martedì 10 marzo 2009

Area Metropolitana. Se n'è discusso a Melito di Porto Salvo.

Tre consiglieri regionali, Gianni Nucera, Sandro Nicolò e Demetrio Battaglia, l'assessore al Comune di Reggio Candeloro Imbalzano, i sindaci dell'Area Grecanica ed una folta rappresentanza di cittadini hanno discusso dell'Area Metropolitana di Reggio Calabria, la cui costituzione sembra imminente all'interno del DDL sul federalismo fiscale.

Ma hanno discusso anche del ruolo che l'Area Grecanica possa svolgere all'interno dell'istituenda area metropolitana.

Dopo l'introduzione del Sindaco di Melito nella sua qualità di Presidente dell'Associazione dei Sindaci dell'Area Grecanica, che ha sottolineato l'importanza di "non perdere il treno dell'Area Metropolitana", sono intervenuti dapprima il Sindaco di Bagaladi, Angelo Curatola, rimarcando come "già nel 2002 a Bagaladi, con l'allora Presidente della Provincia Pietro Fuda, si era avviato il dibattito circa la collocazione dell'Area Grecanica nella futura Area Metropolitana dello Stretto piuttosto che nell'ipotetica Provincia della Locride", e poi alcuni interventi interessanti dal pubblico tra cui quello di Carmelo Nucera rappresentante di Confocommercio, i tre consiglieri regionali hanno ribadito la necessità di istituire l'Area Metropolitana oltre all'opportunità di farlo, al fine di superare gli atavici ritardi infrastrutturali che quest'area si porta appresso. Nucera segnatamente ha ricordato che il Consiglio Regionale si è espresso unanimemente a favore dell'istituzione dell'Area Metropolitana già nel 2006.

Le conclusioni sono state affidate a Candeloro Imbalzano, assessore comunale all'area metropolitana, che ha ribadito l'impegno del Comune di Reggio sia per l'istituzione del primo passaggio, l'area metropolitana di Reggio Calabria, sia per confrontarsi con Messina al fine di puntare alla realizzazione della "Città Metropolitana dello Stretto".

Di seguito riporto il mio intervento.


"Intanto ringrazio l’Associazione dei Sindaci dell’Area Grecanica per aver organizzato questo momento importante di confronto su una tematica tanto strategica quanto attuale.

E ringrazio i rappresentanti istituzionali dai quali continuiamo a raccogliere il contributo, il consenso e la disponibilità, a ragionare serenamente su questa che è ritenuta da tutte le componenti politiche e culturali dello scenario regionale, un’occasione di sviluppo da non perdere assolutamente.


In questo senso, va ricordato anche l’esplicito indirizzo dato anche dalla presenza del Presidente della Repubblica on. Giorgio Napolitano all’inaugurazione dell’Anno Accademico all’Università di Reggio nel mese di gennaio, il cui tema appunto era il Mezzogiorno Euromediterraneo – idee per lo sviluppo.


L’Area dello Stretto costituisce uno dei più importanti sistemi territoriali di tutto il Mediterraneo, con un potenziale in continua ascesa, grazie ad una rinnovata centralità dovuta alle nuove dinamiche relazionali che si stanno attivando tra riva nord e riva sud (con lo sbocco sul Nord Africa) ed alla straordinaria capacità attrattiva del porto di Gioia Tauro, ormai vicino alla saturazione, ma che, messo in rete con i porti di Messina, Milazzo, Saline Joniche, Reggio Calabria e Villa S. Giovanni, potrebbe dar vita ad un sistema integrato delle vie del mare.


Ritengo che oltre ai passaggi istituzionali che sono un obbligo, come la discussione in sede parlamentare dell’emendamento al DDL 2105 sul federalismo fiscale e quindi sul famoso art. 22 che concerne la istituzione delle Aree Metropolitane, il dibattito debba interessare i territori, le amministrazioni locali, i gruppi associativi, i cittadini.


La materia, per la sua complessità, dovrà essere certamente affrontata, in modo più approfondito ed entrando nel merito progettuale-strategico, da urbanisti, economisti, sociologi e geografi. Tutti questi saperi, presenti all’interno dell’Università di Reggio Calabria, costituiscono la nostra comunità scientifica di riferimento e vanno ascoltati poiché hanno fatto scuola in Italia nel campo dell’urbanistica e della pianificazione territoriale ed ambientale.


Per l’Area Grecanica, ritengo si tratti di un’occasione di sviluppo se possibile ancora maggiore, poiché diverrebbe parte integrante di un sistema territoriale vasto in cui le specificità di quest’area (storiche, paesaggistiche e culturali) verrebbero indubbiamente valorizzate.

Pensate a come sarà l’Area Metropolitana con un nucleo centrale formato dal triangolo Reggio-Villa-Messina, l’aeroporto su una sponda, il grande porto sull’altra e collegamenti rapidi e frequenti tra le due sponde e tra i vari porti presenti nel raggio di 100 km (Gioia Tauro, Palmi, Bagnara, Scilla, Villa, Reggio, Saline, Bova Marina sulla costa reggina, Capo D’Orlando, Milazzo, Messina, Tremestieri e Giardini Naxos-Taormina su quella sicula).

L’intero sistema, così concepito, può competere nel mercato globale, dando vita a servizi di sostegno alle attività produttive, a pacchetti turistici, ad avvenimenti culturali sinergici, tramite un disegno comune di programmazione che definisca obiettivi e strategie, nonché priorità e tempi di realizzazione. E tanto più il governo integrato dell’area sarà illuminato, migliori saranno i risultati con tutti gli indicatori di sviluppo col segno positivo.

Con la messa in rete dell’intero territorio e la valorizzazione dei punti di eccellenza nei vari settori (culturali, commerciali, infrastrutturali, archeologici, paesaggistici) possiamo affermare dunque che la nostra Area giocherà certamente un ruolo chiave all’interno del sistema integrato dello Stretto.


Un’area che qualcuno vorrebbe vedere morire sotto i fumi di una Centrale a Carbone, e che invece dobbiamo sforzarci tutti di far diventare l’area “ricercata”, la porzione di Area Metropolitana destinata al turismo rurale ed escursionistico, il polmone verde dell’Area Metropolitana dello Stretto in cui venire a rigenerarsi ed a ritrovare il contatto con la natura e con le tradizioni locali".

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