lunedì 10 agosto 2009

Il PD continua a deludere le mie aspettative

In tempi non sospetti affermai (calabria ora del 02.02.2009) che "il PD è un partito che non ha coscienza di sé".

Le polemiche reggine di questi giorni che si vanno ad aggiungere alla pochezza politica che a livello nazionale il partito sta dimostrando, incapace di fare opposizione e di darsi una linea ed una classe dirigente, tanto da spingere Grillo a cercare di candidarsi alla sua guida, confermano quello che avevo detto in precendenza.

Sono stato sempre molto critico nei confronti delle persone e delle anime che compongono il Partito perchè ritengo che nessuno avrebbe voluto che il PD nascesse. L'intuizione di Veltroni, uno dei pochi sognatori rimasti in questo Paese, sbarellato in tutta fretta dai "volponi", è stata tradita sul nascere.

Troppo bella la sua idea di un partito RIFORMISTA vicino alla gente, di un partito aperto all'associazionismo, al volontariato, alla cultura. Troppo diversa invece l'impostazione che gli apparati di DS e Margherita hanno dato al nascente contenitore. Orticelli da salvaguardare, ingresso consentito solo agli addetti ai lavori, stesse stanche e stancanti facce da prima e seconda repubblica. Insomma un gigante coi piedi d'argilla, che ha cominciato a vacillare, ovviamente, già dai primi passi.

Mi sono avvicinato, proveniente da una non esaltante esperienza con la Margherita, sposando pienamente la veltroniana idea di costruire qualcosa di innovativo che cambiasse la cultura politica in Italia.

Ma da tempo mi sono reso conto che prima di lottare per i miei ideali, devo lottare coi miei amici di partito. Alle riunioni poca cordialità, lettere aperte sui giornali, divisioni interne che sanno di insanabili lacerazioni, più che di normale dialettica politica e precongressuale.

Ecco i motivi della "distanza" che attualmente mi caratterizza dal Partito Democratico, del quale condivido idea di fondo e ideali laici, progressisti, riformisti ed ambientalisti, ma del quale disprezzo la classe dirigente.

Sono convinto che si può essere incisivi sul territorio anche senza una tessera in tasca, anche se indipendenti. Avendo la libertà di esprimere le mie opinioni senza rischiare di essere tacciato o richiamato dal "colonnello" di turno eletto come tutti sappiamo. Ma soprattutto guadagno la possibilità di impegnarmi sul territorio parlando delle cose reali, che interessano alla gente e dare una speranza a questa terra ed ai suoi cittadini.

Una famosa pubblicità di una carta di credito lancia un messaggio. Non tutto si può comprare, nonostante tu abbia una scheda in tasca (che guarda caso ha le stesse dimensioni della tessera di partito).

2 commenti:

Mario Alberti ha detto...

spostati verso il rosso e costruamo qualcosa di sinistra, ma veramente!

Iris ha detto...

"Non tutto si può comprare" uno slogan per fondare un nuovo partito ,quello dei superstiti allo scempio di questi ultimi anni sul piano politico e culturale , quello dei pochi sognatori che ancora sperano in un mondo migliore.

Buona fortuna!
Sei sulla buona strada
Il problema è che la "buona strada" è poco frequentata.
In qualche angolo potrai rinconrtrare tuo padre e di sicuro troverari anche me e le persono che ci vivono accanto e condividono le nostre idee.

Vorrei invece sperare, insieme a te ,che fossimo in tanti

Ciao