di tutto ciò il futuro sarà sempre più povero per i più poveri e sarà contraddistinto da meno servizi, meno stato sociale e più abbandono del territorio con le conseguenze devastanti che tutti possono immaginare.

E nel mentre a noi che siamo in trincea tagliano risorse, a Roma si nomina un nuovo ministro le cui competenze sono alquanto discusse e confuse così come la sua vicenda personale.

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