giovedì 26 marzo 2009

Reggio Città Metropolitana. Dai proclami ai fatti il percorso è lungo

FOCUS SULLE INFRASTRUTTURE, SULLA QUALITA’ URBANA E SUI RAPPORTI CON LA DIRIMPETTAIA MESSINA, FONDAMENTO DELLA FUTURA “CITTA' DELLO STRETTO”
di Federico Curatola*
1- LE INFRASTRUTTURE

A parte la polemica puramente strumentale e tutta interna alla maggioranza, l’istituzione di “Reggio Città Metropolitana” va vista come una straordinaria occasione, se opportunamente sfruttata, per far progredire la città ed il suo hinterland, da Gioia Tauro a Melito di Porto Salvo.

Quando il Ministro dell’Interno Maroni afferma che “il criterio perché una città si trasformi in città metropolitana sono le dimensioni e l'area che sta attorno” lui non lo sa, probabilmente, ma cercando di contrastarla, avvalora ancor di più la proposta di inserimento di Reggio tra le “Città Metropolitane”, poiché se si considera la posizione geografica baricentrica nel sistema Mediterraneo, il “potenziale” ruolo che può giocare economicamente e commercialmente, non si può che definire come scelta saggia e lungimirante questa fortunata intuizione.

Ma, augurandoci che il passaggio istituzionale abbia buon esito, si dovrà riflettere su come sfruttare al meglio questa occasione che viene data alla città di Reggio ed ai territori vicini. Tante sono le domande a cui si dovrà dare risposte efficaci prima di elevare “realmente” al rango di Città Metropolitana la nostra città. In primo luogo si dovrà investire sulle infrastrutture.

La Freccia Rossa, l’ultimo nato di casa Trenitalia, che è in grado di collegare Milano a Roma in 3 ore e 30’, e termina la sua corsa a Salerno (un po’ come dire…Cristo continua a fermarsi ad Eboli), quando arriverà a Reggio Calabria e quindi in riva allo Stretto?

L’autostrada, che per scelte progettuali discutibili fatte nel passato risulta oggi assai difficile da ammodernare, quando sarà terminata?

L’aeroporto dello Stretto, che potremmo definire “aeroporto stretto”, probabilmente l’unico che non ha aperto alle compagnie low-cost o in cui probabilmente queste compagnie non credono, dovrebbe rivestire un ruolo di primo piano nel sistema dei trasporti di una città e di una provincia così periferica e garantire collegamenti frequenti con i principali aeroporti del Paese e d’Europa. Invece langue con soli tre collegamenti quotidiani con Roma, due con Milano Linate, e quattro a settimana per Bergamo e Malta.

Se andiamo verso l’Area Metropolitana dello Stretto, come pensiamo di attrarre l’utenza messinese contrapponendo all’aeroporto di Catania, collegato “h 24” con Messina e con voli da e verso le destinazioni più disparate, il laconico “Tito Minniti” che ti porta solo a Roma o Milano e in orari nemmeno tanto convenienti per chi viene da fuori Reggio? E’ di questi giorni la notizia che da più parti è stata chiesta l’apertura “h 24” dello scalo. Questa è una cosa positiva, poiché potrebbe aprire alla concorrenza e sollecitare le compagnie low-cost ad investire su Reggio. Ma non può fermarsi a questo il rilancio dell’aeroporto di Reggio.

Infine le vie del mare. Ovviamente il porto di Reggio non può ambire, per le sue dimensioni, a diventare porto di livello “mediterraneo”, in grado di ospitare navi da crociera o grandi mercantili, ma non importa. E’ più che sufficiente a garantire la possibilità di collegare Reggio ai porti vicini ed ai luoghi di particolare interesse (Messina, Catania, le Eolie, ecc…)

Ma le vie del mare si potrebbero utilizzare in chiave locale, cioè per gli spostamenti interni alla città e tra le due coste di riferimento. **Collegare tutti i porti dell’istituenda Città Metropolitana di Reggio (tutti i porti ed i pontili già esistenti) ed utilizzarli come “stazioni” di un’ipotetica metropolitana del mare, potrebbe rappresentare una valida alternativa al collegamento stradale (S.S.106 e A3) e ferroviario oltre ad essere uno stimolo alla rivitalizzazione di aree portuali che attualmente versano in stato di degrado o sono, come Saline Joniche, lasciti di un’utopia industriale fallita sul nascere e che come “imbarcaderi” tornerebbero a rivestire una certa importanza.

Questa prima parte di analisi, incentrata sullo stato delle infrastrutture e sulla mobilità, vuol essere d'aiuto alla comprensione che "Città Metropolitana" non lo si diventa solo grazie all'approvazione di un emendamento. Lungo è il cammino che Reggio vede dinanzi a sè e ci si deve impegnare a zittire chi non ha digerito l'inserimento di Reggio tra le grandi città, operando non solo attraverso proclami, spot pubblicitari o altro. Fatto l'emendamento, bisogna fare la "CITTA'" vera e propria!

* Dottorando in Architettura/Pianificazione Territoriale - Univ. MEDITERRANEA di Reggio Cal.
**studio del dott. Beniamino Cordova

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