martedì 5 gennaio 2010

Rispediamo il Carbone al mittente, nel giorno della Befana...

“Rispediamo il carbone al mittente”. Questo l’imperativo che associazioni, gruppi, cooperative e singoli cittadini del territorio dell’Area Grecanica hanno ribadito nella riunione tenutasi martedì 5 gennaio a Saline Joniche. Argomento del dibattito le recenti novità legate al progetto della Centrale Termoelettrica da realizzare sull’area dell’ex-Liquichimica che a breve potrebbe ottenere l’Autorizzazione Ambientale Integrata necessaria per procedere.
La riunione ha visto la partecipazione di numerose associazioni, e di alcuni rappresentanti delle istituzioni. L’assessore all’Urbanistica della Regione Calabria on. Michelangelo Tripodi, l’on. Nino De Gaetano, il consigliere provinciale Omar Minniti ed anche rappresentanti di alcuni partiti sono intervenuti nel dibattito introdotto da Federico Curatola, membro del coordinamento delle associazioni, che ha ripercorso le tappe vissute dal coordinamento, dalla sua costituzione, nel luglio del 2008, fino ad oggi, sottolineando l’importanza dell’azione di sensibilizzazione operata sul territorio e tra i cittadini.
“Credo – ha affermato Federico Curatola - che abbiamo reso un buon servizio alla collettività in un momento in cui la scarsa informazione circa il progetto, avrebbe potuto far si che questo passasse senza la minima obiezione. Continueremo ad opporci ed a sollecitare le istituzioni affinchè respingano il progetto che andrebbe ad affossare definitivamente l’area già fortemente appesantita da rifiuti, ipotetiche navi dei veleni e degrado diffuso”.
A coordinare gli interventi ci ha pensato Nuccio Barillà di Legambiente, che affianca l’azione del coordinamento delle associazioni in questa battaglia. “Non possiamo permettere – ha detto Nuccio Barillà – che si perpetri questo ulteriore danno nei riguardi della Calabria e di quest’area. Siamo pronti a scendere in piazza così come abbiamo fatto contro il Ponte sullo Stretto, chiedendo che venga avviato un programma alternativo per il rilancio dell’area di Saline basato sulla valorizzazione delle risorse locali e comunque con pratiche ecocompatibili.
La Provincia di Reggio e la Regione Calabria, attraverso i rappresentanti presenti, hanno ribadito la contrarietà delle istituzioni nei confronti della Centrale sottolineata anche da un accorato messaggio dell’assessore all’Ambiente on. Silvio Greco il quale ha confermato che la Regione punterà i piedi e non sarà facile scalzarla in questo che ormai ha assunto i toni di un vero e proprio conflitto per competenza territoriale con il Governo centrale.
Dagli interventi dei rappresentanti di associazioni e gruppi è emerso il timore che nonostante esistano ancora spazi istituzionali e giuridici per contrastare il progetto, il rischio che si proceda indisturbati alla realizzazione della Centrale è forte ora più di prima.
Le proposte che a fine riunione hanno preso corpo dagli spunti giunti nel corso del dibattito prevedono sinteticamente che a breve si organizzi un incontro con i Sindaci dei Comuni interessati e cioè la fascia da Melito a Reggio Calabria entroterra compreso, per ascoltare le loro posizioni come rappresentanti istituzionali più prossimi alla gente; un incontro con la Regione al fine di capire che tipo di programma alternativo si potrebbe contrapporre e chiedere “tempi certi” per il finanziamento e la realizzazione ed infine una grande manifestazione di piazza, a ridosso dell’anniversario del Protocollo di Kyoto che darebbe rilievo nazionale alla questione.

