giovedì 10 luglio 2008

Il Governo Berlusconi malmena ancora la Calabria

La Calabria pagherà con un taglio immediato di 2 miliardi e 126 milioni di euro la volontà del Governo di prendersi una quota delle risorse FAS, attraverso la manovra economica triennale già all’attenzione del Parlamento.
Il vicepresiedente della Calabria, Domenico Cersosimo, partecipando a Roma alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, ha illustrato una tabella con il riparto della ricaduta finanziaria della manovra del Governo, suddivisa per le diverse aree del paese.
“Come potete capire da questi dati –ha sottolineato Cersosimo, rivolgendosi ai presidenti delle Regioni- non c’è possibilità di compromesso con il Governo per gli obiettivi che esso vuole perseguire con l’urgenza del decreto legge. L’illegittimo riaccentramento dei finanziamenti europei fa decadere il principio-guida della politica di coesione sociale voluta da Bruxelles per lo sviluppo dei territori svantaggiati. Perciò, ogni proposta di correzione diventa come la scoperta dell’acqua calda. L’alluvione, invece, ci arriverà addosso e travolgerà l’intera finanza regionale. L’unica cosa da fare è chiedere la soppressione integrale dei due articoli che riguardano i fondi per le aree sottoutilizzate e per i PON dei progetti speciali e riserve premiali”.
La Conferenza dei presidenti delle Regioni ha preso atto dell’analisi del vice-presidente Cersosimo e delle norme che incideranno negativamente sui bilanci regionali, come per i tagli alla sanità e ai programmi per la casa, approvando all’unanimità una durissima posizione contro la manovra economico-finanziaria del Governo. Alcune Regioni, come la Sicilia, hanno anche minacciato il ricorso alla Corte Costituzionale.
“Stiamo assistendo al paradosso di avere un Governo ipercentralista nei fatti e federalista a parole. Quale riforma istituzionale in senso federale potrà mai nascere da uno scippo complessivo di 23 miliardi, pari al 61 per cento delle risorse europee destinate alle Regioni meridionali? E’ certo –ha detto Cersosimo- che la Calabria non avrà niente da guadagnare da qualunque proposta di federalismo fiscale di questo Governo, che prima ci ha salassato con il decreto Ici per circa 600 milioni di euro destinati alle nostre infrastrutture ed adesso ci mette nella condizione di dover bloccare l’intera finanza regionale. Saranno colpiti, tanto per esemplificare, i seguenti settori: istruzione, ricerca, risorse umane, ambiente, sicurezza, mobilità e trasporti, sanità, edilizia sociale ecc..”.
“Non dobbiamo dimenticare che in Calabria, alla perdita di oltre 2 miliardi di euro per questa manovra, sarà da associare l’impossibilità di coofinanziare le misure con la quota regionale. Avverrà, così, la paralisi pressoché totale della programmazione comunitaria. Siamo già arrivati alla rottura dei rapporti istituzionali con l’intero sistema delle Autonomie locali e regionali –ha concluso Cersosimo- e questo non lo diciamo noi calabresi o le amministrazioni di centrosinistra, ma anche quelle del nord e di centrodestra. In queste ore parliamo tutti le stesso linguaggio, perché abbiamo le stesse preoccupazioni per i nostri cittadini, dalle Alpi alla Sicilia”.

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