martedì 13 ottobre 2009

Siamo soli nella lotta...

C'è bisogno di uno scatto d'orgoglio. Questa affermazione l'abbiamo sentita spesso, ogni qual volta la Calabria si è trovata davanti ad un bivio, ad un problema collettivo.

Ma oggi forse la situazione è diversa perché in gioco non c'è lo sviluppo, non c'è il progresso. In gioco c'è la nostra stessa esistenza, la vita di tutti quanti noi, la nostra salute, quella dei nostri figli ed il futuro di questa terra.

Per questo c'è bisogno di quello scatto d'orgoglio troppe volte strozzato, troppe volte sottomesso al torpore ed alla rassegnazione.

Dobbiamo alzarci in piedi e difenderci da un problema che non sembra interessare allo Stato ed ai media nazionali.

Dobbiamo gridare tutta la nostra rabbia per un problema nei confronti del quale lo Stato sta dimostrando un totale menefreghismo. La politica nazionale, di destra e di sinistra senza eccezione alcuna, disconosce o fa finta di disconoscere la grave questione calabrese e si perde in orpelli e scene per nulla edificanti che niente hanno a che vedere con i problemi reali del Paese.

Dobbiamo svegliare Roma e farla guardare verso Sud. Dobbiamo pretendere che si faccia qualcosa e che si faccia subito...troppi sono i nostri fratelli morti, troppi sono quelli che stanno patendo pene e sofferenze indicibili.


L'assordante silenzio di tutta la nazione deve farci riflettere. Siamo soli in questa lotta, nonostante la stragrande maggioranza dei rifiuti che avvelenano il nostro territorio ed i nostri mari non sono stati evidentemente prodotti in Calabria. Tutti voltano le spalle, fanno finta di non vedere, di non sapere nulla di una storia durata quindici anni e che per altri quindici è rimasta inabissata come le numerose navi che circondano i 700 km della nostra costa.

L'Area Grecanica è l'unico territorio, oltre al Tirreno Cosentino, che si sta mobilitando per chiedere aiuto e sollecitare lo Stato in questa "caccia al tesoro". Ma al posto di un forziere pieno di dobloni e smeraldi, in fondo ai nostri mari, c'è probabilmente un coacervo di veleni che causano danni inimmaginabili.

Noi chiediamo che ci venga detta la verità, che vengano scandagliati i fondali e che le certezze spazzino via i troppi dubbi che ci stanno preoccupando.

Ed anche per quanto riguarda l'entroterra. Va attuato un programma serio di individuazione, mappatura e bonifica dei tanti siti che si conoscono.

Basta con le relazioni, lo scaricabarile, i rimpalli di responsabilità. Ai cittadini non interessa chi debba fare cosa. Ai cittadini interessa che ciò che si deve fare venga fatto, senza perdere altro tempo.

Siamo stanchi...e scendiamo in piazza! Per il momento a Melito, poi si vedrà. Se non basteranno la nostra protesta e le delibere dei 12 consigli comunali che si stanno riunendo in contemporanea a far volgere lo sguardo verso questa povera terra di Calabria che chiede pacificamente aiuto, dovremo seguire il consiglio che ha dato l'assessore regionale Silvio Greco a tutti i calabresi: andiamo tutti a Roma, due milioni di persone!

Dove sono i nostri politici? Dove sono i parlamentari eletti, scusate NOMINATI, perché non li abbiamo eletti noi, li hanno scelti i partiti. Dove sono?

Cosa hanno fatto in questo periodo per scuotere la coscienza del Governo?

Dove sono? Ma soprattutto CHI SONO? E quanti sono? Chi li conosce? Dove risiedono? Questi emeriti sconosciuti che una volta avuto il consenso non sono più tornati tra noi...eppure li ricordiamo tutti, passeggiare anche per le vie di Melito, in pompa magna prima delle elezioni. Di destra e di sinistra, ripeto, senza eccezioni!

Non sono al nostro fianco nemmeno oggi...bei rappresentanti che abbiamo a Roma...nelle sedi deputate a far ascoltare la nostra voce.

Da questo corteo oggi facciamo partire un messaggio: vogliamo la verità...e la vogliamo subito!

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