martedì 27 maggio 2008

Sviluppo sostenibile: il paradigma del terzo millennio

E’ uno dei termini più abusati degli ultimi anni “la sostenibilità”, ma a molti non è chiaro cosa sia. Occorre dunque fare un passo indietro, agli anni ‘80, anni in cui si cominciò a capire che il pianeta si trovava su un piano inclinato e stava scivolando verso una catastrofe ecologica che ne avrebbe compromesso la sopravvivenza.
Viene coniato dunque il termine “sviluppo sostenibile” che sta ad indicare un processo nel quale l’uso delle risorse, la direzione degli investimenti, la traiettoria del progresso tecnologico ed i cambiamenti istituzionali concorrono ad accrescere le possibilità di rispondere ai bisogni attuali dell’umanità, senza compromettere quelli delle generazioni future.
Dopo la Conferenza di Rio de Janeiro fu varata Agenda 21 (21 come ventunesimo secolo), che consiste in una pianificazione completa delle azioni da intraprendere, a livello mondiale, nazionale e locale dalle organizzazioni delle Nazioni Unite, dai governi e dalle amministrazioni in ogni area in cui la presenza umana ha impatti sull'ambiente. L’Agenda 21 è quindi un piano d’azione per lo sviluppo sostenibile, da realizzare su scala globale, nazionale e locale con il coinvolgimento più ampio possibile.

Sebbene molto è stato fatto, il sistema economico imperante ci tiene ancora troppo legati al paradigma dello sviluppo tradizionale, quello cioè che si caratterizza per il rapporto di correlazione inversa con l'ambiente naturale. Troppo invasivo, troppo mirato al consumo sfrenato delle risorse senza tener conto del rischio di crisi “entropica”, di implosione del sistema, questo modello di sviluppo ha man mano ridotto il capitale naturale trasformandolo in sviluppo economico. Prima che il sistema-terra collassi, le contromisure possono arrivare soltanto dall'introduzione di un nuovo paradigma di sviluppo, quello sostenibile. Non si tratta di una negazione della crescita, come molti credono, bensì della crescita economica rispettosa dei limiti ambientali.

Questa nuova visione dello sviluppo è diventata una vera e propria necessità storica dell'umanità; il vecchio modo di concepire lo sviluppo come antagonista dell'ambiente non è in grado di risolvere problemi come l'effetto serra o il buco dell'ozono ed è destinato ad essere sostituito con il paradigma della sostenibilità in cui la tutela dell'ambiente è in correlazione diretta con la crescita economica.

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