sabato 4 luglio 2009

E ora si levi un urlo di rabbia da questo povero territorio!

Quella del nostro amico Luciano Procopio, come ho detto, è una morte che parla.

25 anni, simpatico, estroverso, con uno straordinario amore per la vita ed un coraggio da leone che gli ha fatto affrontare con forza la malattia che alla fine lo ha vinto. Una morte che parla, che segue tante altre morti che parlano…

Ma se fino ad oggi, ci siamo fermati solo ad addolorarci per la perdita di un parente, di un amico, ed a dedicargli una preghiera, un pensiero…ora dobbiamo sfondare il muro di gomma del silenzio per “ascoltare” queste morti che parlano…ed interpretare il loro messaggio.

Se ne va così, portando con sé una grande testimonianza d’affetto e lasciandoci un enorme punto interrogativo: cosa ci sta uccidendo?
Cosa sta provocando un aumento allarmante di casi di leucemie e tumori maligni nel nostro comprensorio?

E’ soprattutto la fascia costiera ad essere colpita. Lazzaro, Saline, Melito, Condofuri, Bova Marina. Forse perché è qui che si concentrano maggiormente i cosiddetti “fattori di rischio”, quelli cioè la cui presenza aumenta la probabilità per una persona di sviluppare una malattia.

I campi elettromagnetici generati dalle antenne per la telefonia mobile, che nell’ultimo decennio si sono moltiplicate e risultano molto vicine, se non addirittura in mezzo ai centri abitati; la presenza di numerosi manufatti in cemento-amianto; la presenza, stando a quanto riportato nelle cronache giudiziarie, di rifiuti tossici sepolti in fondo al mare o nei greti dei torrenti e che dunque contaminano le falde acquifere.

La prevenzione in questi casi, consiste proprio nella riduzione dell'esposizione individuale ai fattori endogeni o esogeni che sono considerati o che si suppone essere cancerogeni. Ma prima ancora bisogna individuarli questi fattori, accertarsi che ci siano, avere dati, analisi, numeri reali da esporre alla popolazione…insomma informare i cittadini.

Una cittadinanza consapevole è una cittadinanza libera. Ma per essere consapevole, la cittadinanza, dev’essere anche attiva. Perciò l’auspicio è che nei prossimi giorni venga accolto l’appello lanciato in rete attraverso questo ed altri blog ed attraverso Facebook, al fine di attivare iniziative popolari partecipate e smuovere le coscienze urlando in pubblico la nostra rabbia e chiedendo a chi di competenza di monitorare accuratamente il territorio e ridurre la pressione dei fattori di rischio per la salute.

Lo dobbiamo a Luciano, alle tante persone che si sono spente, nel silenzio generale, alle tante che stanno soffrendo e lottando ed alle loro famiglie che esorto, in quanto testimoni di questo dramma, ad essere in prima fila in questa sfida per la nostra salute.

Suggerimenti sulle iniziative da intraprendere sono ben accetti, contattatemi agli indirizzi:
f.curatola@gmail.com; federico.curatola@unirc.it

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