lunedì 13 luglio 2009

Ora che abbiamo i dati, che vogliamo fare?

Il convegno di venerdì è stato molto partecipato e la cosa naturalmente non può che fare piacere.

I dati esposti dai relatori, sebbene confortanti e sufficientemente poggiati su una matrice scientifica, hanno lasciato però parecchi dubbi soprattutto circa le azioni più significative da intraprendere per "ridurre" i fattori di rischio per la salute di cui è stata dimostrata l'esistenza.

I campi elettromagnetici sono nella norma? Bene, ma dovremmo cercare di diminuirne l'intensità e la concentrazione sul centro abitato.

Non ci sono scarichi in mare? Cerchiamo allora di capire cosa c'è in fondo al mare...

Le polveri sottili da traffico sono elevate? Vediamo allora di investire sulla mobilità urbana sostenibile o sulla pedonalizzazione del centro abitato.

E poi le fiumare sono un sepolcro di rifiuti? Vediamo come ricercare e bonificare le aree utilizzate come discariche in passato.

Insomma se il "RAPPORTO SULLO STATO DELL'AMBIENTE" presentato venerdì è un punto di partenza, è nostro dovere chiedere che si mettano in atto azioni concrete non solo di monitoraggio, bensì di miglioramento dello "STATO DELL'AMBIENTE".

COME VOGLIAMO MUOVERCI?

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