lunedì 1 dicembre 2008

Opere di difesa totalmente inadeguate!

L'avevamo detto...
E’ bastato un ruggito del mare per disperdere buona parte dei massi posti a difesa del litorale nel melitese.

Nella notte tra venerdì e sabato, un mare peraltro non eccessivamente burrascoso, ha spazzato via circa 150 metri del pennello realizzato con i massi di fronte al rione Marina ed ha minacciato il Lungomare, costringendo il Comune ad impedire il transito ai veicoli.

Lo scenario che si è presentato agli occhi dei melitesi ieri mattina ha confermato la tesi di quanti affermavano che l’opera che si stava realizzando non sarebbe stata in grado di assolvere al proprio compito. Nemmeno uno degli abitanti del rione Marina ha mai avuto dubbi di sorta sulla assoluta inadeguatezza dell’intervento che Provincia e Rete Ferroviaria Italiana avevano appaltato. E non facevano mistero di questa loro convinzione.

Infatti avevano partecipato in massa alla seduta di Consiglio Comunale del 23 ottobre 2007, durante la quale l’ingegnere Viviano, progettista dell’opera invitato dall’Amministrazione Comunale a chiarire gli aspetti pratici del progetto, ha preso posto sullo scranno più alto dell’aula ed ha parlato del progetto in generale, sottolineando che non si trattava di opere portuali, ma opere di difesa e ripascimento. Il progettista aveva affermato allora che, “vista la necessità e le richieste dell’Amministrazione Comunale, e visto che la fattibilità lo consentiva, si è provveduto a realizzare una baia artificiale che serva da ricovero per le imbarcazioni”.

Aveva detto che il progetto di ripascimento della costa era mirato a migliorare lo “stato” della nostra costa, a difendere il rilevato ferroviario ed a consentire la ricostituzione naturale della spiaggia erosa.

Aveva garantito che il rilevato ferroviario sarebbe stato protetto. Evidentemente non è stato così, dal momento che il muro in parte è crollato e nella sua interezza è compromesso. Inoltre, nella zona che va dalla Caserma della Guardia di Finanza al Santuario di Porto Salvo, il mare si è pericolosamente avvicinato alla ferrovia ed al Lungomare, tanto da costringere, per la prima volta nella storia di Melito di Porto Salvo, ad interdire al traffico veicolare il Lungomare dei Mille.

Aveva detto infine che il progetto deve essere valutato solo dopo la sua completa realizzazione.

Ebbene il momento sembra giunto. Ma rimane il fatto che allo stato di avanzamento dei lavori, ha sempre corrisposto un arretramento della linea di costa. Ed è facile credere che le forti correnti che caratterizzano il nostro mare non consentiranno una naturale ricostituzione della spiaggia. Si è creato uno scompenso tale da far ingoiare al mare anche quelle parti di spiaggia che mai sarebbero state cancellate dalla sola azione della natura.

Chissà se oggi sarebbe disposto a ripetere quanto affermò all’epoca. E’ quello che vorrebbero sapere i residenti della Marina, i pescatori, costretti nottetempo a salvare le loro imbarcazioni, lo strumento che consente loro di guadagnarsi da vivere, dalla furia del mare e dalla dispersione dei massi.

1 commenti:

liberareggio ha detto...

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