mercoledì 14 gennaio 2009

La "fiducia" sl decreto anticrisi fa infuriare Fini

Ci ha provato Elio Vito, Ministro per i Rapporti con il Parlamento, a prendere in giro tutta la Camera ed il Presidente Fini, mentre annunciava che il Governo avrebbe posto la fiducia sul testo del "Decreto Anticrisi".

Prima di porla, Vito ha lodato "l'ottimo e lungo lavoro svolto in commissione" sul testo, protrattosi più dei 15 giorni previsti dal regolamento.

Ma una frase fa scattare Fini: "Confermiamo la decisione di apporre la fiducia nel testo della commissione riconfermando la centralità del Parlamento".

E' qui che il presidente della Camera reagisce. "Negli anni - scandisce in aula - ho ascoltato molteplici ragioni per giustificare la fiducia, ma è la prima volta che sento che essa venga posta in onore del lavoro della commissione e, così, in omaggio alla centralità del Parlamento. Al rappresentante del governo - dice ancora Fini - ricordo che il procedimento legislativo a Costituzione vigente prevede l'esame dei testi in commissione e in Aula. E' un diritto per il governo porre la fiducia, ma è doveroso esprimere valutazioni di tipo squisitamente politico. L'omaggio al Parlamento si fa se si consente alle commissioni di lavorare e ai singoli parlamentari di esprimersi in Aula. Il rispetto della centralità del Parlamento e della sua funzione nel procedimento legislativo - conclude - non si limita all'omaggio del lavoro fatto in commissione ed impedendo ai deputati di pronunciarsi in Aula su un testo".

Nella vicenda va sottolienato l'altissimo senso delle Istituzioni del Presidente della Camera Gianfranco Fini.
Abbiamo inoltre un'ulteriore conferma del fatto che il Governo ed il Premier vedano il Parlamento come una perdita di tempo, un fastidio. Infatti, perchè dare la possibilità ai deputati di "discutere" gli atti? Non è tollerabile per il Governo che un testo venga discusso..."deve"passare com'è, quindi mettiamo la fiducia".

Possa passare presto...

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