Ecco il testo del mio intervento:

"Abbiamo organizzato questa riunione informativa con la finalità di sensibilizzare i cittadini portandoli a conoscenza delle novità che sono sopraggiunte circa il progetto della Centrale a Carbone.
E’ giusto prima fare un po’ di storia. Il Coordinamento nato nel luglio del 2008, con l’intenzione di riunire tutte le associazioni, i Circoli, le Cooperative, i gruppi che a vario titolo operano su questo territorio le cui tendenze culturali fossero contrarie all’ipotesi di impiantare qui una Centrale a Carbone. Una contrarietà che per nessuno dei sostenitori è stata meramente ideologica, ma frutto di approfondite riflessioni, analisi e considerazioni.
Quello su cui abbiamo puntato è stato raffrontare gli ipotetici benefici promessi dalla costruzione della centrale con i costi in termini di “danno procurato” che ne conseguiranno sulla salute, sull’agricoltura, sui valori immobiliari, sull’ecosistema marino e sulla qualità della vita in generale. Siamo convinti che il totale dei “costi” supera di gran lunga quelli che ci vengono presentati come benefici ed è questo che ci convince che sia una scelta errata quella di costruire la centrale a carbone a Saline Joniche.
Come era stato per Civitavecchia anche qui nell’Area Grecanica si è cercato di creare un fronte del no esternando appunto le nostre motivazioni che sono quelle della salute e dello sviluppo sostenibile, perché convinti che siano altre le vocazioni di questo territorio e che le sue potenzialità sono inimmaginabili. Ad una sola voce abbiamo chiesto quindi alla politica di ascoltare le nostre istanze e di dare a queste la risonanza che meritano nei consessi a tutti i livelli istituzionali. Credo che abbiamo reso un buon servizio alla collettività in un momento in cui la scarsa informazione circa il progetto, avrebbe potuto far si che questo passasse senza la minima obiezione, non perché valido e trasparente, ma in quanto opaco e poco conosciuto. Abbiamo esultato nel settembre del 2008 quando in Conferenza dei Servizi al Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione Calabria, presenti anche la Provincia di Reggio ed i Comuni, compreso il Comune di Reggio Calabria, bloccò i lavori e quindi l’iter per l’autorizzazione, presentando il Piano Energetico Regionale (approvato nel 2005 dalla Giunta di centro-destra e dal Consiglio) in cui si fa divieto di utilizzare il carbone quale fonte energetica, stabilendo, altresì, che “la Regione Calabria non fornirà alcun intesa, in sede di conferenza dei servizi, per la realizzazione di centrali termoelettriche sul territorio regionale.
Ciò, spiegano dal dipartimento “Ambiente”, perché la Regione Calabria presenta un saldo energetico positivo con un surplus di quasi un terzo dell’energia prodotta rispetto a quella necessaria.
Certo sapevamo tutti che questo stop, per chi era impegnato nel portare avanti il progetto della Centrale a Carbone, era solo un incidente di percorso e che non avrebbe fermato la macchina che si era messa in moto. Ma speravamo che la Regione, utilizzasse questo tempo per fare una contromossa e investire sull’area per mettere in cantiere uno o più progetti di questo corposo documento, redatto dal dirigente del Dipartimento Programmazione, ing. Salvatore Orlando, in cui emerge chiara la visione di un altro futuro per quest’area. Invece il tempo è passato, il progetto è tornato alla ribalta, oggi si presenta con degli “aggiustamenti” che secondo la società proponente superano le obiezioni avanzate e sono compatibili con l’ambiente circostante e siamo di fronte all’imminenza dell’autorizzazione che potrebbe giungere a breve.
Voglio subito sgomberare il campo da facili critiche nei confronti delle istituzioni. Non siamo qua per accusare nessuno, casomai siamo qui per ascoltare. Siamo qui come cittadini di questo territorio che attendono risposte dalle istituzioni, che vogliono sapere quale futuro attende noi e la nostra area.
Ma siamo qui anche per ribadire il nostro incondizionato NO alla Centrale a Carbone. In una Regione ed in un’area che deborda di rifiuti, costellata di centinaia di discariche abusive, con un grosso punto interrogativo sulle cosiddette “Navi dei veleni”, una Regione che pur non avendo industrie di alcun tipo presenta lo stesso tasso di incidenza tumorale delle regioni più industrializzate d’europa ed in cui urgono politiche di bonifica delle territorio e delle acque, pensare di aggiungere allo scenario una Centrale Termoelettica a Carbone, che è responsabile delle maggiori emissioni di agenti inquinanti, distraendo fondi alle reali necessità del territorio, è una scelta totalmente sbagliata".

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