sabato 20 dicembre 2008

Celebrato il 60° della Costituzione

La Costituzione è la carta dei diritti e dei doveri, della libertà e della dignità degli italiani. Il suo testo, così come il testo certamente più poetico dell’Inno di Mameli, racchiude in sé termini ed espressioni che fanno tremar le vene e i polsi. Leggerla, specialmente oggi che abbiamo la fortuna di avere una copia dell’originale pubblicata in edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre del ’47, ci fa sentire al sicuro. I Principi fondamentali in essa contenuti sono vissuti come sentimento unitario da tutto il popolo italiano.

Essa è il frutto di una grande intesa e di virtuoso amalgama tra le diverse componenti che rappresentavano, all'interno dell'Assemblea Costituente, tradizioni politiche e culturali diverse tra loro. E’ un documento che contiene i sogni di un popolo che usciva da una prima metà del secolo dilaniata da guerre e totalitarismi, per questo ha la sua genesi anche in quella fase storica importantissima che conosciamo con il nome di Resistenza. Se la Costituzione infatti è un albero rigoglioso la Resistenza rappresenta la sua salda e più profonda radice.

Ognuno di noi deve considerare i contenuti della Costituzione come un obiettivo permanente nello svolgimento del proprio ruolo nella società. I diritti civili, l'istruzione, la sicurezza sul lavoro sono temi imprescindibili e su cui si devono operare cambiamenti importanti. Oggi l'Italia soffre di un blocco sociale innegabile; la Scuola, l’Università, in generale il mondo della formazione, deve favorire un maggior dinamismo sociale e professionale. E questo è scritto a chiare lettere su quel documento di cui celebriamo l’anniversario ed i cui principi fondamentali sono ancora validi. Si tratta di un testo chiaro, moderno, che va direttamente al cuore dei problemi, con un linguaggio ancora comprensibile e scorrevole 60 anni dopo.
Anzi, in molti casi è lecito sollevare dubbi sulla reale applicazione dei dettami della nostra Legge Fondamentale. E una volta accettata la sua attualità, si dovrà convenire che non è necessario apportarne modifiche, per quanto marginali possano essere poiché modificare la Costituzionale, a larga o stretta maggioranza, pur se tecnicamente possibile e giuridicamente legittimo, rischia di far sentire quelle modifiche e quindi la Costituzione stessa uno strumento di parte, mentre essa deve rimanere una ‘casa comune’ in cui tutti ci riconosciamo e grazie alla quale, possiamo chiamarci italiani. L’impegno che tutti noi come cittadini e la politica come governo si deve assumere è il raggiungimento della sua più ampia applicazione, della vera attuazione dell’istituto dei diritti e dei doveri.

Noi abbiamo fortemente voluto ricordarne l’Anniversario, il 60°, ed abbiamo inteso favorire la partecipazione attiva di tutte le scuole melitesi, che ringrazio a nome del Circolo Culturale Nuovi Orizzonti e dell’Associazione Pro.Me.Teo., perché siamo convinti che sia attuale il pensiero di Don Luigi Sturzo che nel 1957 ebbe a dire: “La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti, verrà a mancare il terreno compatto sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni ed ancorate le nostre libertà”.

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