mercoledì 18 giugno 2008

...e ci SEI...adesso tu...

Il titolo della famosa canzone di Eros Ramazzotti ingloba una parola di tre lettere che in questi giorni sta risuonando e tanto nella nostra area.

S.E.I. (che garbatamente è stato scelto come acronimo di Saline Energie Ioniche...), è il nome della Società Svizzera che ha depositato la documentazione finalizzata a far ottenere le autorizzazioni necessarie a realizzare la famosa "centrale a carbone".

La Valutazione di Impatto Ambientale, di cui come Nostradamus posso benissimo prevedere il risultato, ci divide dal momento in cui verrà posta la prima pietra per la Centrale a Carbone.

Siamo stati sconfitti. Ci hanno battuto perchè forse la nostra contrapposizione non è stata "da prima pagina".

Ci hanno battuto perchè forse il dissenso totale delle popolazioni locali non ferma la macchina degli interessi economici, soprattutto quando questi entrano in stretta relazioni con i poteri occulti.

Siamo alla beffa, perchè invece vederci ripagati per quanto abbiamo subìto (la Liquichimica, il Porto, la ferrovia lungo la costa...) siamo qui a guardare perpetrare un ulteriore sopruso, l'installazione di una centrale checchè se ne dica inquinante per la produzione di energia elettrica.

Ma perchè non realizzare un mega impianto fotovoltaico, un mega impianto eolico, un mega impianto per lo sfruttamento della biomassa?

Eppure siamo la Regione che in "EUROPA" ha PIU' ORE DI SOLE/ANNO, PIU' ORE DI VENTO/ANNO e MAGGIORE QUANTITA' DI BOSCHI.

No! Sarebbe troppo intelligente, troppo bello, troppo innovativo...

Noi siamo una Regione che DEVE essere mortificata, DEVE rimanere indietro, DEVE diventare deserto!!!

Per quanto tempo ancora resisteremo?

Quando si riempirà il "sacco"?

....si accettano scommesse...o suggerimenti alternativi (come la costruzione di un movimento civico che tagli di netto con ciò che è stato ed è ancora, e programmi un futuro "sostenibile" per quest'area.

Aggiungo che qualora si decidesse che questa Centrale va costruita, dobbiamo esigere che 1) venga riqualificata l'area circostante e restituita al pubblico utilizzo; 2) ci venga assicurato che le emissioni siano minime (dimostrandolo...) e non provocano patologie; 3) che ci sia reale sviluppo per il territorio...(lavoro, economia, risparmio energetico)

4 commenti:

Bernardino F.L. Cardenas ha detto...

Beh Federico, il discorso fila, ma ad esser sincero spero tanto che tu ti sbagli e che ci sia ancora spazio per la speranza. Certo la notizia, per chi come noi si è battuto e continuerà a battersi per evitare il disastro,è stata una vera mazzata. Certo una mazzata aspettata è sempre meglio di una improvvisa, ma se le dimensioni della mazza che ti colpisce sono quelle di una centrale a carbone che produce corrente quanto la più grande centrale nucleare svizzera allora il fisico ne risente, la vista si annebia e si rischia d cadere a terra tramortiti. Noi questo non possiamo permettercelo, dobbiamo reagire anche perchè se questa battaglia dovesse essere già persa ( e francamente spero di no) altre battaglie attendono di essere combattute prima che il destino di questa guerra per la vita della Calabria sia definitivamente deciso.

Saluti

Fabio L. Macheda

Valentino ha detto...

Caro Federico,
il tuo articolo mi ha turbato profondamente e mi ha posto di fronte ad una domanda: che paese è un paese che nel 2008 propone una centrale a carbone?
Un paese arretrato, un paese che non sa neanche cosa vuol dire la parola “lungimiranza”, che ha un bisogno irrefrenabile di restare fermo (nel migliore dei casi) o di tornare indietro (nel peggiore).
Oggi si parla di futuro sostenibile, di energie rinnovabili, di energia eolica e solare. Gli altri paesi si sono impegnati,e continuano a impegnarsi, nell’investimento su energie rinnovabili: la Germania (leader mondiale nel settore eolico) sta installando sul Mar Baltico e sul Mare del Nord circa 30 parchi eolici in mare aperto (off-shore). In Spagna, nella regione della Navarra, gli impianti eolici coprono il 70% del fabbisogno regionale. E in Calabria si propone una “innovativa” centrale a carbone.
Devo dire che hai ragione quando dici che non c’è stata un’ opposizione da “prima pagina” ma mi stupisce che ci si debba opporre ad una cosa così insensata. Dovrebbe esserci un’opposizione politica e istituzionale che affermi che la proposta di questa centrale è assurda e ridicola.
Lascio un piccolo consiglio a chi vive fra Reggio e Melito: chi vuole la centrale a carbone indossi il cilindro e il frac, che fanno molto “ottocento”.

