martedì 1 luglio 2008

Comunità Montane: ordine dal caos

Riordinare le Comunità Montane? Giusto.
Ma se Gian Antonio Stella avesse aperto il suo libro parlando delle Province, cosa sarebbe successo? Sarebbero state soppresse un paio di Province in modo da dare una risposta agli sprechi ed allo sperpero di denaro pubblico?

Cavia di un sistema sbagliato, le Comunità Montane balzano agli onori della cronaca politica dopo trentotto anni di inviolato silenzio.

Istituite nel 1971 con lo scopo di “arginare il calo demografico”, scontano oggi, agli occhi degli italiani tre handicap. Il primo è di aver fallito l’obiettivo originario: la ripopolazione della montagna non c’è stata, anzi, l'emorragia è continuata e cresciuta in alcune zone (come la nostra). Secondo problema: dovevano farne parte i Comuni montani e parzialmente montani (non quelli addirittura costieri) e invece abbiamo visto Sedi di Comunità Montana sul mare (Melito, Reggio, Bovalino…per non allontanarci molto) Terzo problema: i consiglieri e gli assessori sono un esercito, circa 13 mila, ma politicamente disomogenei, più all’ombra di campanili e liste civiche che dei partiti maggiori. Ragion per cui ecco che nessuno o pochi le difendono. E come si potrebbero difendere dei carrozzoni diseconomici ed improduttivi?

Anni e anni di totale disinteresse della politica che conta verso questo Ente, la Comunità Montana, che, approfittando del fatto che nessuno parlava di loro, continuava ad elargire prebende, emolumenti anche riguardevoli, consulenze, ecc...
Per fare cosa??? NULLA!

Ecco allora che, pensandoci bene, una scrollatina serviva...quantomeno per fare chiarezza e riordinare questa seppur piccola parte del farraginoso sistemone politico italiano.

Ma non basta aver cancellato con un colpo di spugna alcune Comunità Montane "deviate" pensando di aver risolto il problema.

O si danno deleghe e funzioni "reali" e "piene" (anche economicamente) alle Comunità Montane, oppure sarebbe stato meglio sopprimerle completamente.

Per quanto riguarda i "parametri" stabiliti, va detto che su scala nazionale, le lamentele dei Comuni esclusi, sono state rarissime. Vuoi perchè sono stati coscienti di non avere i requisiti minimi, vuoi perchè, probabilmente, qualche Comune aveva più oneri che onori nel far parte di una Comunità Montana.

A livello locale, la geografia dei Comuni dell'Area Grecanica, suggerirebbe una soluzione alternativa, magari estendendo i confini a quelle aree interne, montane, dei Comuni che sono rimasti esclusi dalla legge.

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