domenica 9 agosto 2009

La Città Metropolitana occasione per i centri minori

Armonizzazione territoriale, vantaggi fiscali, opportunità turistiche, spinta verso la “qualità” urbana. La Città Metropolitana rappresenterà tutto questo non solo per Reggio ma anche per i Comuni limitrofi.

Ne sono convinti i relatori intervenuti all’interessante dibattito organizzato dall’Associazione Laurentianum in una tranquilla serata estiva in piazza S.S. Trinità a Marina di San Lorenzo. L’on. Giuseppe Scopelliti, Sindaco di Reggio, il prof. Enrico Costa, presidente del Corso di Laurea in Urbanistica ed il prof. Massimiliano Ferrara, presidente del Corso di Laurea in Scienze Economiche, hanno espresso, davanti ad un’attenta platea composta da amministratori locali, associazioni e cittadini, la loro idea di Città Metropolitana, nuovo traguardo raggiunto dalla città di Reggio, però sotto una nuova prospettiva, guardandola cioè dai centri minori.

Da quell’Area Grecanica che ripone molte aspettative in questa conquista meritata che il capoluogo ha ottenuto e che è sede di un ingente patrimonio di storia, cultura e tradizioni che la collocherebbero in una posizione di assoluto rilievo all’interno del nuovo scenario metropolitano che si prospetta.

Dopo l’introduzione di Beniamino Cordova, presidente dell’associazione Laurentianum, che ringraziando gli ospiti per aver accettato l’invito ad intervenire il 7 agosto per discutere in provincia di un argomento così importante ha sottolineato come l’impegno e la collaborazione sul piano politico debbano diventare il punto di forza per un’area così debole. Dopo i saluti di rito da parte del Sindaco di San Lorenzo, Lillo Sapone, che ha accennato proprio al ruolo che l’Area Grecanica dovrà rivestire all’interno della Città Metropolitana ed alla necessità di una sorta di “rivoluzione culturale” al fine di sfruttare appieno questa grande opportunità, è intervenuto Giuseppe Scopelliti, definendo “storica” la conquista ottenuta dalla sua città, ma richiamando tutti all’impegno affinchè ciò non resti uno slogan: “La Città Metropolitana è una scatola vuota. Tocca a noi riempirla facendo di Reggio il vero “baricentro” del Mediterraneo, sotto l’aspetto culturale, logistico e dei rapporti con la sponda meridionale che si affaccia verso l’Occidente. E’ una sfida affascinante – ha affermato Scopelliti – e dobbiamo farci trovare pronti”.

“L’università – ha detto poi il prof. Enrico Costa – deve contribuire per la sua parte alla costruzione della Città Metropolitana e della “cultura metropolitana”. La scuola di Urbanistica da lui diretta, oltre a dedicare il prossimo triennio allo studio della città metropolitana (cosa che ha già cominciato a fare con le prime tesi sulla portualità metropolitana premiate al Comune di Reggio), sarà un valido supporto per l’individuazione delle strategie e delle linee programmatiche per la pianificazione degli interventi e le opere da realizzare per “trasformare” Reggio da capoluogo di provincia a città Metropolitana prima, ed Area Metropolitana dello Stretto poi in seguito all’auspicabile conurbazione con Messina.

Ma la Città Metropolitana porterà anche dei vantaggi economici ed a parlarne compiutamente è stato il prof. Massimiliano Ferrara il quale ha sottolineato come in piena autonomia, la costruenda Città Metropolitana, potrà dotarsi di un sistema fiscale che stimoli il mercato e le imprese ad investire e di una fiscalità di scopo che servirà alla realizzazione delle infrastrutture materiali ed immateriali necessarie.

La Città Metropolitana sarà inoltre un’occasione di armonizzazione territoriale poiché spingerà ogni singolo territorio verso una specializzazione ed è in questo che tutti gli ospiti sono stati concordi nell’affermare che l’Area Grecanica si giocherà la partita più importante. Dalla sua capacità di promuovere le proprie bellezze naturali, i propri prodotti e la propria cultura, passa il suo futuro.

Dipende tutto dalla sinergia che si creerà tra il centro e la periferia, tra gli amministratori, che devono condividere gli obiettivi e le strategie e che sono chiamati dunque ad una forte collaborazione politica e ad attuare nei territori una vera e propria “rivoluzione culturale” .

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