venerdì 30 ottobre 2009

Navi dei veleni: mistero italiano, problema calabrese

La vicenda di Cetraro e delle "navi dei veleni" rischia di diventare l'ennesimo segreto italiano. Una di quelle verità talmente scomode da spingere a non cercarle convincendosi che un'enormità simile non possa essere vera.

Le fotoacustiche realizzate dalla motonave "Oceano", restituiscono lo spettro di una nave che non sembra essere la Cunsky ma piuttosto la Catania, un traghetto passeggeri inabissatosi nel 1917 colpito da un siluro.

Per il governo ha parlato il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo affermando che "il caso è chiuso". Quella nave non è la Cunsky. Ma se è così, allora cosa sono quei fusti fotografati da uno degli oblò del relitto? E perchè non ne viene ripescato qualcuno per esaminarne il contenuto?

E se quel relitto non è la Cunsky, ma una nave passeggeri affondata nel '17 da un u-boot, di cui nessuno sapeva nulla e nessuno ha informato gli inquirenti, come faceva il pentito Fonti a sapere che proprio lì in quel punto, tra Cetraro e Belvedere Marittimo, ci fosse un relitto con carico radioattivo o meno?

Intanto la Oceano fa rotta verso Maratea, la seconda località in cui sembra ci sia una nave dei veleni. Vedremo cosa accadrà. Ma non dimentichiamo però che il terzo punto da "osservare" è Melito di Porto Salvo, perciò stiamo attenti e pronti a manifestare ancora se la Oceano non dovesse venire qui a ricercare la verità sui fondali del nostro mare.

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