martedì 8 luglio 2008

Verso una nuova cultura Euro-Mediterranea

Sembra che il G8 di Hokkaido verrà ricordato positivamente, come ulteriore passo in avanti verso il lento ma, alla fine, raggiungibile Sviluppo Sostenibile del Pianeta.

Due i punti salienti, nei primi due giorni:
1) Barroso propone come UE la creazione di un Fondo per l'agricoltura dei Paesi in via di sviluppo
2) Vi è un impegno dei Big 8 di attuare una riduzione del 50% delle emissioni nocive entro il 2050

A queste due importanti notizie si affianca, però, (almeno fino ad oggi) il passaggio in secondo piano della situazione del Continente Africano. A giorni vi è l'incontro tra Zapatero, Sarkozy e Berlusconi per l'avvio dei lavori dell'Unione Mediterranea: argomento centrale, fortemente collegato a quello dello sviluppo (energetico) sostenibile, e che diventerà sempre più (mi auguro) centrale nei dibattiti sul futuro delle politiche europee, e non solo. Dopo l'avvenuto Start Up delle economie dei Paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), il continente africano rimane l'unico assente nella scena di un mondo globalizzato.

Vi è ora la possibilità e la necessità di puntare sull'AFRICA attraverso politiche di sviluppo sostenibile, che coniughino sviluppo culturale, politico ed economico, attraverso la leva centrale dell' ENERGIA PULITA (come indicato da UM, appunto).

E' importante, per arrivare a questo, che in Europa e in Italia si inizi a diffondere una nuova cultura Euro - Mediterranea.

Ne parlavo poc'anzi con amici: ma è mai possibile che l'Europa, dopo essersene allontanata, non senta una attrazione naturale per il vicino mondo mediterraneo?

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