domenica 24 gennaio 2010

Chi ci perde è comunque la Calabria

Uno spettacolo indecoroso è quello offerto dal centro-sinistra calabrese in questa campagna elettorale. Spezzettato, frammentato, indeciso.

Arriva col fiato corto all’appuntamento elettorale di marzo. Troppi veleni, troppe diatribe interne, troppa discordia soprattutto all’interno del PD, un’autentica accozzaglia di personaggi che non hanno “nulla” in comune, che hanno confuso il “governare” la Calabria, col “possedere” la Calabria.

Una legislatura iniziata tragicamente con l’uccisione di Franco Fortugno, il momento più basso per la politica calabrese, in cui forse si sarebbe dovuto sentire il dovere di “chiedere aiuto allo Stato”, dimettendosi, accettando il fatto che la debolezza della classe dirigente e la sua permeabilità alle pesanti infiltrazioni della ‘ndrangheta era un problema che andava risolto con apporti esterni.

Poi arriva la fusione e la nascita del PD. E con lui, nuovi problemi; nuove giunte, uguali alle precedenti, stesse invidie interne, stesso andazzo.

Va detto che di contro il centro-destra è stato immobile, lento nel denunciare le cose che non andavano, aspettando solo che la legislatura volgesse al termine. Ed ora si carica, gonfia il petto e con una guida “apprezzata” come Scopelliti, si appresta a riprendere il timone.

Certo non ha ancora vinto, ma a spianargli la strada ci pensa il centro-sinistra che arriva sfaldato alla tornata primaverile, data l’insanabile faida tra Bova e Loiero, iniziata stranamente quando è giunta l’ufficialità della candidatura di Scopelliti dall’altra parte. Poi le primarie prima invocate, poi negate. La bufala dell’accordo possibile con l’UDC ed ora non è chiaro come si voglia impostare la campagna elettorale, mentre il centro-destra galoppa.

Comunque vada chi ha perso veramente è la Calabria. Comunque vada chi ha vinto è “la casta”.
Sono pronto a scommettere che almeno i 4/5 del Consiglio Regionale saranno riconfermati nella prossima legislatura e continueranno a sedere tra gli scranni di Palazzo Campanella. E continueranno a non decidere, continueranno a fare clientela e a lavorare per sé più che per la Calabria.

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