Davide ha detto...

Questa notizia agghiacciante mi lascia molto turbato,ma devo dire che non mi stupisce eccessivamente. Siamo in un periodo storico-politico dominato dal grottesco,in cui vorresti essere analfabeta per non potere (e dovere) mai venire a sapere delle nefandezze che ogni giorno,mentre tu studi o lavori,vengono perpetrate alle tue spalle, dove dilaga l’ignoranza e l’indifferenza e lo sprezzo della legge e della civiltà,dove si vive in un regime in fieri essendo così miopi (o forse meglio presbiti,dato che lo si ha sotto il naso)da credere di vivere in democrazia.
L’ambiente (e non solo lui) sta iniziando a risentire molto seriamente dei reiterati stupri ai quali è stato costretto da decenni di sconsideratezza, dall’assenza di lungimiranza, e dal fatto che la classe politica cui abbiamo affidato le sorti del nostro Paese e i nostri soldi non ha mai considerato il dettaglio di essere responsabile del nostro benessere e della nostra salute.
Inceneritori (detti anche termovalorizzatori),centrali nucleari,a carbone,ma è uno scherzo?!Se abbiamo intenzione di distruggere questo pianeta nel giro di pochi anni allora accomodiamoci pure.
Il nostro sole e il nostro vento non contano,sono agenti atmosferici meridionali e in quanto tali sono effettivamente discriminati. Se solo avessero soffiato o irradiato qualche chilometro più in su...
Ma, bando all’ironia, la Calabria e il meridione in genere stanno vivendo sempre più in condizioni critiche,abbandonati dall’alto di Roma e dai loro stessi cittadini, ridotti a miserabile discarica dell’Italia,sommersi di rifiuti e governati dalla criminalità organizzata. Ma vogliamo svegliarci si o no?
Insomma,ci si deve ancora imbattere nei volti increduli di chi non proviene da dove proveniamo noi quando si racconta di omicidi,truffe,violazioni di tutte le leggi (anche abrogate) esistenti,feroce abusivismo edilizio,rifiuti sepolti,ospedali chiusi,centrali a carbone direttamente dalla Rivoluzione Industriale,disinvolte sparatorie in mezzo ai bambini?
Io non ci sto,i racconti continuo a riproporli e le critiche e l’incredulità venata di ribrezzo continuo a digerirle. Ma fa male,soprattutto quando ti senti orgoglioso di provenire dalla Calabria,e ti sforzi di far capire che non siamo solo ‘ndrangheta e peperoncino.
Chi ha ancora il coraggio di lavorare e dire la propria in quel contesto ha tutto il mio sostegno.
Davide

Francesco Stilo ha detto...

Ciao Federico, ho saputo da una mail di Valentino tutta la vicenda e sono caduto dalle nuvole. Ero completamente allo scuro di tutte queste vicende politico-economiche e come me, tutti quelli che conosco, compresi i miei genitori. Si è mosso molto bene chi ha progettato tutto questo, si è mosso indisturbato e silenzioso come una metastasi tumorale. Il problema è che se questo progetto va in porto chi si prenderà il tumore siamo noi. Noi, la nostra terra e il nostro mare.
Non possiamo permettere che accada tutto questo! Dobbiamo reagire e valutare in fretta tutte le strade percorribili. Non ci possono essere compromessi per una centrale a carbone. Non ci si può fidare nemmeno dei limiti massimi prescritti per gli inquinanti, in un paese come il nostro, nel quale le leggi vengono promulgate (o non revisionate quando sarebbe il caso di farlo) da governi che, per quanto riguarda le conoscenze in campo ambientale, sono rimasti indietro di 150 anni. Ripeto: Non dobbiamo in alcun modo permettere che questo accada. Dobbiamo prima di tutto informarci sul progetto, informare la gente e riunirci in rete: associazioni, singoli cittadini e chiunque abbia un pò di buon senso. Non possiamo rimanere passivi fino a ossevarci mentre muoriamo!
Il 28 sarò a Reggio e vorrei che stabilissimo un giorno per vederci e per parlarne insieme. Per organizzarci.

A presto. Francesco